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mercoledì, 30 giugno 2004

You're homosexual and you don't care what people think about it

Immaginate questa miriade di pesci palla, ok? Pesci palla fluttuanti nel cervello. Miliardi di pesci palla che fanno "BLUAH, BLUAH, BLUAH" e snuotazzano tra i neuroni e la materia grigia, bisognosi di sale. Io mi sento così, come se avessi queste bestioline nel cranio, che nuotano e mi sconvolgono le pareti cerebrali. D'altronde io stessa qualche mese fa sostenni di voler essere un pesce palla che vive sulla cima del mondo e si ciba (senza avere caghetto) di ogni sorta di schifezza, propinando tutto il tempo il solito verso "BUAH, BUAH, BUAH". Ed in fin dei conti a nessuno piacerebbe convivere con dei pesci palla che fluttuano tra le idee e magari ingarbugliano i pensieri e si cibano di sinapsi. Chissà, forse potrebbero tenere il tutto pulito. Un bel cranio lucido, asciutto, vuoto. Smembrato. Una bella ciotolona da riempire di gelato al cocco e cioccolato, precedentemente riposto nel forno a microonde. Gelato al cioccolato, dolce un po' salato. Proprio così. Ed infatti necessiterei di sale. Mangiare sale grosso mi fa schifo. 88 e 60, che misure sono? No, non quelle del sederuncolo e dei fianchi.


postato da: ombretta alle ore giugno 30, 2004 21:48 | link | commenti (2)
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martedì, 29 giugno 2004

Post elementare di facilissima comprensione, per menomati mentali e non.

Mio padre ieri ha messo il gelato nel micronde. Il gelato si è sciolto. Il gelato è buono. Mia madre ha tagliato le unghie al gatto. Io lo rincojonivo con le carezze, lei gliele tagliava. Oggi c'è molto caldo. Sono andata al cinema. Il cielo è azzurro. La bambina s'ingozza di cioccolata e le viene il caghetto. Mia cugina ha avuto la polmonite e a momenti ci lasciava le penne. Mia cugina ha 18 anni. Papà è convinto di possedere senso dell'umorismo. Papà è andato ad una cena con amici d'infanzia ed io mi domando quanti di loro riconoscerà. (Scusate il periodo paratattico, difficilmente comprensibile). Mi piacciono i New Days Delay. I New Days Delay sono bravi. Sono le 21,41, non ho fame. Le commedie a volte sono tragicomiche. Mi piace Woody Allen. Verdone, Woody Allen dei poveri.

postato da: ombretta alle ore giugno 29, 2004 21:42 | link | commenti (4)
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lunedì, 28 giugno 2004

You can go out and burn yourself, for what I care.

Dunque, ecco perché altamente me ne frego dei commenti polemici e negativi da parte di individui che non hanno neanche il coraggio di rivelare la propria identità e però fanno presto ad accusare e a sfornare giudizi e pareri:

Siete nessuno. Nessuno. Un commento anonimo equivale ad un commento di nessuno. Uno sconosciuto ha più valore di voi. Ed ovviamente le opinioni di nessuno posso farle al forno con il pollo, anche se temo acquisterebbero un sapore troppo acido. Per il resto: se non gradite questo blog, nè le parole della sottoscritta, non leggetevelo, piuttosto riempitevi la bocca di benzina ed accendete la miccia appositamente riposta all'estremità dei capelli. Grazie.


postato da: ombretta alle ore giugno 28, 2004 14:10 | link | commenti (1)
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sabato, 26 giugno 2004

Pay attention please.

Esatto, fate attenzione, perché da oggi in poi io guido liberamente. Mi hanno promossa all'esame. Al contrario di quanto affermava il Dottor M., che ieri mi ha detto: "L'incontro di oggi è stato molto interessante". Vorrei sapere cosa cela la parola "interessante". Ad ogni modo, nel sonno ripetevo le meccaniche operazioni di accensione e spegnimento dell'auto, alle 3:20, convinta che fosse mattina, ho aperto gli occhi, li ho stropicciati per bene ed ero intenta ad alzarmi. Guardo l'orologio, decisamente troppo presto. Le 6 però sono arrivate prima di quanto mi aspettassi. E mentre A. perpetua nelle sue richieste senza senso e totalmente fuori da ogni schema di razionalità, e mentre il caldo s'impenna e la pressione s'abbassa io aspetto Daniele.

