Quando mi sono svegliata, le prime parole che ho detto a Daniele sono state: "Stavo sognando di volare". Il sogno era molto realistico, davvero. Vi spiegherò in che modo volavo, c'è una tecnica precisa. Innanzitutto ci si mette in piedi, poi si fa un salto e ci si inizia a muovere in senso nuotatorio. Ovvero, come se si stesse nuotando. Piano piano si salirà sempre più in alto e le membra saranno così fluide che non si farà il minimo sforzo a muoversi, con una velocità anche discretamente alta. "Stavo sognando di volare, dopo ti faccio vedere come si fa". E da lì...ho iniziato a giurare e spergiurare di saper volare, di esserne davvero in grado. Il punto è che devo aver miscelato il sogno con la realtà. Perché avevo parecchi deja vu, deja vu riguardanti situazioni in cui facevo tardi a scuola e per ovviare al problema mi libravo in aria. Oppure, onde evitare di prendere la metropolitana, straffollata, con un batter di braccia arrivavo in centro. Da qui la mia certezza "Ti ho detto che so volare, ti giuro, perché non mi credi?". "Ok, se non mi credi lo dirò al Dottore". "Se lo farai probabilmente ti internerà". Ora non sono del tutto sicura ancora, non ho ben realizzato la cosa. Voglio dire: so bene che gli esseri umani, eccetto Peter Pan, chiaramente, non ne siano capaci. Eppure...! Mh.
Stanotte ho sognato anche di una tizia che assomigliava a Winona Rider, però di circa 14 anni, che era veramente folle e prendeva psicofarmaci in quantità industriale ed il padre era morto a 33 anni di overdose da ketamina. Io la odiavo. Profondamente.
Ah. In risposta all'ultimo commento del post precedente: non ho assolutamente intenzione di smetterla.
Fetore
Lo sento languido, mentre dal basso verso l'alto impregna l'atmosfera
Giunge alle mie narici, imperlate di sudore
Il vento porta il suo nome ed io, incosciente, me ne faccio carico
Fetore dilagante, come una passione
Puzzo circostante, ironia altisonante
E d'un tratto me ne capacito, mentre lascio scorrere liquido trasparente attraverso l'essiccata gola
(E gli occhi TUOI, ridenti e FUGGITIVI, l'albero a cui porgevi la pargoletta mano il verde melograno dai bei vermigli fior)
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse, la mia sofferenza mai si è placata (negli ultimi 5 minuti)
Merda, ho pestato una cacca.
DEDICATO A TUTTI QUELLI CHE: Sono poetiiii, sono ermeticiiii, mi fanno ridereee con le loro stronzateee.
Ancora una volta ho fatto un sogno micidiale, niente indiani che ti fanno la pipì sulla testa, niente test di ammissione a medicina (probabilmente), niente insegnanti di arte che disprezzano Dalì, questa volta. Qualcosa di eccezionalmente peggiore. Non starò a raccontarlo.