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lunedì, 20 dicembre 2004

Down in a crowded room

Sto ascoltando una canzone ricorrentissima, nella mia mente, almeno. Obiettivamente, è orrenda. Nessuno potrebbe metterlo in dubbio, ricercata come il colore dei miei capelli, più o meno. Ad ogni modo è successo che si trovasse, casualmente, a far da colonna sonora ad un episodio di Scrubs ed, irrimediabilmente, mi si è conficcata nella scatola cranica. Non posso far altro che aspettare che sovvenga la nausea da abuso. Ogni qual volta ascolto troppo un cd, una canzone, un qualcosa di musicale, pur essendo consapevole delle conseguenze, non potendo far nulla per evitarle, ascolto a ripetizione la musica in questione. Poi, alla fine, me ne stanco. E'matematico. Per fortuna, non succede lo stesso con le persone.


postato da: ombretta alle ore dicembre 20, 2004 16:39 | link | commenti (7)
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venerdì, 17 dicembre 2004

Breve parentesi

Se fossi un personaggio immaginario televisivo, vorrei essere il Dottor Perry Cox. Vorrei essere alta sopra il metro e ottanta ed avere una bella stazza. Avere tanto acido nello stomaco, da sentire l'irrefrenabile desiderio di scaricarlo su qualunque innocente, in qualunque momento io voglia. Con il pieno autocontrollo. "TOH! Un rompicoglioni!". E tirerei il discarico dell'ignominia, rovescerei ogni cosa sul malcapitato. Poi, ogni tanto, solo nei casi opportuni e selezionati, direi qualcosa di talmente positivo e stucchevole, da lasciare sconvolti tutti. Ed ognuno sarebbe costretto ad adorarmi, per la mia saggezza e la mia coerenza. Peccato non mi piaccia lo scotch, peccato sia alta 1,63, peccato pesi 53 kg, peccato sia una disadattata sociale. Per inciso, se non mi prendono a medicina mi taglio le vene, oppure mi lascio divorare dal mio gatto, dopo averlo tenuto a digiuno per un mese. Resa in poltiglia dal sangue del mio sangue.

Altro che o.c.

postato da: ombretta alle ore dicembre 17, 2004 20:44 | link | commenti (14)
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giovedì, 16 dicembre 2004

Particolare propensione ad attirare gli sciroccati

Forse ho già accennato a questo qualche post fa, anzi, a dire il vero ne sono certa. Comunque esistono alcune persone che hanno la particolare tendenza ad attirare attorno a sè gli sciroccati. Sì, insomma, i pazzi, i malati di mente. Quelli, però, che circolano liberamente per la strada. Tali persone sono, spesso, quasi completamente sane; semplicemente, ce l'hanno nel dna, oppure nella fisionomia. Fatto sta che riescono, con una facilità assurda, a lasciarsi abbindolare da discorsi senza senso di comuni mortali senza senno. Per abbindolare non intendo soltanto subire. Voglio dire, anche restare lì, imprigionati, ad ascoltare controvoglia un terribile sproloquio/soliloquio, in cui un personaggio B. accenna ad un personaggio C. i fatti degli ultimi quarantacinque anni della propria vita, non è piacevole. Apparentemente non ha alcun senso, ma in verità, credo, che, sul serio, sul volto di ognuno, ci sia un tratto caratteristico, per cui, l'individuo in questione, tenda a diventare una calamita. E ne conosco di gente così, caspita se ne conosco.

A., per esempio, è fuori di testa, ne ho già ampiamente parlato, ed ella non ha fatto altro che andare a cercare il suo cantuccio di presunta tranquillità, ma tutto ciò che ha portato con sé, è stato un terremoto in piena notte, mentre sei seduto sul wc e stai canticchiando da solo, intento a leggere i peanuts. Chi se lo sarebbe aspettato? Ma è accaduto e nessuno tra noi può farci niente.

Quello era un esempio, d'accordo? Poi ci sono io, mia madre ha impiegato nove anni della mia vita per convincermi a bere due volte consecutive dallo stesso bicchiere, a tavola. Da piccola ero talmente germofoba da provare repulsione anche solo per un bicchiere da me usato una volta, ne pretendevo uno pulito. Non so perché, ma presto iniziammo a far uso di bicchieri di plastica. A parte questo inconveniente, da cui, tra l'altro, sono guarita totalmente, non vi sono stati altri episodi di pazzia nella mia vita. Ed anche se ce ne fossero stati non ne parlerei qui, per cui vi lascio con il dubbio dilaniente, chi mi conosce, sa. Mi reputo una persona senza rospi nel cervello, con ogni rotella al proprio posto. Ecco, per quello anche io fungo da calamita per i matti. I matti sono ovunque attorno a me, essi assumono la forma di maniaci in metropolitana, ricordo quando una volta a 14 anni un "buon vecchio" iniziò a masturbarsi davanti alle porte del vagone. I matti assumono la forma di alcuni tipi di docenti, nella scuola. Di chattatori folli in irc, di commentatori anomali sul blog, di anime che, non si sa perché, si sentono in dovere di accusare fuoriluogo. Insomma, la mia vita ne è piena, straripante. Fortuna che vi sono alcuni personaggi staticamente sani, per quanto possibile, a farmi da perno. Cari matti di tutto il mondo, il tirocinio per psichiatria non l'ho ancora iniziato, non ho ancora le carte in regola, abbiate pietà di me, non rendetemi carne da macello.