Dottor M.: L'incontro di oggi è stato molto interessante, penso che tu non prenderai la patente, un pericolo in meno nelle strade

Ombrello: il fatto che io dica che non sono capace di prenderla non vuol dire che non vi riuscirò

Dottor M.: E come mai?

Ombrello: La speranza è l'ultima a morire

Dottor M.: Nel tuo caso mi sembra che la disperazione sia l'ultima a morire, visto che fai di tutto una tragedia. (Sonora risata da parte di lui).

-Prondo? Che Posso fare un saluto? Saluto Fruzza, che è in lande lontane. Fruzza, torna tra noi.

Messaggio subliminale: Nessun individuo di sesso maschile o femminile che si dichiari "Emo" è stato ucciso per dar vita a questo blog. (Mio malgrado).


postato da: ombretta alle ore giugno 26, 2004 12:21 | link | commenti (4)
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giovedì, 24 giugno 2004

Ho vinto io.

 OMBRETTA: Nome italiano, reso famoso dal Fogazzaro nel suo libro "Piccolo Mondo antico". La tragica fine di Ombretta, che affoga e muore nel lago di Como, ammanta questo nome di una tragica fatalità. L'onomastico può essere festeggiato il 1° novembre.

postato da: ombretta alle ore giugno 24, 2004 22:44 | link | commenti (1)
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Diva Destruction - You're my sickness ("Io ero daVk prima di te")

Altro che emo, altro che stronzate varie, sono queste le regine della canzone "tragica". Quella da taglio di vene. Quella che: "prendo-la-mia-vita-la-trascrivo-in-un-testo-ed-esalto-il-mio-lato-femminista". Io tifo per le Diva Destruction (SI', dico LE Diva Destruction, perché alla fine i "ragazzini" del gruppo non contano un cazzo e si sa che le due Miss fanno tutto). E comunque mi dà fastidio la gente che si ostina a parlare di dark. Cos'è il dark, eh? Adolescenti pseudo-depressi che si vestono di nero? E poi, porca miseria, gli Smiths non fanno emo, nè indie, nè chissà quale altra perversa minchiata che vi siete inventati negli ultimi anni, levatevelo dalla testa. Smettete di ascoltarli, stop, raus. Li avete sputtanati già abbastanza. Che non sia anche il turno, in successione, di Christian Death, Siouxsie, Tuxedomoon, Virgin Prunes e Bauhaus. I Cure...ormai...che li nomino a fare. Non dico che questa sia musica d'elite, sarebbe un discorso stupido, assolutamente privo di senso e tipico di una persona dalla mentalità non chiusa, bensì serrata. Dico solo che non bisogna mischiare la merda con la cioccolata, l'ho ripetuto tante volte. Non bisogna confonderle queste due cose. Scusate per lo sfogo che, eufemisticamente, dichiarerò: "immaturo".

 


postato da: ombretta alle ore giugno 24, 2004 20:47 | link | commenti (2)
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mercoledì, 23 giugno 2004

Brujeria - Mecosario

In questi giorni sono in pieno fermento vacanziero. Fondamentalmente non faccio nulla da mattina a sera e non dico di andar fiera di questo e so che mi invidiate. Dormo la media di 12 ore al giorno, durante il tempo rimanente un'ora è spesa guidando (l'esame di guida è il 26, non più il 30), ma sono sempre stanca. Qualcosa non va. Qualche valvola deve essersi guastata, oppure sto attraversando una fase in cui meno fai, meno vuoi fare, più sei stordito. Il che non sarebbe strano o poco frequente, conoscendomi. Faccio sogni singolari e angosciosi e prima di riuscire a prender sonno vaneggio ripensando ad interrogazioni di storia dell'arte e di letteratura italiana, dopodiché, affranta e poco rammaricata, ascolto la mia vescica, mi alzo e faccio la pipì. Sistematicamente, tutte le notti. La cosa prodigiosamente assurda è che ho in mente di cambiare analista, dopo un anno sì, il che sarebbe un anno di lavoro buttato al vento e temo che entrambi i miei genitori non condividerebbero la scelta (ma sticazzi in fin dei conti), eppure mi sembra che il Dottor M. ultimamente si schieri dalla parte sbagliata, mi sembra preso da mille altri impegni che lo distolgono dalle mie inutili chiacchiere (come biasimarlo, d'altronde). Il Dottor M. che giustifica A., il Dottor M. e la sua tattica distruttiva al fine di farti rialzare dalla merda in cui ti sei buttato da solo. Esempio:

Dottor M.: Non penso che riuscirai a superare l'esame di teoria della patente, ma alla fine non importa, non è così necessario averla.

Comunque ha ragione, mi asseconda, cioè, procede per sillogismi, dalle mie parole fa scaturire semplici conseguenze logiche, in modo da farmi capire che di logico in ciò che dico non c'è un bel niente. Non è male come metodo. Non è consolatorio o compassionevole, ma non è male. Anche il suo modo di prendermi per il culo e ridermi in faccia.

Non mi lamento.


postato da: ombretta alle ore giugno 23, 2004 13:32 | link | commenti (6)
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martedì, 22 giugno 2004

Keep the tenderness alive with the "Cute little kittens generator":

http://www.blogjam.com/cute_little_kittens/.

Buona visione.


postato da: ombretta alle ore giugno 22, 2004 15:54 | link | commenti (7)
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lunedì, 21 giugno 2004

The end of the world

La seconda volta è meglio della prima? Non lo so, di certo il fatto che ieri non sia svenuta come due anni fa, ha giocato a mio favore. So solo che mai e poi mai avrei immaginato di assistere ad una performance live di Boys don't cry e c'è chi ha avuto il coraggio di lamentarsi. Due ore e mezza sublimate da un sound perfetto. Non sto esagerando. A parte i piccoli inconvenienti il tutto si è rilevato magnifico. Piccoli inconvenienti:

-Mi trovavo lì dalle 16,40

-Per terra c'era polvere, quando si è scatenato il pogo (sì, si poga anche su della dark wave), la polvere ci ha assaliti tutti

-La quarta fila è il posto peggiore se non vuoi essere schiacciato da bestie che spendono 31 euro, non per assister al concerto, ma per fare casino e starnazzare. Mi riferisco soprattutto a certi individui di sesso femminile.

-Trovatami il mio angolo di pace una sconosciuta si piazza esattamente davanti a me, oscurandomi la visuale. Avrei voluto ucciderla.

-I gruppi spalla facevano letteralmente schifo.

-Penso di non aver dimenticato nulla.

Simon aveva la cresta, Roger rideva sempre, Robert sembrava semi commosso.

 


postato da: ombretta alle ore giugno 21, 2004 17:02 | link | commenti (4)
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venerdì, 18 giugno 2004

2

Dopo aver realizzato bene il fatto che non sento mia sorella da un paio di mesi, le ho scritto un'e-mail, non è che io faccia finta che i miei fratelli non esistano. (Mi domando perché stia raccontando questa storia qui). E' che, semplicemente, non ho voglia di pensare che non li rivedrò per chissà quanto tempo ancora. Magari mio fratello no, ma lei, quasi sicuramente, sì. Ecco, non è una sviolinata melensa, sono le cose come stanno insomma. Se c'è una faccenda che odio sono le parole di mia madre quando piena di convinzione afferma: "Pensaci tu, ormai sei adulta e vaccinata". Quel "vaccinata" mi inorridisce. Mi infastidisce. Odio la parola "vaccino"-"vaccinata", forse è una forma di deresponasabilizzazione, non so. Questa canzone è bellissima, lo ribadisco. Dovrei smettere di ascoltarla per evitare di averne la nausea fra qualche giorno o settimana, ma è proprio più forte di me, non riesco. Mi sciolgo.

postato da: ombretta alle ore giugno 18, 2004 20:27 | link | commenti
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Future sound of London - Divinity

