Clap Clap Clap, un applauso a tutti. Scene da un matrimonio. Accuse e giustifiche. Scelta d'imbarazzo. Situazione logorante. Mecenatismo spicciolo. Incongruenza logica. Blasfemia d'azioni. Volti dipinti di rosso. Sabati grigi, domeniche bianche.
Rispondo all'amico/a sconosciuto/a sforna opinioni non richieste.
Perché Ombretta frequenta con ardire uno psicanalista?
-Perché, sentendosi vittima della società, ma anche vittima in generale, pregustando il piacere intrinseco derivato dalla sua marcata condizione a rischio, un bel pomeriggio di Marzo non aveva niente di meglio da fare che far visita ad uno strizzarcervelli. Così! Senza costrizione, cosa avevate capito.
Perché Ombretta si nasconde dietro ad uno schermo?
-Perché, chiaramente, non ha il benché minimo coraggio di palesare ed esternare le proprie opinioni, infatti è amatissima da tutti. La teenager più popolare della scuola, l'idolo dei quindicenni in calore.
Perché Ombretta parla tanto d'ironia quando ne è totalmente priva? (A proposito, caro/a amico/a impara l'uso del congiuntivo)
-Ma signore e signori, come si fa a non dedurlo? Perché è una commiserevole creatura dalle zero risorse psico intellettuali. Avevate forse qualche dubbio? Non è assolutamente in grado di manifestare qualsiasi tipo di gioiosa verità, ella è troppo triste per farlo.
Contento/a? Ti ho risposto nella maniera in cui desideravi facessi. E vissero tutti felici e...
...Ed era proprio necessario aprire la porta in quel momento vano? Sono chiusa in questa stanza da quattro ore. Devo fare la pipì.
Ho nostalgia dei miei quindici anni, a quindici anni i miei capelli avevano una forma, i miei occhi erano copiosamente truccati ed il mio nichilismo era pateticamente eccessivo. Vivevo con enfasi, proprio. Io ti odio A., non so se è ben chiaro. Il giorno in cui diverrò un'acclamata psicanalista ti farò rinchiudere in uno di quei lazzaretti medievali, ormai inesistenti, dormirai di fianco ad un malato terminale di peste, dal quale acquisirai la malattia e attorno a te avrai il disordine più totale. Carcasse esanimi di oggetti impolverati e semi-distrutti ti faranno compagnia. Il tuo malanno psico-fisico peggiorerà di giorno in giorno ed io, sadicamente, scruterò il tutto con un sorriso cinico.
A quindici anni ascoltavo i Guns n'Roses e progettavo una fuga a Los Angeles. L'intento è finito nella scatola degli intenti falliti. Varco la soglia del luogo in cui mi ricevi, Dottor M., e trovo un'infermiera ad informarmi della tua dipartita. Cosa fare? Ombretta chiede consigli:
[14:07] <^Ombretta> ciao
[14:07] <^Ombretta> sono una 18enne alle prese con un dottore in ospedale
[14:07] <^Ombretta> come comportarmi?
[14:08] <Master80> [Metodo 1 positivismo] rilassandoti sapendo che lui è in ospedale e tu no
[14:08] <Master80> [Metodo 2 pessimistico] farti aggredire a tua volta
[14:09] <Master80> [Metodo 3 menefresghista] oggi è una bella giornata per un gelato al cocco
[14:11] <Master80> [Metodo 4 riflessivo] (se non avessi letto il blog) un dottore in ospedale? bhe dovrebbe essere il suo luogo di lavoro...
Forse, Dottor M., dovrei seguire il consiglio numero 2, così da sentirmi più vicina alla tua situazione. Dottor M., torna a dirmi che non prenderò mai la patente e che vesto in modo pressoché ridicolo, per piacere.
Daniele ha perso il treno. Tu, A., sarai travolta da una serie di imprevisti che ti porteranno in ordine d'importanza a:
1) Tornare a casa e guardare con rammarico la lavastoviglie che scoppia, disperdendo intorno pezzi di piatti e bicchieri e distruggendoti tutto.
2) Trovarti in una bufera di polvere, una scopa e una paletta saranno distanti da te 10 cms, ma non riuscirai ad acchiappare entrambi gli oggetti, per lo stesso motivo per cui io sogno di aver voglia di far pipì, sedermi e non avere risultati buoni.
3) Essere rincorsa da un vocabolario gigante di Italiano che ad ogni verbo sbagliato ti tramortirà (ahhahah) con il peso dei suoi lemmi.
Così, A., non spero più nel lazzaretto, ti auguro una fine ben peggiore.
Dottor M., non puoi farmi questo, perché ti sei lasciato aggredire da un pazzo furioso? Non ci vediamo da quasi due settimane e tu, proprio TU, mi lasci nel bel mezzo di questa notizia? E com'è stato? Come ti ha aggredito? Ti ha rotto gli occhiali? Perché sei finito al pronto soccorso? Perché è stata coinvolta la polizia? Avevo bisogno di parlarti, oggi, Dottor M. e tu mi hai lasciata nel bel mezzo di questa notizia. Che fretta c'era, maledetta primavera. Il concetto va ribadito. Voglio diventare una guida spirituale per quindicenni indifesi.