postato da: ombretta alle ore dicembre 16, 2004 20:35 | link | commenti (9)
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martedì, 14 dicembre 2004

Concetti basilari: e tu di che massificazione sei?

Ad essere sinceri, credo che le persone si riempiano di nozioni e cultura, leggano libri e guardino film, soprattutto per pomparsi l'ego ed avere citazioni a fiotti da sfornare nel momento opportuno. E'rinomato che chiunque resti affascinato da una personalità all'apparenza saccente e colta. Certo, le eccezioni, esistono le eccezioni. Ma ora mi soffermerò sulla blanda generalizzazione. (Mi sorge un dubbio: avevo io forse detto di non voler mai più generalizzare, qualche post fa?). Fondamentalmente, questa massa alla ricerca di pillole di sapere e divertimento "interessante" si divide in alcuni grandi gruppi, ed ovvero: gli appassionati per hobby, i professionisti per costrizione, le pecorelle smarrite, i lobotomizzati per scelta. Analizzerò ogni gruppo nel profondo, per quanto possibile.

- Appassionati per hobby: "Cioè, voglio dire, stiamo scherzando? Pensi davvero che Kierkegaard non sia tremendamente adolescenziale?". Costoro non si lascerebbero sfuggire per nessuna ragione al mondo, un' eventuale, nuova pubblicazione di Dave Eggers. Che poi non necessariamente apprezzeranno. Potranno sempre rifugiarsi nel sarcasmo di Groucho Marx, nel caso in cui fossero particolarmente insoddisfatti. Non disdegnano il teatro avanguardistico. E'fantastico parlare con costoro di musica, ti faranno paragoni assurdi tra post punk ed electroclash con influenze ska e fusion. Non nominate mai Alessandro Baricco in loro presenza, perché vi mangeranno con lo sguardo.

-Professionisti per costrizione: "4:48 Psychosis è una simil-tragedia per niente disdicevole". Per costoro la cultura è quasi una schiavitù, paladini dell'umanità, si sentono in dovere di imparare tutto, per compassione e missione personale. Classicisti convinti, disprezzano Warhol, come se fosse un sillogismo farlo. Togliete loro tutto, ma non "Lo Zibaldone" leopardiano, una delle loro più travagliate letture adolescenziali, un ricordo prezioso, da conservare con cura. Solitamente si fermano ad i Pink Floyd, se proprio vogliono esagerare. Tuttavia non discutete mai con gli appartenenti a questa categoria, perché, come accennato, sono onniscienti.

-Le pecorelle smarrite: "Penso che Picasso sia l'acme della creatività" "Ah sì? A me fa alquanto schifo" "Sì, infatti, è veramente osceno". Dialogo tipo, insomma. Essi cambiano come cambia il vento. Non prendono decisioni. Fanno ciò che piace agli altri, soffrono di insicurezza cronica e per entrare a far parte di un forbito circuito sociale, che alimenti il loro semplice circuito mentale, assecondano ogni richiesta ed ogni opinione. Potrebbero essere, addirittura, imbarazzanti. Siate caritatevoli, non sfruttateli per questo.

-I lobotomizzati per scelta: "Costantino+Frency=AmoreXEver". Non illudetevi, a questa categoria non appartengono solo le teen ager isteriche. Semplicemente tali teen ager, a 40 anni, si tramuteranno in soap-opera dipendenti e scusate l'ovvietà. Li vedete camminare in gruppi, li vedete ridere biascicando ed inveire contro chi, per sbaglio, sfiori le loro Prada nuove. Il popolo della maggioranza. Quelli che "gli amici di Maria de Filippi", quelli che "Il grande fratello". Se vi andrà bene, ne troverete qualcuno esperto di mascara, o di moda, o di gel. Altrimenti, neanche quello conoscono. Si limitano a vegetare.

E poi tiro le somme. Mah.

NOTARE BENE: Tutto ciò si chiama enfasi, per quelli che, con il dito puntato, mi chiameranno "giudicatrice ad occhi chiusi".

postato da: ombretta alle ore dicembre 14, 2004 21:49 | link | commenti (14)
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venerdì, 10 dicembre 2004

Alcune regole comportamentali

Diciamoci la verità, vi sono alcune priorità fondamentali a cui non si può assolutamente rinunciare. Per esempio: assaporare il gustoso piacere di sfogare sugli altri i propri momenti di anomala frustrazione.