C'è il sole ed io mi sciolgo dalla noia. Credo sia l'immagine adatta e questa canzone è assolutamente meravigliosa. E collego il tutto al nuotare, c'è il sole ed io mi sciolgo, ma tranquillamente. Senza ansia. Senza recriminare. Senza lamentarmi e sbadigliare. Lo dicevo io che la noia può essere catartica. E' venerdì e a parte la consapevolezza di non saper ancora regolare abbastanza bene i pedali quando guido, ed ormai il 30 è vicino, sono curiosa di sapere come finisce "La casa del sonno", che per niente mi sta piacendo, ma di cui ho già dedotto l'epilogo. Per cui voglio sapere se ho ragione oppure no. E' venerdì e mi chiedo come questi Future sound of London possano fare anche dell'industrial e perché il cantante ha la voce di Billy Corgan. Mh.

Non sento mia sorella da qualche mese.


postato da: ombretta alle ore giugno 18, 2004 16:55 | link | commenti
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giovedì, 17 giugno 2004

My worst nightmare

Stanotte ho fatto un incubo terribile: mi trovavo dal parrucchiere, costui, non solo mi tagliava i capelli, ma me li lisciava e...dulcis in fundo...mi faceva LA FRANGETTA. Io piangevo, mi disperavo: "Basta, basta", urlavo, ma niente! Non riuscivo ad impedirgli di rovinarmi i tubicini di proteine malmessi che mi cascano dall testa. Ad "opera" completata, vergognandomi peggio che una ladra, cercavo in tutti i modi di mettermi a posto come meglio potevo. Tentavo di nascondere la parte corta che c'era davanti, dietro le orecchie, ma era realmente troppo corta. Cercavo di bagnare la capigliatura per fare in modo che tornasse più o meno boccolosa, ma era impossibile, i capelli si arruffavano, ma non si arricciavano, perdevano totalmente ogni tipo di forma. Piangevo piangevo. Ogni tanto mi svegliavo consapevole di averceli ancora tutti sani e vegeti. Però, poi, mi riaddormentavo e ritornava l'incubo.

postato da: ombretta alle ore giugno 17, 2004 23:13 | link | commenti (4)
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Noi non abbiamo sonno

Perché leggo i libri che mi vengono consigliati? Perché leggo i libri che mi vengono consigliati da persone a cui so piacere stereotipi vuoti e noiosi? Camminando per le strade (alla mia vista tutte uguali, ma, in realtà, solo precise) di Carpi, ho trovato questo volume a soli 5 euro, che, poco tempo fa, (forse qualche mese fa) una persona mi aveva detto essere "veramente bello, ti piacerà di sicuro". Non è che solo perché questo romanzetto parla di psicologia spicciola, eventi simultanei, storie parallele e un sacco sacchissimo di casualità/coincidenze, io debba restarne, necessariamente, affascinata. Soprattutto se sai già come andrà a finire il capitolo (se non l'intero racconto) quando hai davanti agli occhi la prima parola. E' proprio vero, non si finisce mai d'imparare. Regola fondamentale: non accettare intimidazioni, seppur positive, in fatto di letteratura, da persone che non conosci abbastanza o di cui non ti fidi sufficientemente.

Basti solo pensare che quando mia sorella affermò che Isabel Allende fosse sorprendente, tutta fiduciosa, lessi "Eva luna", trovandolo piuttosto scadente e "da far rimanere sveglio persino un narcolettico" (cit.) per quanto palloso. Stimando molto mia sorella,mi avvicinai ad altri 2 mattoncini dell'autrice, speranzosa nelle sue capacità narrative...arrivai alla conclusione che trattavano tutti della stessa minestra rimescolata. Ed era mia sorella, una delle personalità più complesse e stimolanti di cui io sia a conoscenza...! Dunque: tu, chiunque tu sia, che sei lì per cercare di convincermi ad apprezzare un qualunque scritto dei seguenti autori (i primi che mi vengono in mente):

-Andrea De Carlo

-Isabella Santacroce

-Stefano Benni

-Melissa P.

-Isabel Allende

-Autore a caso, post moderno, apparentemente ggiovane, quanto basti volgare, veramente "originale".