[17:59] <^OmbrY> ma a te che effetto ho fatto la prima volta che m'hai vista allora
[17:59] <^OmbrY> scusa
[18:00] <|_ThoR_|> mmmh
[18:00] <|_ThoR_|> "ehi guarda una ragazza con le calze fucsia"
[18:00] <|_ThoR_|> !
[18:00] <|_ThoR_|> credo sia stato così
[18:02] <^OmbrY> ma era estate momo
[18:02] <^OmbrY> io d'estate non le porto le calze fuxia sai
[18:03] <|_ThoR_|> lol
[18:03] <|_ThoR_|> nel senso
[18:03] <|_ThoR_|> guarda una ragazza !
Mi reputo fortunata, non sono stata scambiata per un ragazzo.
[18:03] <^OmbrY> OHMIODIO
[18:03] <^OmbrY> NON HO MAI VISTO UNA RAGAZZA IN VITA MIA!
[18:04] <|_ThoR_|> era per dire non è che abbia ricevuto l'illuminazione divina
[18:04] <^OmbrY> ah occhei
[18:04] <|_ThoR_|> ho semplicemente visto una ragazza
[18:04] <|_ThoR_|> e poi basta
Io sulla gente faccio un certo effetto, signori e signore.
[18:05] <^OmbrY> devo dire che ti sono saltata proprio all'occhio
[18:05] <^OmbrY> mammamia!
[18:05] <^OmbrY> vabbè, non fa niente
[18:06] <|_ThoR_|> bè più della ragazza media di carpi sicuramente
La ragazza media di Carpi è una medio statura, di solito bionda tinta, dal cervello di paglia e cartapesta, la cui unica preoccupazione è raccimolare i soldi per ballare il Sabato e per andare dal parrucchiere il Venerdì. Il mio amico (che ringrazio calorosamente per la concessione che mi ha fatto, permettendomi di incollare il discorso) conclude con un affettuoso:
[18:06] <|_ThoR_|> quanto sei matta
"Perché poi sei una persona che appare o come una scema o come una un po'sofisticata"...mi dissero alle 17,54.
Sono queste le cose che mi tirano su!
Il vanverare disordinatamente di opinioni già sentite. Questo mi ha stancata. Non necessito di personaggi, presumbilmente, singolari, che, con fare plateale, dilettano la gioventù, incespicando in terribili cadute di stile. Adoro la punteggiatura in ogni sua sfaccettatura, cerco di esplicare, dire, portare resoconti. Essa, perciò, mi aiuta. E'un ottimo strumento. Più e più volte tentai, negli anni addietro, di cadenzare il mio stile con un linguaggio diretto e pressoché privo di senso. Per questo mi ostino a criticare chi non è capace di far uso di una cosa simile, così delicata. Attenzione. Esso potrebbe essere estremamente bello, ma, anche, estremamente noioso, contorto e disinteressante. Per tal ragione non mi cimento più in siffatti esercizi stilistici. Non è detto che non ci riprovi in futuro.
L'esame fu superato. Stop. Stupidamente la cosa mi emozionò. Stop. Non spenderò altre parole riguardo l'argomento. Stop.
Prendete 400 adolescenti, fateli assistere ad un avvenimento sportivo-agonistico che li riguardi direttamente: il campionato scolastico di pallavolo, fomentateli con l'illusione di una grande e gloriosa vittoria e osservate il decadimento della gioventù odierna. Poi siate fieri di voi stessi. Questo canalizzerà onde positive verso la vostra persona, vi riempirà di felicità e caccerà via ogni dubbio o insicurezza riguardo voi medesimi.
Domani ho l'esame di teoria della patente. Stop. Ridicolmente mi provoca ansia. Stop. Aiuto. Stop. Odio i test. Stop.
La volta in cui mi troverò a dover affrontare qualcosa di veramente serio, tipo la morte di uno dei miei genitori, ho paura che, vista la mia attuale situazione, non supererei il trauma. Lì sarebbero cazzi amari, dato che la morte è qualcosa di, irrimediabilmente, irreversibile. E'per questo che mi faccio portavoce di un (in)sano, passivo, stoicismo asettico. A dir la verità fallirei nella colossale impresa di rendermi la figlia anacronicizzata di Seneca. Su Seneca volevo porre l'accento, egli era un genio, un fottuto genio senza tempo, perché non è diventato santo? La chiesa cattolica ha dichiarato santo un certo Ludovico, fratello di un certo Roberto D'Angiò, più altri svariati personaggi immeritevoli e gente come Epicuro, Seneca o Kant non lo sono. Questa è la prova dell'ingiustizia che regna, senza fine, dalla notte dei tempi.
Come al solito ho tergiversato ampiamente. Sento uno strano rumore, forte e ovattato, proviene da fuori. Quando mi capitava da piccola, immaginavo, ogni volta, che un gigante stesse per demolirci la casa. Stanotte ho sognato (per dirla breve) di essere catturata e portata in un posto dove vi erano stanzine in cui veniva risucchiata l'energia vitale delle persone. Facevo di tutto per scappare, non ho mai visto x-files, giuro.
Dicevo, comunque, che l'idea di diventare asettica non è delle migliori, ci sono molti lati negativi. Finisci col non pregustarti neanche il gelato al cocco. Questo non va bene. Il gelato al cocco è un bene indispensabile, che va assaporato con pathos e gaudio.
