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mercoledì, 29 settembre 2004

Lo zaino quale strumento di studio del linguaggio giuovanile

Desiderosa di narrare a tutti la buona novella, mi recai al collettivo della scuola. Oggetto: "Giornalino scolastico". Ammetto di provare un perverso piacere al pensiero che le mie idee inutili possano essere lette e (non) condivise da stuoli adolescenziali. Ebbene, ero consapevole, tuttavia, che avrei trovato esemplari, cosiddetti TRENDY. Ma chi sono i trendy? I trendy hanno un'età che oscilla tra i 13 ed i 23 anni. Usano indossare kefia, pantaloni a zampa d'elefante, magliette con scritte imprevedibilmente CRETINE, del tipo: "Condoms suppress our freedom" o "Salva la Terra, Vestiti di erba". (Giuro di aver visto t-shirt recanti quei simpatici slogan). I trendy trascorrono il loro sabato sera tra una canna ed una bottiglia di birra, trastullandosi nel dolce far nulla di una piazza o di un centro sociale. Iniziano a fumare sigarette alle 7 del mattino, poiché, specie se di giovane età, tenendo nascosto il malfatto ai genitori (di solito ricchi ed ex sessantottini falliti), approfittano di ogni momento disponibile per inalare catrame e tabacco. Il trendy è politicamente, falsamente, schierato. La maggior parte delle volte si lascia influenzare da pareri irrilevanti e piuttosto estremisti, azzardati da personaggi più grandi. Fondamentale è che il trendy non si lavi i capelli, egli, infatti, o porta i dreads e qualcuno gli ha consigliato di averli il più possibile sporchi per mantenerli intatti, oppure si trova nella tipica fase della pubertà in cui: "Ma che me lavo a fà? L'ommo è bello e addà puzzà". Non so se mi spiego. Insomma, spero di aver dato un quadro abbastanza nitido di tale individuo. Dunque, mi recai al collettivo, ma mai avrei potuto immaginare che sulla borsa di pezza verde (altro particolare trendesco) di un trendy giovine e convinto vi fosse scritto con uniposca nero: "Fattanza e fratellanza". Inutile dire che per tutto il tempo io andai avanti a ripetere a D., compagno di classe, platealmente egocentrico: "Il mio hobby preferito, d'ora in poi, sarà leggere scritte sugli zaini di questi studenti". E così feci. Indi trovai arrecate tali emblematiche frasi:: "Nirvana". "Hasta la vittoria, siempre". "Vogliamo uno stato laico, subito" e per finire, dulcis in fundo: "MA SERIO, LA BUSTA!". E mi fu anche ribattuto, al mio proferire ad alta voce: "MA SERIO, LA BUSTA!": "Beh, queste frasi decontestualizzate perdono di valore". A questo punto, la domanda sorge spontanea: perché ti offendi se ti dico che sei trendy? (N.B: Forse, non volutamente, ho citato qualcosa che disprezzo abbastanza)

postato da: ombretta alle ore settembre 29, 2004 18:53 | link | commenti (17)
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lunedì, 20 settembre 2004

Legge sulla fecondazione assistita. Dibattito autoricorsivo: opinionista o giornalista? Fervori e pathos di un'adolescente alla

FINE DELL'ETA'EVOLUTIVA.

Vi ricordo che oggi, 20/09/2004 è l'ultimo giorno disponibile per firmare e per dimostrare, in questo modo, di essere d'accordo con l'indire il referendum contro la legge sulla fecondazione assistita. Nonostante il titolo, tale legge non riguarda solo la fecondazione, ma anche la ricerca scientifica. Nel momento in cui non vi fosse un referendum, per fare in modo che essa sia eliminata, la ricerca su embrioni, animali o umani, si fermerà. In questo caso, si avrà speranza minore di debellare malattie ereditarie. Circa 2400 scienziati si sono opposti alla suddetta, oltre a noti premi Nobel (come Rita Levi Montalcini), personaggi famosi e non. Ricordo, inoltre, che il firmare non è indicativo della vostra posizione nei riguardi della legge, l'atto in sè pregiudica solo l'approvazione o no del referendum. Nel caso in cui foste interessati a dire la vostra, firmate. Nel caso in cui non sapeste niente dell'accaduto: informatevi, è importante. Nel caso in cui sapete, ma le cose vi vanno bene nel modo in cui sono: astenetevi pure (ma non lamentatevi delle conseguenze).