Sappi che stai combattendo una battaglia persa in partenza. Lungi da me, finché sei in tempo.


postato da: ombretta alle ore giugno 17, 2004 16:05 | link | commenti (1)
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mercoledì, 16 giugno 2004

Tutto ciò che è superfluo è indispensabile

Una situazione assurda e portata allo stremo. Il giorno in cui morirai, A., la manna cadrà dal cielo ed uccelli variopinti sorvoleranno i nostri sguardi attoniti, mentre la fame del mondo si dissolverà come acqua evaporata e le ricchezze dei territori vari prospereranno tra le mani dei bisognosi. Io sarò la re della rupe dei re e chi di dovere provvederà a sostentare tutti i gatti della Terra, per votare bisognerà sostenere un esame e le distanze cesseranno di esistere. A. e la sua pseudo storiella felice, lei è felice, lui è felice, la casina bellina, piccina, pulitina e l'inculata in tutti i sensi per il resto dei viventi. Che anche la rima c'è. Una miopia diffusa, la vista è annebbiata, giusto? Benissimo, procediamo scartavetrando gli occhi con acido muriatico. Magari i colori ritornano vividi e l'umore pacato. In tutta questa irrazionalità la razionalità prenderà, prima o poi, il sopravvento. Stiamo toccando il fondo, è giunta l'ora della resa dei conti. Così non si può più proseguire.

Il giorno 30 è vicino, per scaramanzia non aggiungerò altro.

La crosta sul braccio mi fa male.


postato da: ombretta alle ore giugno 16, 2004 20:24 | link | commenti (7)
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sabato, 12 giugno 2004

La pipì come strumento di morte, od anche: quando dico evitate i goth, voglio dire evitate i goth.

...Tranne Naima e qualche altro/a eletto/a mio/a amico/a.







Sono dell'umore giusto per narrare l'eveneto singolare che mi accadde ieri notte. Presi da enfasi e felicità, decidemmo di recarci in uno dei tanti locali goth che vi sono in giro in Italia. Il luogo in questione si trova, esattamente, in Emilia Romagna, più precisamente in Emilia, più precisamente, a Modena, più precisamente, vicino la stazione di Modena. Tuttavia, non farò nomi, per non destare sospetti. La serata procedeva tranquillamente, la scaletta seguiva alti e bassi ed io avevo già bevuto il mio succo d'ananas con ghiaccio e già una volta mi ero recata al cesso. Con nostro sommo gaudio e stupore, mentre sedevamo sul divano e ci grattavamo la panza, sotto l'influsso del sonno, il dj impazzì (e questo fu fortuito ed andò a nostro favore) e propose 3 pezzi panch. Passò, così, dai Sisters of mercy di poco prima ai Damned, seguiti a ruota da i Misfits ed i Dead Kennedys, io fluttuavo nell'aria, saltellando allegramente. Mi fermai. Guardai il pavimento: dovevo fare la pipì. Poco importava che ora risuonasse nelle mie orecchie Der Mussolini, pezzo che adoro, degli adorati DAF. (Non è una tautologia). Varcai la soglia della toilette, tre giovani dark(iusi) si dilettavano in non sapevo quali faccende, poco dopo lo scoprii. Una di loro, la più bassina, la più carina (colei che Daniele un giorno aveva detto avere "un visino davvero dolce"), mi guardò e mi disse qualcosa. Ed io: "Scusa? Mi hai detto qualcosa?". Perché, oltre ad essere poco furba e a non farmi i cazzi miei, sono pure gentile di tanto in tanto. Ed ella: "Potrei graffiarti? Ho voglia di graffiarti". E l'amica: "Sì, dai, non ti farà mica male, guarda". Mi mostrò un bracciò rosso e violaceo. E l'amico gay: "Maddai, poverina, non la conosci neanche". Ed io: "No, tu mi fai male". E lei: "Ma no, ma no". Ed io: "Ma sì ma sì" e mentre ribattevo ciò la piccoletta...mi fece un graffio con la sua unghia di tre kilometri lunga, questo graffio si prolungava (e si prolunga ancora) dall'inizio della spalla, fino a quattro centimetri sotto il gomito. Traete le vostre somme. Non è un semplice graffio, la piccoletta doveva avere degli artigli (o io una pelle simile alla carta velina). Il suddetto, infatti, subito diventò sanguinolentemente rosso e dolorisissimante (parola inventata da me adesso). Scoppiai a piangere come una mammoccia. Ovviamente quello è solo lo sfreggio più evidente, ne seguno altri tre, di lunghezza leggermente inferiore e che non sanguinano. Mi fa un male porco, porca miseria. Ora, dico io, tu, piccolo sacco di merda dai capelli mezzi rossi e mezzi neri, perché devi rompere le scatole a me? Cosa hai in quella testa rasata da una parte? Cosa nascondi sotto quella minigonna nera, con corpetto succinto? Hai qualcosa fuori posto, tu, perché dovevi importunare proprio me? Tu, sai che se mi resterà un minimo sfreggio permanente ti denuncerò e ti chiederò i danni fisici e morali? Tanto so dove beccarti, più volte in giro fui infastidita dalla tua inutile presenza. Ed ora ho la conferma che essa fosse DAVVERO inutile. E chi si azzarda a ribadire il contrario, può ritenersi escluso automaticamente dal mio universo apart.