Ho questa odiosa tendenza ad enfatizzare/mi. E'assurdo.
[13:34] <standar> silenzio generale?
[13:36] <^Ombretta> silenzio generazionale
[13:36] <^Ombretta> sogno che la mia generazione taccia una volta e per sempre
[13:36] <^Ombretta> purtroppo ha sempre stronzate da dire.
Siccome l'effetto naturale scaturito dalla mia condizione fisica me lo permette, giro in tondo stando ferma, mentre ascolto quest'album. E' facile per voi dire che vi piacciono i Cure quando tutto quello che avete sentito è Just like heaven, Boys don't cry, A forest e Friday I'm in love. Sciocchi, vi perdete il meglio. Provate ad ascoltare Pornography, Seventeen Seconds o Faith e poi tagliatevi le vene dopo più di cinque minuti, se riuscite a resistere.
Poiché sono, più che altro, egocentrica fino al midollo osseo, non ho un moleskine dove appuntare le mie recondite fantasie inesistenti. C'è l'altro lato della medaglia. Quando ho intuizioni geniali (cioè, press'a poco...mai), non so dove scriverle. Soprattutto le cose più fantasmagoriche le penso prima di addormentarmi, prima di addormentarmi potrei, tranquillamente, paragonarmi a Schopenhauer. Lui aveva capito parecchio, devo dire. Sebbene non raggiungerò mai il nirvana, nè nulla di solo approssimativamente vicino.
La noia è un sentimento catartico e ristoratore.
[17:53] <NAiiiiiMA> mi brucio il culo solo per il gusto di poterti tirare in faccia la merda flambé, rompicoglioni
Dove c'è Naima, c'è casa
In preda ad una smania mistica mi convinco, sempre più, di non voler studiare.
- Cardinale in tv. Papà: "Ecco, li vedi? Questi sono i veri briganti."
- Capelli senza forma. Laura: "Ombre, ma non te li tagli più i capelli?". Ombre: "No, cresceranno per sempre".
- Dialogo su Platone alle 19,00 di un sabato di Maggio. Ombre: "Secondo te esiste ancora qualche genio?". Laura: "Secondo me no". Ombre: "Sono d'accordo". Gabriella: "Perché gli Indiani d'America nel 1500 correvano ancora nelle praterie?".
- Rousseau era un pedagogo. Rousseau scrisse pagine e pagine sull'educazione. Rousseau chiuse i suoi figli in un orfanotrofio, stanco al solo pensiero di doverli educare.
- Milton promuoveva la cultura. Milton scrisse trattati riguardo la cultura. La figlia di Milton era analfabeta.
- Platone raccomandava di mangiare una sola volta al giorno. Platone era un aristocratico dalla pancia gonfia.
E poi mi meraviglio perché, pur essendomelo riproposto, non sto studiando?
E' giunto a me lo strumento di fagocita anonime-inutili-opinioni nazionali per eccellenza: la scheda elettorale. Con essa concludo ufficialmente la mia carriera di adolescente, per addentrarmi nell'oscurità della maggior età, la quale, finora, ha apportato notevoli cambiamenti nella mia vita di studentessa disadattata: mi ha permesso di segnare delle crocette su fac simili di quiz d'esame di teoria per la patente, mi ha favorito l'incrementare del numero di assenze scolastiche e di uscite fuori orario. Questo è quanto. Cosa voglio di più? Ho già le idee totalmente non chiare riguardo il mio prossimo voto. E' solo la prima volta che dovrò recarmi in un'urna elettorale ed ho già la mente piena di "forse" e "se". Tutto ciò può essere un'arma a doppio taglio. Ho l'espressione di un'assurda dignità.
Ultimamente sono un mostro di cinismo, ben due persone hanno smesso di rapportarsi a me, sebbene il motivo mi sia oscuro. Probabilmente devo aver bucato il loro orgoglio di carta velina, che persino una zanzara con le cataratte potrebbe centrare in pieno e distruggere. Ai posteri l'ardua sentenza.
Ho, ormai, raggiunto la consapevolezza che casa mia non sarà mai ordinata. Nessuno può comprendere cosa voglia dire stare a contatto con individui che definire caotici è poco. Il primo di essi con cui ho dovuto avere a che fare è stato me stessa. La mia infanzia è trascorsa tra dubbi esistenziali riguardo il perché le dimore delle mie compagne di classe/amiche sbrilluccicassero ed emanassero precisione e la mia fosse un accantonamento di cianfrusaglie alla rinfusa. Oggi come oggi vado molto fiera di questa mia posizione socio-culturale, in cui camera dei miei genitori è stata adibita a libreria permanente. Dunque, sono disordinata perché non sono mai stata educata all'ordine. Le parole di mia madre, che, ogni tanto, tentano, vagamente, di ricordarmi di eliminare le pile di volumi dal letto di mia sorella (divenuto poggiatoio pubblico, dopo la sua dipartita), si affievoliscono velocemente per un principio fondamentale di auto-coscienza: "Da che pulpito viene la predica?". Io odio i maniaci dell'ordine.