Detto ciò. Essere un'informatrice asettica è difficile e complicato. E'rinomato il mio odio verso Galimberti. Sarà perché dice cose scontate e dannatamente ovvie, sarà perché ogni volta che c'è un tema in classe di italiano la simpatica progressista professoressa ci propone come spunto per l'articolo o il saggio breve, una sfilza di opinioni del...come vogliamo chiamarlo? Psicologo? Filosofo? Intellettuale? Tutto e niente. L'opinionista dice, parla, fa conoscere la sua. Ed io, giovane osservatrice del mondo, che apparentemente si fa i fatti suoi, mi chiedo se possa l'opinionista definirsi un giornalista. Io stessa, nel momento in cui tento di essere fredda, razionale e obiettiva, mi lascio trasportare dal personal giudizio. Affermo ciò che ho in mente, con convinzione più o meno assolutamente non pacata. Insomma, mi infervoro. Ed è anche comico il modo in cui quest'esemplare femminile alto 1,63 con il viso identico a quando aveva 3 anni, parli e sproloqui in continuazione. Logorroica sono. (Si ricordi: "Io, Dio, Il Mondo"). Mi ricollego, così, a quanto scritto precedentemente a proposito della legge. Il mio tentativo di non espormi ha funzionato? Spero in una risposta al positivo. Attenzione, che non mi si fraintenda. Non sono un'idealista, non sono una trendy misto freakkettona che spiattella in piazza le sue gambe ed il suo volto e segue cortei, che, a mio parere, non portano da nessuna parte, se si esclude la toilette del bar più vicino, ché dopo ore di cammino una pipì mi sembra indispensabile. Non ci credo in queste cose. Sono piuttosto pessimista direi, anzi. Però, ahimè, ho un cervello ancora funzionante, che si arrovella e rimugina e prima poi sfornerà le famose parole apocalittiche e saggiamente veritiere che tutti aspettano. (Dicevamo a proposito degli ideali?). Soltanto non mi sento ancora in grado di proferire giudizi e soluzioni, rischierei di cadere in blande polemiche senza fondo, prive di argomentazioni e, all'apparenza, immotivate. Per ora ricerco, m'informo. Si vedrà come andrà a finire. Dopo tutto, tutti sanno che il mio sogno nel cassetto sia diventare una peripatetica, con al seguito uno stuolo di discepoli che annuisca e si compiaccia ad ogni mio proferir verbo. Razza di sadica modellatrice di menti umane. Temetemi.


postato da: ombretta alle ore settembre 20, 2004 15:11 | link | commenti (10)
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venerdì, 17 settembre 2004

Se la psicosomatica non è un'opinione, allucinazioni naturelle e concorsi.

Mi dispiace ammetterlo, ma io sarei il sogno segreto e platonico di ogni appassionato di psicosomatica. Premesso che ormai quando vai dal dottore, qualunque cosa tu abbia, dal mal di denti all'otite, fanno presto a dare la colpa al tuo sistema nervoso. Temo che, però, lo stress non faccia altro che accumularsi nel momento in cui si è consapevoli che il modo di controllare il nostro umore sia in grado di alimentare situazioni disagevoli per il nostro organismo. E'solo un'opinione; tant'è, quando ho saputo, alla veneranda età di 9 anni, di soffrire di gastrite nervosa, provocata, secondo il mio medico, dal fatto che avessi preso la varicella durante le vacanze di pasqua e dall'essermi, conseguentemente, agitata per questo, essa mi ha amorevolmente accompagnata nell'ascesa verso l'adolescenza e tutt'oggi non sembra volermi abbandonare. Ormai è una parte di me, le vorrei anche bene, in fin dei conti, ci sono affezionata. E così ogni volta che c'è un compito in classe, zac, essa gioca il suo ruolo fondamentale nella commedia, idem ogni volta che c'è una partenza, un ritorno e quant'altro possa suscitare qualche sorta di forte emozione, ma anche non forte, volendo. Male diffuso, ad ogni modo. Mi preoccupava il fatto che il mio stomaco non avesse ululato con l'avvento dell'inizio dell'anno scolastico, ma, siore e siori, 24 ore dopo il primo giorno di scuola, un'influenza ha preso possesso di me. Eh beh, la vita frenetica, certo, avrà fatto la sua parte. Voglio dire, dopo quei 3 giorni passati in casa, cosa avrei potuto aspettarmi? Vorrei donare il mio sistema nervoso ad uno neuropsichiatra dopo la mia morte, magari supererà i confini fin'ora conosciuti.

