Domani la fruzza va via e questa è una cosa molto triste. La fruzza è, infatti, alquanto tender, diciamo una delle poche persone che ha recepito il mio concetto filosofico di tenderness entro i limiti della mia quotidianeità. Penso di usare la parola "quotidianeità" almeno miliardi di volte al minuto e di esserne ossessionata. Breve digressione. Io non dedico mai post a nessuno, tranne che al mio gatto, ma la fruzza il post se lo merita per svariati motivi:
1) mi ha regalato delle strade cascatose (capirà yann tiersen)
2) ride sempre anche quando è triste
3) zompetta allegramente
4) è tender.
Dato che, fondamentalmente, il mio entusiasmo all'idea di conoscere il prossimo e di passarci assieme del tempo in un edificio è decisamente scarso, la fruzza si merita un post perché almeno mi faceva ridere quando c'era. Torna a casa fruzza!
La domenica non è un giorno come tanti, la domenica è il momento in cui l'italiano medio utilizza maggiormente il mezzo di comunicazione televisivo. S'inizia con il calcio e si va avanti con trasmissioni inculca-tristezza-e-angoscia tipo domenica in e buona domenica. La domenica tutti passano il tempo a ricordarsi del sabato o ad avvilirsi per il lunedì. Il giorno più bello della settimana è il venerdì pomeriggio, s'incomincia già ad assaporare l'aria frizzantina del sabato del villaggio, i bambini vanno nel bosco a raccogliere i mirtilli, i gatti miagolano, le colline sono in fiore. Il venerdì è il giorno dei rituali e del pre rilassamento. Ed il venerdì il mio cervello non mi gioca brutti scherzi.
Una sfiga quasi senza precedenti si abbatte sulle persone che conosco e con le quali non mostro acidità, ma anzi, con le quali divento particolarmente tenderella. Tutto ciò provoca al mio animo tender parecchio sgomento. Alcune domande mi sorgono spontanee: il periodo dell'anno è infausto? Queste persone sono state colpite dalle calamità a causa mia? Esiste un rimedio? La mia personalità divina può in qualche modo apportare aiuto? Come mai ho le doppie punte e i capelli rovinati? La passione per la cioccolata è congenita? Terribili dubbi si abbattono su di me, non ho risposta, non ho consapevolezza. Eppure qualche mese fa il parrucchiere affermò con certezza che trattandoli bene, sarebbero stati mai più in queste condizioni. Eppure credevo di aver eliminato la sindrome latente di Cioccolatofilia. Eppure pensavo che tutta questa gente avesse finalmente le porte spianate.
Ai posteri.
[21:57] <^Ombretta> oddio io per me stessa sono tirchia
[21:57] <^Ombretta> spendo solo per gli altri
[21:57] <^Ombretta> forse sono scema non sono tirchia
[21:57]<Cyb3rPunK>
E Dio creò il trasporto pubblico e disse: <
Un'altra giornata passata a chiedermi, "ma perché? ma come? ma che minchia ci faccio da due ore sotto la stazione di questa metropolitana che tanto non passa? Meglio che me ne vada". Non è che non rispetti la loro decisione di scioperare, è che sono tremendamente insofferente allo spostamento con i mezzi pubblici, a cui sono costretta quotidianamente e, che già normalmente ,è (per me) insostenibile. Ulteriori disagi potrebbero provocarmi ulcera, esaurimento nervoso e tentato suicidio sulle rotaie del treno. Onde evitare tutto ciò la prossima volta cercherò di seguire i consigli che mi vengono dati dal mio angelo custode personificato, ché io a volte spengo il cervello. Ma questo font è troppo piccolo? Meglio, se le cose si vogliono bisogna guadagnarsele, aguzzate la vista e non rompete le scatole. Quando imparerò a cambiare la grandezza del carattere vedrò di accontentarvi.
Sotto la parte destra del mio mento, diciamo tra orecchio e mento, sulla mandipola, sta crescendo una bellissima pallina dolorosa, in contemporanea mi guardo allo specchio e vedo spuntare solitario e incazzato un dente lì in fondo, alla lingua tutto ciò non sta bene, infatti, fatalmente, anche la sua parte destra si sta ribellando facendo male, soprattutto quando: apro la bocca, degludisco, parlo. Un po' più giù, diciamo verso il cavo orale, a destra (come mai proprio a destra poi!?) la mia gola assume un grazioso colorito vermiglio e allo stesso tempo la gengiva raddoppia il suo volume, sfavorendomi la chiusura della bocca stessa. E che dire della testa!? Poverina sottoposta a tutto questo stress, sempre a destra eh, tanto per non cambiare, decide di pulsare, forse per farmi notare che qualcosa non va. Tralasciamo pure l'orecchio, è chiaramente deducibile che anche lui in tutto ciò risenta di qualcosa. I miei malanni al contrario di me non sono mancini.