D. è una ragazza dalla bocca sproporzionatamente larga, la matita sugli occhi oscenamente doppia e la voce estremamente irritante. D. crede di essere simpatica, in quanto nella sua scuola è ben accetta, partecipa al corso-figo di recitazione, raccoglie consensi ed applausi ed è convinta di saper recitare. Allora, D., per inscenare un'allegra farsa, davanti ai suoi amici trendy, comincia ad inneggiare al nome "Ombretta". "Ti chiami Ombretta? Ah sì??? Anche io!!! Mio dio che coincidenza". La povera infausta vittima del giocoso tentativo di rendersi più popolare, da parte di un'adolescente pseudo-impegnata, inizia a perdere la pazienza. In principio regge il gioco, ma poi, implora pietà. "Perché mi prendi per il culo per come mi chiamo? Si può sapere?". D., soddisfatta e sorridente, sì! Sfoggiando proprio il suo sorriso a 95 denti, se ne va. Sprezzante. Da allora Ombretta incontra D. nel bagno ed è pervasa dal desiderio di ucciderla. Le ricorda gli anni dell'asilo, delle elementari, delle medie, quando il suo nome era causa di complessi a livello patologico. Quando D. è andata via, quel giorno, un attimo dopo, mille ciniche risposte le sono affiorate nella mente. "Perché parli? Non sai che in questo momento qualcuno potrebbe respirare l'aria che stai sprecando?". "Sei brava a far finta di saper recitare, mostri tutta la tua negazione in materia". D., non è finita qui. Nel mio mondo i microcefali come te non sono ammessi, tu D. me la pagherai.
SE, malauguratamente, i tuoi compagni di classe del corso-figo di fotografia decidono di sceglierti come soggetto per alcune delle loro foto, SE, presi da mille impegni, ti comunicano, una mattina in cui il tuo pallore raggiunge vertici paradossali, che proprio in quel momento ti faranno qualche scatto. SE non hai lavato i capelli perché alle 5,30 la sveglia è suonata, ma tu l'hai ignorata. SE non puoi opporti all'impegno preso e ti immoli al loro volere. SE le foto che hanno scattato finiranno nella mostra-figa di arte della scuola e circa 900 persone potranno guardarle. SE scopri, ma non avevi alcun dubbio in proposito, che il tuo viso in quelle foto ha l'espressività di un ornitorinco e la voglia di vivere di un manio-depresso cronico malato di egocentrismo. SE le suddette saranno, in ogni caso, esposte. SE, come è naturale che sia, un gruppo di adolescenti del bienno, e, peggio ancora, del quarto ginnasio, sghignazzeranno alla vista di esse. Cosa farai? Ma è naturale. Andrai dietro di loro, inizierai a commentare: "Mio dio. Ma è semplicemente oscena. Chi ha messo quella cosa lì? E chi è la tipa? Oscena, orrida, fa letteralmente schifo". Loro ti daranno ragione. Uno dei ragazzetti si volterà, ti guarderà in faccia, riposerà lo sguardo sull'immagine affissa. Si volterà di nuovo. Tu gli dirai: "Sono io". Gli amici scoppieranno a ridere e lui assumerà un colorito non rosso, ma bordeaux e la notizia della tua prova di coraggio&autoironia farà il giro della scuola in 2 millesimi di secondo. Diventerai la paladina dell'umanità, ti sentirai wonder woman e poi ti farai anche un po'pena.
Oggi sono rimasta a scuola fino alle 16,30 per allestire la mostra degli adolescenti, alcune cose erano orride, altre più che decenti, altre belle. Io ho presentato due pezzi di cartoncino, uno bianco, l'altro nero. Incollati su un coperchio di polistirolo di uno scatolo di polistirolo. Sui cartoncini avevo disegnato con una penna pennarello nera (sul bianco) e argentata (sul nero) delle spirali del diametro di 3 cm. Alla fine è venuto fuori una specie di arabesco. La cosa è stata apprezzata, devo dire. O, almeno, quelli che sono passati prima del previsto mi hanno fatto i complimenti. Ciò mi ha fatto montare la testa. Dovrei anche suonare un pezzo di Yann Tiersen (La valse d'amelie), su una tastiera elettrica dal suono schifoso e poche scale. Yann Tiersen mi ucciderebbe a saperlo. Speriamo solo.
Ho deciso di diventare un'artista, non odio più la parola artista, nè il suo corradicale "artistico". Potenzialmente potrei creare un artificio perfetto, ma non mi sento all'altezza. La poca fiducia potrebbe derivare da troppo senso di onestà e/o pacatezza. Gli artifici sono noiosi e dopo un po'non riesco a tenerli in piedi. Sbuca, quasi subito, la faccenda reale. La regoletta spicciola citata nel post precedente: "tu sei tu, tutto il resto non c'è più". I conti tornano e le colline sono in fiore. Che fretta c'era? Maledetta primavera.
Propendo per dei capelli nuovi, li vorrei più ramati, grazie. Mi scusi per il disturbo.
Mi sono sentita potentissima, camminando per la strada. Avevo nelle orecchie le cuffie (rigorosamente di walkman), ascoltavo la colonna sonora di Pulp Fiction, film inflazionato, poverino. Mi sentivo in grado di prendere il mondo sulle spalle e distruggerlo con un colpettino. Deliri di onnipotenza attraversano la mia persona. "Per zeus, o Socrate, e come potrebbero dire che lei è una dea, coloro che non sanno neanche che esista?". Ombretta superstar.