postato da: ombretta alle ore giugno 12, 2004 11:51 | link | commenti (12)
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mercoledì, 09 giugno 2004

Questo è un altro inutile sfogo adolescenziale. Punto e a capo.

La parola "obsoleto" ha di per sè una accezione negativa, soprattutto nel paragonarla ad un lontano sinonimo quale "anacronistico". Tutti saranno d'accordo con me nel trovare un qualcosa di vagamente anacronistico in un classico di Tolstoj, ma nessuno si azzarderebbe a non definire obsoleto un romanzo Harmony di soli cinque anni fa. Eoni fa, noi studenti non diligenti di un ginnasio come ne esistono tanti altri, imparammo il vero valore del termine "classico". Qualcosa di incessabilmente immortale. Tempo dopo cominciai a rifugiarmi nella mia mancanza pressoché totale di autostima, per crogiuolarmi nel momento "a-catartico" dell'adolescenza. Il paragone era diventato qualcosa di cui non riuscivo a fare a meno, anzi, mi aiutava a rendere più preciso il mio metro di giudizio. Cominciai ad usarlo anche per giudicare me stessa, mai errore fu più fatale. In modo sinergico e parallelo per puro masochismo mentale, od, anche, dicesi, masturbazione mentale, mi avventai nel lungo labirinto del: "Perché lei ed io no", "Perché io e voi no", "E se". E se per caso esiste qualcuno tra di voi che non abbia mai provato una minima invidia nei confronti della roba o della donna d'altri, alzi la mano ed io scaglierò tutte le pietre contro di me. Una parabola con il vertice a sinistra, crescente in modo anti-meridiano, tesa all'autodistruzione. Come in un libro senza senso di Isabella Santacroce, venditrice di parole senza senso, ma che acquista molto senso agli occhi degli acquirenti affamati di no-sense da quattro soldi. Pausa di riflessione. Nell'attimo in cui guardandomi allo specchio troverò un minimo di positività nell'iride del mio occhio sinistro ed, in successione, di quello destro, i capelli cambieranno forma. La forma sarà quella naturale, chiaro?! Nell'attimo in cui l'armadio verrà visto come un grosso contenitore, mio amico, non nemico, e nell'attimo in cui tutta la parvenza adolescenziale di cui mi circondo scoppierà in una miriade di pezzettini di merda, quale essa è, allora sarà finita. Fino ad allora no. Messaggio subliminale: fumare nuoce gravemente alla salute. (Per te che leggi saltuariamente da lande lontane).



Dicevo, convincetemi che la merda non sia merda ed io vedrò l'oro più luminoso, Lucrezio mi protegga nell'ascesa. Amen.

postato da: ombretta alle ore giugno 09, 2004 00:06 | link | commenti (4)
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lunedì, 07 giugno 2004

Scarno

Potrei tranquillamente addurre le motivazioni di una mia potenziale contentezza derivante dalla fine della scuola, agognata. E'difficile comprendere la liberazione scaturita da tale evento se non hai idea di cosa voglia dire iniziare un conto alla rovescia dal giorno 19 Settembre, ovvero da quando la tortura giornaliera ha preso, pian piano, possesso della tua esistenza, abbassando, notevolmente, la tua soglia di: pazienza, calma, tranquillità. Potrei, quindi, addurre tali motivazioni, ma, onde evitare retorica sfacciata vi risparmierò la solfa. Mi rifaccio alle vostre capacità intuitive, avendo molta fiducia nella razza umana.