Sapete cosa è davvero sballoso? Una cosa per niente stinfia che davvero ti tira su di morale e fa di te una squinzia figa? Le allucinazioni. Eh sì. L'altro giorno, mentre scendevo le scale, alla fine dell'orario delle lezioni, si è aperto un baratro nel pavimento ed io ho pensato che sarei finita in un buco nero spazio/temporale, o peggio che gli alieni fossero venuti a portarmi via. Subito dopo una luce bianca. Che io stessi entrando in un coma consciamente? A quel punto Dante avrebbe potuto condurmi, tranquillamente, alla ricerca del sacro graal. Tuttavia no. Dopo qualche secondo tutto è tornato alla normalità, se si esclude il fatto che io abbia urlato ed abbia rischiato di cadere e spaccarmi la testa, chiaramente. E'così, mi capita quando cammino per strada, quando sono da sola, quando sono sveglia, prima di addormentarmi. Chi ha bisogno di lsd quando si è una persona facilmente suggestionabile? Prima o poi finirò nella portiera di una macchina che avrò scambiato per Klimt, il quale, si sa, brilla di luce propria. Fino ad allora, sono tranquilla, mi appello alla clemenza della corte.

Ed infine, la storia del concorso per l'università, scelte elitarie e medie alte. Ma questo non interessa a nessuno.


postato da: ombretta alle ore settembre 17, 2004 19:50 | link | commenti (4)
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martedì, 14 settembre 2004

Frenesia da lancio di dadi pre-routine e speranze fatiscenti

Potrei scrivere di come conclusosi il gioioso periodo vacanziero, trascorso in compagnia di Daniele, domani mi accingerò ad oltrepassare la soglia dell'edificio scolastico, in attesa di esilaranti avventure quotidiane, in compagnia di altri sventurati. Risparmierò l'inflazionata noiosa tematica. Piuttosto mi soffermerò sulla consapevolezza della mia ingenuità. I primi di settembre, la mia ancora vivida curiosità intellettuale si fa spazio tra i grovigli del cervello, a caccia di sapere e sofia, (falsi sinonimi). Sono quasi spinta ad aver voglia di tornare nel delirio accademico, speranzosa e fiduciosa nei riguardi dei dogmi impartiti da esso. Ebbene, io so che sistematicamente ogni anno ciò si ripete e so che sistematicamente la curiosità intellettuale andrà scemando in un lasso di tempo che va dai dieci ad i quindici giorni. Periodo in cui mi illudo di essere a conoscenza di verità supreme e nozioni particolarmente efficaci su come andare avanti nel cammin di nostra vita. Non odio la scuola, piuttosto la disprezzo. Disprezzo l'insegnante F., artista di calibro indiscutibilmente nullo, che definisce Dalì venditore di quadri, commerciale e scontato. E disprezzo l'insegnante S., sostenitrice di un movimento denominato: "La chimica, la biologia e quant'altro alla mia maniera", poiché prontamente esternò la sua opinione riguardo il mio voler frequentare la facoltà di medicina: "E'quasi impossibile che tu riesca ad entrarci". Ed infine disprezzo il flusso migratorio di adolescenti, l'andirivieni metodico di lamentele e cattiveria. E la puzza dell'occhialuto essere che siede dietro di me. FALLO! Lavati, FALLO! Ed infine la routine, che mi fa strabordare di irrazionalità. Dopo il primo mese di routine, inizio a pronunciare frasi apocalittiche sull' Io, Dio ed il Mondo. (Cartesio sempre onnipotenete). Comincio a farmi portavoce di depressioni Schopenauriane e pessimismi Sartriani. Mi proclamo eroina dell'umanità e cerco indissolubilmente modi per dar adito a ciò che dico. Con scarsi risultati, ahimè. Un mix letale di "offuscamento da sete di fama" e "timidezza cronica". A tal proposito vorrei proporre una citazione: <<Tu e tutti quelli come te, con le vostre "Domanda e Risposta" e le vostre rubriche e i vostri siti Internet, tutti voi in realtà non volete altro che diventare famosi, volete diventare rock star, ma siete incastrati in questo dilemma terribile, perché al tempo stesso esigete che si pensi di voi che siete intelligenti, che avete un ruolo legittimo e durevole. E così fate le vostre cosette, venite elevati dalla vostra piccola cerchia, mentre in cuor vostro pensate a Winona Ryder, Ethan Hawke o persino Sari Locker...>>. Citazione da un libro abbastanza disprezzato, per altro. Comunque quasi nessuno coglierà la fonte. Però quanto veritieri questi lemmi. Caricata da deliri d'onnipotenza, mi convincerò di poter prendere in mano il volante della vecchia automobile e diffondere il verbo, ma sfortunatamente proprio quel giorno una sordità imminente avrà colpito ogni abitante nel raggio di 700 km. Fortunatamente Daniele si troverà a 702 km ed il Dottor M. sarà protetto da un rifugio antiatomico. E'così, sempre, eppur si muove...

postato da: ombretta alle ore settembre 14, 2004 17:52 | link | commenti (9)
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