Ieri mi hanno detto che dovrei tenere il registro più basso, ma mio caro sconosciuto, non posso buttarlo in cantina in mezzo ai sorci il mio registro linguistico. Un minimo di dignità. Il giusto indispensabile, insomma.
Siccome sono parecchio infantile, quando ascolto il rockabilly, oppure guardo un film qualunque di Tarantino, mi esalto e mi viene voglia di esprimermi usando "cazzi" e "amico" una parola ogni due: è la dura legge del boh.
Sono le 18,11 e mi ostino, ferocemente, a comprendere le parole di Platone. Non che egli non sia abbastanza chiaro, la forma dialogica è forte ed accattivante, si sa. Tuttavia, dal greco all'italiano si notano contorsioni varie, che difficilmente riesco a districare. La cosa è del tutto irrilevante. Ho ormai perso la speranza nel fatto che un individuo sui sessanta, intento ad insegnare le due eccellentissime materie umanistiche per antonomasia da quaranta, metta un briciolo di buon senso nelle sue azioni. O, perlomeno, nelle azioni che mi riguardano direttamente. C'est la vie. (quest'ultima è decisamente inflazionata).
Ho scoperto, proprio ieri, che a luglio Patti Smith (è il tempo degli Smiths?) sarà qui, ma dubito avrò i soldi necessari per assistere al fantasmagorico show, che ho già perso l'anno scorso.
Ritengo sia inutile e deleterio attaccarsi a questa tristezza smielosa e lacerante e adolescenziale. ABBASTA! Aprite gli occhi pulzelle. Smettete di essere così legate a questo mondo patinato e comodo che è l'adolescenza, smettete di proclamarvi folli per il gusto di farlo, smettete di fingervi appassionate distruttrici del proprio ego. B-A-S-T-A. Se io fossi il presidente dell'universo (e, forse, un giorno lo diverrò), porrei come limite massimo di età adolescenziale i 16 anni. Poi caput. I 16 anni sono già sufficienti per capire poche cose fondamentali, e cioè:
-tu sei tu, tutto il resto non c'è più
-è una storia mitica e siamo tutti tosti
-tutto va, nel migliore dei mondi
-la cacca è cacca, non è da mischiare con la cioccolata.
Non sto ergendomi a paladina dell'umanità (ma l'idea m'incuriosisce mhmhmh), però, sto impegnandomi per uscirne. Sto uscendo dal tunnell della sindrome tardo adolescenziale, se ce l'ho fatta io, ANCHE TU PUOI.
Mi avete vista uscire zoppicante dalla metropolitana, mentre cercavo in tutti i modi di trovare una posizione adeguata del piede, che m'impedisse di sentire i chiodini sotto la pianta ad ogni passo? Avevo dei sassolini simpatici a farmi compagnia. Me lo spiegate come c'entrano i sassolini negli anfibi? Da dove passano? Forse sto parlando di generazione spontanea e non lo so. Magari Aristotele c'aveva visto giusto, magari l'animismo è la risposta concreta ad ogni dubbio religioso. Che ne so io? Si formano da soli, per forza. Alla fine, comunque, non sono dei sassolini, sono veri e propri scogli. Di quelli che trovo quando discendo la strada con le scale che c'è a dieci metri da casa mia. Discendo la strada e poi c'è il mare di fronte con queste pietre grosse e bianche.
Sabato sono andata ad un concerto e Daniele mi ha detto che avremmo potuto portarci, tranquillamente, anche i miei genitori. In effetti sì.
Mia sorella è andata via, probabilmente la rivedrò ad agosto. Probabilmente, mah.
Sono uscita nel pomeriggio con mia sorella e con l'ex di mio fratello, con cui lui è stato dieci anni per poi lasciarla e mettersi con un'altra esattamente l'opposto della prima, ma tralasciamo, non entro nei dettagli della vita privata di mio fratello. Dovevamo andare a prendere "un caffè". Io non lo capisco l'andare a prendere "un caffè", non l'ho mai fatto. Voglio dire, mi sa di sofisticato e fumoso. Io non fumo. Del caffè mi piace l'odore, il sapore...a meno che non sia particolarmente dolce...non mi attira più di tanto. Quindi esco per "un caffè" e mi ritrovo a divorare un gelato a stracciatella e cocco, in una cialda a quadratini, dentro c'erano anche dei biscotti al cioccolato. Ora non ho fame. Ho dato anche un morso alla cialda-recipiente, per poi chiedere: "scusate ma...questa va mangiata?". Penso di no, era abbastanza dura. Almeno non la ricicleranno. Comunque, sul menù di questo bar di fronte al mare, c'era scritta una cosa tra il tragicomico e l'ironico. Come titolo delle sostanze dietetiche, c'era: "COCCOLE ANORESSICHE". Ci rendiamo conto? COCCOLE ANORESSICHE! Ho riso per mezz'ora quando l'ho letto. Chi diavolo ha inventato un nome del genere? Assurdo a dir poco.
Era circa un mesetto che non uscivo di pomeriggio mi sa, ma anche che non uscivo nella mia città.