I don't want to be buried in a Pet Sematary
E il gatto dalla coda nera si guardò attorno e pensò: "Ma io che ci faccio in questo posto dove tutti i gatti hanno la coda bianca e gli occhi azzurri? Sono un gatto dalla coda nera con gli occhi verdi e ho bisogno dei miei spazi, ho bisogno della mia quotidianeità evasiva, non posso mica passare tutte le mie sette vite a girovagare con tutti gli altri leccando le stesse lische di pesce e annusando gli stessi bidoni". Il gatto dalla coda nera era proprio disperato, era molto depresso; allora si mise in cammino e lungo la strada trovò: una scarpa parlante consumata che gli disse: "Ciao gatto dalla coda nera, dove vai?" E il gatto: "Vado in cerca di una quotidianeità evasiva, non posso leccare sempre le stesse lische ed annusare gli stessi bidoni". "Verrò con te" Rispose la scarpa. La scarpa camminava e si lamentava di essere consumata e si lamentava del fatto che più strada facevano più diventava consumata. "Perché ho abbandonato il mio bel ciglio di strada?". Pensava. "Stavo bene, ogni tanto la pioggia mi bagnava, non avevo una vita avvincente, però sarebbe stata di certo più lunga". Il gatto invece aveva fiducia, non si pentiva, finalmente non c'erano gatti dalla coda bianca attorno a lui e finalmente poteva decidere lui se sentirsi diverso dagli altri, non perché costretto dall'evidenza. La scarpa si fermò ad un certo punto "Rimango qui, gatto dalla coda nera, voglio passare i miei ultimi giorni in pace, consumata dal vento e dall'acqua". "Proseguo" ribattè il gatto "voglio vivere, voglio vedere, voglio conoscere, voglio essere".
dispense di massime morali.
La veritiera storia di Piggy the darky ed il mondo cicciottello (anche nota come: autoconvinzione delle 21,54)
C'era una volta una bambina cicciottella che viveva in un mondo cicciottello, tutto fatto di zucchero filato e marshmellows. Le nuvole erano un sacco bianche e la terra cioccolatosa e i fiori mielosi e gli alberi candycanosi. Questa bambina cicciottella si chiamava Piggy the darky, perché era rosa e nera, ciliegiosa e profumosa. Era anche carina e gentile e tutti le volevano bene e altri la odiavano, ma Piggy purtroppo era triste perché era destinata a rimanere cicciottella per tutta la vita, anche il giorno del suo buon compleanno. Era così paciocchina e tenerina e vomitina che quando la vedevi ti veniva voglia di morderle le guance, farla al forno e mangiarla con patate, quasi fosse un porcellino e, d'altronde, il nome la diceva lunga. Piggy comunque non si arrese, crebbe e divenne uno splendido esemplare di cicciottella adulta e forse solo quel giorno lì capì che cicciottello è bello.
I cromosomi, i mitocondri, l'atp, i nucleoli,
i centrioli, l'audace impresa di prender sei io canto,
che furo al tempo che passaro i professori
del liceo la mia classe, nocquer tanto,
seguendo le lor ire e i giovanil furori, che si diè vanto
di vendicar la morte loro su quei libri
sopra di me presto imperatrice.
You're ghei, no matter what you say. You know you think the same, your favourite song is Enola Ghei and your favourite band are the Wham. 'Cause they're ghei, and when "Boy" George sings you think: "I wannabe like him". And you love may, 'cause in may you're more ghei. You like going around, shopping up and down. And if you're seventeen, of course you watch doson's crik. And if you like emo (ghei) songs don't worry, that's ok, they're made for gheis . Your girl friends always want you around, you're the best friend ever had, even if all you say it's: "Hey I'm ghei". You don't mind your pain...you're just ghei.
Che nessuno si offenda.