E SE, per assistere ad una performance di un gruppo, siddetto punk rock (perdonatemi la generalizzazione), sei costretto a seguire un corteo, pur essendoti riproposto di non aderire mai più a codeste manifestazioni a livello socialmente freak, SE il corteo ha molta intenzione di camminare e tu hai molta intenzione, piuttosto, di pisciare...SE, preso da un'assurda e drammatica follia cominci a soffiare bolle di sapone con l'unico obiettivo di accarezzare un cane che una ragazza di fianco a te tiene in braccio, continuando a ripetere: "Io, cane, accarezzare, cane, pipì". SE, appunto, il richiamo della golden water è più potente di qualunque barattolo di nutella che ti aspetta impaziente per essere divorato...compiaciti, in ogni caso, del fatto che ne sia valsa la pena. Anche se non ne è valsa. Ma nella mia situazione, ne è, fortunatamente.

Il molare del giudizio mi dà pene rilevanti, rantolando mi impongo di resistere al dolore, ma, razionalmente, so che, per me, è, assolutamente, impossibile (evviva le virgole).


postato da: ombretta alle ore giugno 07, 2004 18:01 | link | commenti (6)
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giovedì, 03 giugno 2004

Fallimento di un pomeriggio di mezza primavera.

SE le tue potenzialità alla guida sono scarse e, comunque, sei palesemente un principiante. SE, ti ritrovi a dover guidare su una salita e tutti sanno quanto sia difficoltosa la partenza in salita, SE inizia a piovere e questo compromette il campo visuale, SE una fila di macchine dietro sono pronte a suonare il clacson ad ogni minimo errore, SE sei una persona ansiosa ed il comprendere ciò ti rende ancora più instabile al volante, SE, ormai, fai pratica da più di due mesi eppure non hai ben imparato a regolare i pedali e la velocità. SE l'autovettura si spegne numerose volte e ti dimostra di esserti ostile, SE, come avevi previsto, gli automobilisti alle spalle si dimostrano ancor meno pazienti. SE, arrancando e cercando di riprendere marcia noti che ogni tentativo è inutile. SE a tutto questo si aggiunge una puzza di bruciato ed i colpi diminuiscono sempre più finché un fumo colossale prende forma davanti ai tuoi occhi mentre la vettura è quasi del tutto ferma...Hai fallito. La frizione è partita. Tua madre ti dirà "Te l'avevo detto io, non era il caso" e tu ti sentirai meno di una nullità. Give me the power. Sigh.


postato da: ombretta alle ore giugno 03, 2004 18:16 | link | commenti (7)
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[14:00] <Jovy> quando scrivi te in quel modo non capisco nulla
[14:00] <^Ombretta> ?
[14:00] <^Ombretta> vabbè cazzi tua
[14:00] <Jovy> è un testo molto invadente, pesante e presuntuoso

Scrivere in italiano corretto risulta invadente e pesante. Ironizzare anche sulla cacca di colombo che ti cade in testa la mattina quando hai lavato i capelli con lo sciampo al sapor di loto risulta presuntuoso. Andrò in manicomio.





postato da: ombretta alle ore giugno 03, 2004 14:02 | link | commenti (4)
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Del perché

Del perché Ombretta in data 2 Giugno 2004 si recò ad una festa di compleanno di 18 anni:

In data 2 Giugno 2004 Ombretta decise di recarsi ad una festa di compleanno di 18 anni. La festeggiata sarebbe stata una sua amica d'infanzia. Un'infanzia trascorsa a "costruire" capanne di lenzuola e mollette sul balcone, a contare sempre quando si giocava a nascondino, a correre gioiosamente nel cortile di casa, tracciando mappe del tesoro su fazzoletti di carta e nascondendo il suddetto tesoro in luoghi conosciuti. Presa da una repentina nostalgia dei bei tempi andati, delle estati marine, dei litigi frequenti e delle ginocchia abbondantemente private della pelle superficiale a causa di cadute inattese ma puntuali,  la paladina dell'umanità aderì a questo evento mondano.