Chi ha bisogno di usare lsd quando sei, per natura, ipotesa? Avverti questa ebrezza magica, questo soffio di vita che ti pervade tutta, soprattutto con l'arrivo della primavera. Essa ti rigenera con il suo tepore che, ben presto, si tramuterà in caldo asfissiante. Tu camminerai con gli anfibi sull'asfalto cocente, mezzo disciolto e ti chiederai perché lo fai! La testa ti gira, gira tutto intorno alla stanza, però non danza. Ti siedi, annaspi un po'. Che le gocce di gutron siano con te, per sempre, tue fedeli compagne. Il gutron ti rimetterà in sesto. Non ne ho ancora mai fatto uso quest'anno e ne vado fiera.
Ho comprato il biglietto per il concerto dei Cure, finalmente. Questa volta, evidentemente, non mi vestirò completamente di fuxia con bolle di sapone sull'abito, solo per il gusto di farmi, egocentricamente, notare tra la massa di uomini/donne neri presenti. Era a Roma due anni fa. Fu magnifico.
Avete notato, per le strade, i manifesti del nuovo partito pseudo-femminista? Sono fuxia, io all'inizio pensavo fosse la pubblicità di una nuova rivista tipo Cosmopolitan o Donna Moderna. La cosa mi ha sconcertata.
Gli sbalzi d’umore sono cosa buona e giusta? E’cosa buona e giusta che alle 18,22 di un pomeriggio di Maggio io sia intenta ad affinare la mia conoscenza dei classici greci? Ho una tartaruga suicida. Essa stessa, infatti, cercando di uscire dalla sua scatola grande, più volte rimase incastrata tra le maglie della rete anti-evasione. Rischiò d’impiccarsi. Proprio oggi, udendo strani rumori, abbassatami per cercare di capire chi o cosa li provocasse, la vidi intenta ad addentare un cavo che si trova sotto il mobile del pc. “AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH, MAMMAAAA”. Io non sono una persona che si fa prendere dal panico. Assolutamente. Come vi viene in mente? L’ho presa in mano e si dimenava tutta nel suo rinsecchimento totale. Le tartarughe non bevono. Sono lente, meste e stupide, fondamentalmente. Ma, tremendamente adorabili, nella loro pacatezza. Forse la mia ha problemi di adattamento. In questa casa anche gli animali sono diseredati sociali.
Gli sbalzi d’umore, dicevo, mi colgono all’improvviso. Mentre sto trastullandomi nelle mie fantasie gioiose essi giungono e mi bacano la materia grigia. Per fortuna durano il tempo che trovano. (O si dice trovano il tempo che durano?). Le crisi multiple di pianto accompagnate da salti mortali, piroette, pugni e calci sono performance di circa 20 minuti. Mi è dispiaciuto solo che in quei 20 minuti tutti i miei familiari si trovassero ad essere miei bersagli. Segue: vittimismo acuto. Dopo una crisi immotivata c’è la fase vittimista di senso di colpa. “Chiedo venia, scusatemi vostro onore, ve ne prego”. “Sono peggio della cacca di un colombo che ti colpisce in pieno capo la mattina in cui hai fatto lo sciampo al profumo di fiore di loto”. (Qualcuno sa di cosa odori il fiore di loto? Io ho un profumo al fiore di loto). Questa è la parte peggiore. Credete di fare bene, invece, effettivamente, vi accorgerete ben presto di risultare più irritanti ai vostri vicini infausti. E, finalmente, ecco la pace, la tranquillità, dopo questa lotta con se stessi che vi ha rubato ben 30 minuti della vostra esistenza e, con la pace, il sorriso.
N.B: Tenterò, nei giorni a venire, di rinominare tutti i post vecchi, che ora sembrano avere il titolo della prima parola del post stesso.
Non lasciatevi ingannare dal titolo, nulla di pretenzioso, come al solito. Semplicemente: mi sono accorta che ho questa tendenza a ricordare gli obblighi altrui, a petulare in maniera anche sfacciata. Perché sono malata di apprensione, lo ammetto. Brutta bestia quella. La preoccupazione affannosa insomma, quella anche un po'egoistica. Alla fine, infatti, pensi più a quelle che saranno le conseguenze su di te (su di me). Non so se sono stata abbastanza chiara. Comunque: ricordo, porto alla mente, sono peggio di Socrate in questo. Ma c'è un piccolo particolare, proprio di quelli insignificanti, per nulla incoerenti eh. Io non rispetto nessun cacchio di obbligo, non riesco a mantenere la minima scadenza, a meno che non mi veda costretta da motivi più o meno disastrosi. Altrimenti porto avanti, rimando e così via. Me ne sto accorgendo con la patente. Il libro dei quiz è sempre lì, una cinquantina di pagine complete, il resto zero ed il giorno dell'esame si avvicina. Lo so che è semplice, lo so. Però nessuno ha il potere di imprimermi nella testa il codice della strada, che ho sempre conosciuto meno di nulla. Quando il mio psicanalista mi ha chiesto di seguire un progetto, ho spostato la data in cui avrei dovuto consegnarlo finché non gli ho detto che avrei lasciato perdere. Così anche il corso di francese e non so quante altre cose. Non le conto più. La faccenda mi sfugge di mano.