Tanti tanti tanti elementi scuri/pvc/calze a rete/frangette nere&rosse/new rock/anfibi/guanti/capelli lisci/capelli cotonati. Benvenuti tra il popolo di ultra trentenni alla soglia dei 40 desiderosi di attenzione e nostalgici degli anni ottanta, che presi dalla nostalgia e dalla disperazione ("ciao, sono triste, scrivo poesie, mi piace stare da solo, la pioggia, la notte, la nebbia, le cazzate che dico, il piangermi addosso, i taglietti senza senso") si danno alla pazza gioia ballando industrial ed ebm. Serata dark dunque, ei ma qualcosa non va...hanno dimenticato di passare dark, orecchie sature di tunz, amica accompagnatrice/limonatrice di un tipo seduta altrove, io soffiatrice di bolle di sapone (non cercate metafore) sola soletta. Hanno la splendida abitudine di di spruzzare una specie di nebbia profumata per far passare la puzza di fumo.Risultato: nebbia profumata+puzza di fumo= muori di tumore ai polmoni e pure cieco, che non guardi al di là del tuo naso e non puoi manco esprimere l'ultimo desiderio perché hai la gola secca e non puoi parlare. Evviva la febbre del sabato sera.
Dunque, odio le riduzioni all'ultimo momento (ha senso dire riduzione all'ultimo momento?). Bando alle ciance.
C'era una volta un mal di schiena, che andava dal collo fino a metà della schiena. C'era una volta una persona gentile gentile che ogni volta che il mal di schiena si posava sulla schiena della malcapitata tenderella, automaticamente, si metteva d'impegno per scacciarlo. C'era una volta una malcapitata tenderella con il mal di schiena, avvilita per le riduzioni all'ultimo momento, che cercava una persona gentile gentile che le cacciasse via il dolore che va dal collo fin giù. C'era una volta un sabato pomeriggio in cui una persona gentile gentile malauguratamente era altrove, ma la tenderella era sempre fruzzeggiante e firulosa al pensiero del sabato successivo e così firulero firulando aspettava con ansia, contando un po' i minuti, un po' le ore.
riferimenti a fatti e persone realmente esistenti assolutamente non casuali.
[15:32] <|Maldoror> chatii?
[15:32] <|Maldoror> :-)
[15:32] <|Maldoror> :-)
[15:32] <|Maldoror> :-)
[15:32] <^Ombretta> no
[15:32] <^Ombretta> quel visino lì ripetuto è tedioso
[15:32] <|Maldoror> :-(
[15:32] <|Maldoror> :-(
[15:32] <|Maldoror> :-(
[15:32] <^Ombretta> appunto..
[15:32] <|Maldoror> e perchè scusa??
[15:32] <|Maldoror> scusa
[15:32] <^Ombretta> è segno di ostentazione
[15:32] <|Maldoror> ma daiiiiiiiiiii
[15:32] <^Ombretta> azz
[15:33] <|Maldoror> ostentazione di che scusa?
[15:33] <^Ombretta> tsk
[15:33] <|Maldoror> vabbè
[15:33] <|Maldoror> almeno dimmi di che
[15:33] <|Maldoror> altrimenti mi sembra una mezza scemenza
[15:34] <^Ombretta> ostentazione del tuo stato d'animo rispetto al mio non voler chattare
[15:34] <|Maldoror> impara il giusto significato delle parole
[15:34] <^Ombretta> e pure presuntuoso!
[15:35] <|Maldoror> io?
[15:35] <^Ombretta> eh
[15:35] <|Maldoror> perhè mai?
[15:36] <^Ombretta> credi forse che io sia onnisciente?
[15:36] <^Ombretta> che ne so
[15:36] <|Maldoror> scusa...
[15:36] <|Maldoror> vabbè
[15:36] <^Ombretta> ok, accetto le tue scuse.
[15:36] <|Maldoror> conosci il significato della parolla onnisciente
[15:37] <|Maldoror> ma sai dirmi
[15:37] <|Maldoror> che cavolo c'entra nel discosop
[15:37] <|Maldoror> che tu lo sia o meno?
[15:37] <|Maldoror> nonm è che per caso sei una 14enne che legge troppo?
[15:37] <^Ombretta> che se lo fossi lo saprei
[15:37] <^Ombretta> nah
[15:37] <^Ombretta> ho 52 anni e 4 figli a carico
[15:38] <|Maldoror> see
[15:38] <|Maldoror> certo
[15:38] <|Maldoror> e sei una dark?
[15:38] <^Ombretta> e tu sei scemo?
[15:39] <|Maldoror> ahahah
[15:39] <|Maldoror> ciao và
[15:39] <^Ombretta> aurevoir