Del perché Ombretta raccolse consensi tra quindicenni hip hop

Ritrovandosi in un posto a lei sconosciuto, rendendosi conto di dover dare libero sfogo alle sue capacità (seppur scarsissime) carismatiche, ella si circondò di quindicenni assetati di sapere. Cosicché passò la serata a sfoderare perle di saggezza sapientemente nascoste nella manica corta del nuovo vestito nero. Vestito nero che, per altro, le metteva in risalto le curve negative costringedola a posizioni scomode onde nasconderle. Cosparse di riso e gaudio i giovani inesperti desiderosi di dipingere candidi muri con il fascino di un sottomarino subacqueo dotato di cervello non rottamato in cambio di un fisico da 20 kg.

Del perché Ombretta prese sei al compito di storia della letteratura italiana pur avendo studiato.

Colpa della professoressa, nè più e nè meno. Sono un' incompresa nazionale.


postato da: ombretta alle ore giugno 03, 2004 13:48 | link | commenti (1)
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martedì, 01 giugno 2004

Prospetto.

Alterego intervistatore impazzito in preda a deliri d'onnipotenza: Potrebbe dirmi come le è nata l'idea di avere diciotto anni? E'stata una scelta improvvisa oppure premeditata?

Ombretta: Ho sempre desiderato essere una velina, una cantante pop o una superstar. Ho notato che le carte vincenti erano tutte racchiuse in un 1 ed in un 8, così, detto fatto, mi sono ritrovata in questa fase critica.

Alterego intervistatore impazzito in preda a deliri d'onnipotenza: Mi sta dicendo che la sua aspirazione massima è avere un di dietro sodo ed una dialettica pari a quella del suo gatto obeso?

Ombretta: Ovviamente no. A sei anni il mio sogno era quello di diventare archeologa, a sette mi attirava la paleontologia. Ad otto la paleobotanica. A dieci anni decisi di diventare una scrittrice, scrissi il mio primo romanzo con esiti scarsi. Ne ho ancora conservata una copia, da qualche parte.

Alterego intervistatore impazzito in preda a deliri d'onnipotenza: Iniziavo a temere per la sua incolumità mentale

Ombretta: Si figuri, sono troppo salsicciosa per arrivare ad aspirare a tanto. Si sa che la tv ingrassa ulteriormente.

Alterego intervistatore impazzito in preda a deliri d'onnipotenza:Come mai ha deciso di fondare la filosofia del tenderness?

Ombretta: E' successo che un giorno, camminando per strada, in preda ad una crisi d'ansia, mi tramutai in una ciliegia tutta rosa. I risultati non tardarono a rendersi palesi.

Alterego intervistatore impazzito in preda a deliri d'onnipotenza: Di lei si dice che ha una tendenza a lamentarsi. E'congenita o cosa?
Ombretta: Temo sia congenita. E'più forte di me. Conto i giorni che mancano alla fine dell'inverno e mi lamento di quelli che mancano alla fine dell'estate. E'un ciclo continuo di perpetua ricerca lamentosa, tengo allenata la mente, sempre.

Alterego: Come si vede tra vent'anni?

Ombretta: Con vent'anni in più.



postato da: ombretta alle ore giugno 01, 2004 22:29 | link | commenti (2)
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I'm looking for a sign

L'estate mi avvilisce. Preludio estivo. Cammino per le strade semi affollate assaporando afa e respirando sudore. Questo è avvilente. Le conseguenze potrebbero essere disastrose. Incremento di pressione bassa. Stop. Amica-confidente depressa. Stop. Cosa faremo? Dove andremo? Che ne sarà di noi? Chi ci guiderà tra i volti sconosciuti? A luglio la risposta. Prevedo incommensurabili momenti di apatica noia mista a cieco nervosismo. Affogo la premonizione in un gelato al cocco e affogato al cioccolato. Il divertimento agognato. Cosa? Come? Quando? Perché?

Dottor M., per l'ultima volta, torna tra di noi.

 


postato da: ombretta alle ore giugno 01, 2004 21:22 | link | commenti
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