Non vorrei sembrare petulante, davvero...LO GIURO, VOSTRO ONORE! Lo giuro sulla testa di tutti i peanuts messi in fila, charlie brown per primo, che questo è l'ultimo post che pubblicherò in cui denigrerò Melissa P. Ora, signori e signore, ho letto venti pagine del suo "scabroso" (oh mio dio!) romanzo, dovevo avere le prove certe delle mie condanne, LE HO AVUTE! Io, Ombretta D* **o sono ormai certa del fatto che codesta accalappiatrice di lessico è persino meno originale di Isabella Santacroce. Ho letto le prime venti pagine, dicevo, poi mi sono fermata. Ho letto qualche riga sparsa ed...infine...BASTA. Ho raggiunto il punto di saturazione, il livello in cui l'elio resta allo stato liquido e non evapora più. Il punto di non ritorno. L'orlo del precipizio. L'Armageddon. Il giudizio universale. L'ultimo dei Moicani. Mh...va bene così, penso.
Lo scrivere qualcosa, attualmente, implica l'avere idee riguardo giovani pseudo-alternativi-allo-sbando-non-si-sa-perché, parole usate a caso totalmente retoriche, polemiche inutili contro ogni tipo di evento/situazione faccia parte della propria realtà ed, infine, essere inconsapevole dei limiti e capacità che si hanno, spingendosi oltre questi, ottenendo risultati mediocramente orrendi. Hai ragione, le tematiche che "vanno di moda", nell'ultimo decennio, sono tre. Tutti reality show scritti. Scrivere per creare un cordone ombelicale della vita di ognuno, che, in effetti, gli altri apprezzeranno semplicemente perché inappagati dalla propria di vita. Alcuni ne saranno incuriositi, altri affascinati, altri meravigliati, altri disgustati. (Provate ad immaginare di quale categoria faccio parte). Se vuoi scrivere improvvisati la nuova Ally McBeal e/o il nuovo Charles Bukowski e/o la nuova Christian F. e/o uno scadentissimo Mosca. Avrai risultati eccellenti con il minimo sforzo. Dunque, scrivere d'essenza o essere per scrivere? Signore e signori, che Marzullo sia con voi.
Ho letto, possa io essere condannata per questa mia triste scelta, non so perché (visto che la cosa mi aveva precedentemente inorridita), alcune pagine di "Pura vita" di De Carlo. Inutile dire che ho trovato almeno ottomila errori vari d'ortografia. La cosa non è importante, magari il signor Alternocazzo di sta minchia vuole sovvertire le regole basilari dell'italiano moderno. La storia, però, era, essenzialmente, fondata su due elementi. Un padre pigro e immaturo e sempreggiovane ed una figlia pigra e immatura e realmenteggiovane. Cannati, alcolizzati e saggi e filosofici. Tutto quello che lei dice, nel corso del romanzo, è: "Dài", "Sì?", "No?", "Non è vero!, "Perché?". Un personaggio poliedrico e dalle mille sfaccettature, quindi. Mi compiaccio. Lui, poi, le fa assaporare perle di saggezza stereotipate e qualunquiste su questo grasso, grosso, mondo puzzolente. Già m'immagino le lettrici sbavose con la lacrimuccia pronta. La peste. Che Italo Calvino stia tranquillo nella sua tomba.
Sono consapevole del fatto che non avvicinirò ulteriormente le mani ai tasti per oggi, nè poserò i miei occhi su qualunque cosa appaia come una pagina scritta con facoltà di inculcarmi dogmatiche nozioni. Ipse dixit.
Vi dirò delle parole chiave, rifletteteci su:
-coerenza
-buon senso
-realtà
-soggettivismo
-idiozia
-cacca.
Malefici qualunquisti.
E'venuta a trovarci mia sorella, non la vedevo da dicembre. Mia sorella vive in Spagna, mi traumatizzò abbastanza la sua dipartita. Per l'occasione la mia (e sua) stanza è stata pulita e messa in ordine, non lo si faceva da...gennaio appunto. Mi trova dimagrita.
Trovatevi un altro sorriso
Ieri avevo postato qualcosa, ma era, effettivamente, troppo politically scorrect. E poi, si sa, l'ironia fa effetto soprattutto quando è autoriferita. Dunque, qui di seguito, c'è un'accurata descrizione di me, una cocente satira, che prende, allegramente, spunto, da una ridicola performance ircq-esca, che ho trovato girando qua e là. (O meglio, che sono andata a cercare di proposito, conoscendone il soggetto).
Ombretta è tante cose: Ombretta è dimenticarsi di ordinare la propria stanza, prefissarsi obiettivi quotidiani e poi fare di tutto per non mantenerli, mentre si aggira con aria furtiva e gattesca, in casa, inneggiando ad una noia disumana facilmente evitabile (probabilmente). Ombretta è lamentarsi di ciò che non è capace di fare senza fare nulla per ottenerlo, Ombretta è grattarsi la pancia stesa sul letto, mentre riflette sulla sua posizione economico-sociale dei futuri 20 anni. Ombretta è pazza: il primo a dirlo fu il suo medico curante. E'proprio strana, infatti quando cammina per la strada, irrimediabilmente, il suo pensiero fisso è di non perdere la metropolitana. Ombretta è scema, altrimenti non starebbe qui a scrivere cazzate quando tra 15 giorni ha l'esame di teoria di guida e non ha mai aperto un libro.
Save me from myself.
Splinder ha cambiato tutto, dovrebbe essere più comodo così, giusto? Allora perché non ci capisco niente? (Digressione pre-post)
"Ciao mà" (che non è il film trashone anni ottanta, in cui il gruppo di ragazzotti romani si prepara per andare al concerto di Vasco, bensì sono io che entro in casa). "OmbrY, lì dentro ci trovi dei duplo". "Dove?". "Lì, nella busta". Guardo con occhio furtivo. Intravedo: pacco di pralinè mr.day, numero due di duplo. Apro la credenza: confezione di muffins mr.day, confezione di ciambelle mr. day, crackers di almeno due specie. (Mia madre dà da mangiare all'intera industria Mr.Day). Questo non va bene, questo è contro la mia etica. Sguardo a sinistra: chocononsoché, quei cereali al cioccolato a forma di ciotoline. Sguardo a destra: nesquik. L'anno scorso questa casa era vuota, a stento ci trovavo dei crackers tristissimi al pomodoro e formaggio, uscivo dalla bulimia e, giustamente, raus, eliminata ogni sorta di schifezza e dolciume. Ora questa casa è piena di calorie, potremmo riscaldare tutto il condominio. "OmbrY, ma quand'è che apri quest'uovo di pasqua che è rimasto?". Ok, mia madre mi vuole male. "Boh, prima o poi". "Non vuoi mica lasciarlo lì?". In frigo ci sono ancora residui di un pesce di cioccolata del primo aprile. Aiutatemi.
Avrei voglia di guardare "Senti chi parla 2" ed, in particolare, la scena in cui la bimbina, di fronte alla tv, piange piena di dignità quando il fratello le dice: "Quello è un gioco da maschi, non puoi giocarci". Signore e signori, 2000 anni di sessismo tutti racchiusi nelle innocenti parole di un bimbino di pochi mesi di vita. Le parole dei più piccoli sono sagge ed assennate. Lunga vita al re. Lunga vita a Simba. (Divergenza).
IGNOBILI VENDITE
I libri della Littizzetto sembrano essere i più venduti negli ultimi anni, vi pare poco? Ma per forza, se c'è gente che continua ad apprezzare una qualunque Isabella Santacroce, come Melissa P., pur avendo un'età che supera i 14 anni, è ovvio che la Littizzetto debba, almeno, avere la meglio su di esse. Per dincibacco, mi stimola la diuresi, mi fa ridere fino a farmi scoppiare la vescica, a volte.
QUALCHE CENNO
...E solo qualche cenno, sotto suggerimento, ai rotolini adiposi. Sottolineo "qualche cenno" poiché troppe parole furono spese, dalla sottoscritta e da mille altre accalappiatrici di lessico, sui fumanti agglomerati di grasso cutaneo. Non mangio la nutella da mesi, ormai.
Ho fatto lo sciampo ed ho l'impressione di avere i capelli più inzozzati di prima. La cosa mi è costata fatica mentale, poiché non avevo voglia di far scorrere acqua sulla testa e, soprattutto, trascorrere mezz'ora a gettarmi aria calda sui questi tubicini di proteine che sbucano come tanti vermicelli attorcigliati. Però, sempre per il bene del mio prossimo, l'ho fatto. Ho alzato il culo dalla sedia e giù. Non avevo con me il mio sciampo clear antiforfora ed anti-qualunque schifezza tu abbia in testa. Ho usato una miscela lavatrice strana al teh verde, appena ho spremuto il barattolo è venuta fuori una cremina alquanto singolare. Non ha prodotto alcuna schiuma. Avevo già intuito quale fosse il nemico. Mi trovavo di fronte ad uno di quei prodotti cosmetici che invece di scrostarti ben benino anche la pelle e il ph neutro che hai alla radice, ti lasciano una bella patina protettiva di grasso succoso. INFATTI, asciugandomi i capelli ho notato che erano impiastricciati dietro e di lato, vicino alla cute.
La redazione di questo blog, dichiara che non sempre il contenuto di esso è in esatta corrispondenza con la realtà oggettiva della vita della sua autrice. Indi per cui, ogni paranoia della suddetta autrice potrebbe trasformarsi in un post.
Oggi mi sento particolarmente depressa e, infatti, inviterò tre o quattro misantropi (diseredati) in una stanza oscura, rischiarata solo da un raggio di grigio. Io e loro, oltre a vestirci di nero, ci attrezzeremo di taccuini per scriverci poesie ermetiche e, assolutamente, irrilevanti sui nostri problemi esistenziali. Tali problemi consistono nel fatto che ci sentiamo esclusi dal mondo e bannati dall'umanità ed odiamo tutto e tutti. Che ce frega del perché?! Un grande BLEAH generale. Ai polsi apporemo catenine dotate di lamette all'estremità, in caso sentissimo il bisogno incessante di lacerarci un po'...così, perché è bello! Saremo pallidi e genuini nella nostra malattia immaginaria. E porteremo delle rose nere in segno di lutto (maddeché). E tutto sarà, magnificamente, noioso. Perché a noi (ci) piace la noia, non viviamo senza. Noi non ridiamo, noi non scherziamo, noi non pisciamo! Siamo troppo immortali. Siamo i nuovi esistenzialisti. Siamo i post adolescenti del futuro, senza futuro. Piangeremo tanto, fino a seccarci le guance.
Ridete puzzoni, ridete e siate ironici, ve ne prego! Bella serata stasera (ed ora non sono ironica). Buonanotte puzzoni.