A tal proposito stilerò una lista, sicché, chiunque abbia a che fare con me e si trovi in una condizione tale da poter essere, tranquillamente, definito: "semi-permanentemente colto da improvvisa sindrome mestruale", sappia cosa non deve assolutamente fare:

1) Statemi alla larga se il vostro scopo è rispondere con affermazioni secche e disinteressate a qualunque cosa vi venga chiesta, solo perché il gatto vi ha fatto la pipì sulle scarpe nuove.

2) Nel caso in cui abbiate discusso con un vostro parente/amico/il vostro cane/il vostro professore/superiore/personal trainer, ricordatevi che non sono stata IO a discutere con voi, ma ALTRO da me. Ci siamo? Per cui non è a me che dovrete rivolgervi in tono accusativo, a farmi sembrare supplice e carnefice, al contempo.

3) Coraggio, so cosa vi aspettate. Vi aspettate delle scuse dagli altri, e qui si sta parlando di me, e quindi da me, solo per il fatto che qualcosa vi è andato storto. Bene, non sono disposta a subire angherie e poi a cercare di attirarvi magicamente a me con la speranza di ottenere un sorrisetto di consenso, prendendovi ampiamente per i fondelli e facendo la faccia da cane bastonato. Tutt'altro: vi ignorerò.

4) E'rinomato il fatto che quando qualcuno è di cattivo umore, il primo individuo su cui rovescia il tutto è, probabilmente, l'individuo che è stato più gentile con lui nelle ultime 24 ore. E'la legge teen-ager/genitore, il mondo gira in questo modo.

5) Non mostratevi offesi (e quindi in diritto di auto abbassarvi ancora più il morale) se la persona (io e sempre io) a cui vi siete approcciati con un "Fottiti dove più ti ispira e ti concerne" (e/o sinonimi), successivamente vi ignorerà di sana pianta. Cosa vi aspettereste invece?

6) Non fate come se non fosse successo nulla il giorno dopo, perché, vi giuro, vi faccio ingoiare la lingua.

postato da: ombretta alle ore dicembre 10, 2004 21:25 | link | commenti (11)
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giovedì, 09 dicembre 2004

Ciance di compassione

Non so perché, ma mi degnerò di rispondere all'anonimo qui sotto. Sarà perché mi sento buona, sarà perché mi è passata una macchina sul piede, sarà perché è di moda fare volontariato, sarà perché si avvicina Natale, sarà perché, nonostante tutto, mi piace regalare un pochino del mio prezioso tempo a chi è meno cerebralmente fortunato di me.



Caro anonimo delle ore 12,54, dal numero di messaggi che mi lasci, evinco che controlli il mio blog con la frequenza di una volta ogni paio d'ore. Innanzitutto, ti ringrazio, penso che ti proclamerò mio lettore più affezionato. Dacché nessuno lascia tracce qui con tanta costanza. Ti dirò, non ho intenzione di seguire il tuo consiglio, quello in cui mi proponi di leggere meno stronzate letterarie, perché mi danno alla testa. Certo, affermare che un Allen o un Sofocle o un Platone mi danno alla testa, è sicuramente più costruttivo che lasciare che mi dia alla testa un blog di una sconosciuta, per di più un blog tardo adolescenziale, per di più di una che legge stronzate letterarie. Qual buon vento mi ti manda, caro anonimo? Aggiungerò: mi secca dover ripetere periodicamente che per me i commenti anonimi scrosciano via come l'acqua, me ne lavo le mani, insomma. Che senso avrebbe fare il contrario? Per il resto: chi sarebbe questa Regina? Caro anonimo, la mia traduzione è libera, poiché il mio inglese non è ottimale, come facilmente si capisce. Indi per cui con pretend ho voluto intendere "simulare", "fingere", che è proprio il significato di tale parola e non "pretendere", come pensavi. Spero di aver posto fine ai tuoi dubbi dilanianti, anche se non metterò a punto nessuna delle tue richieste. Con questo mi dimetto, ho da fare altro di più importante: grattarmi l'alluce del piede sinistro.

postato da: ombretta alle ore dicembre 09, 2004 14:36 | link | commenti (7)
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martedì, 07 dicembre 2004

Oggi sono tornata a casa

Davvero, non vorrei mai ritrovarmi ad essere seduta di fronte a me in treno, o in metropolitana, o in autobus. Dacché odio essere squadrata, penso sempre che la gente mi stia squadrando e che attorno stuoli di maniaci si riempiano la testa dei più assurdi pensieri al solo vedermi. E questa, a dire il vero, non è una semplice paranoia. Ma ne parleremo in seguito, prima di tergiversare.

Non vorrei stare seduta di fronte a me stessa in autobus, in metro o in treno, poiché io la gente la squadro. La analizzo, dalla testa ad i piedi, lì al momento mi ricordo ogni minimo dettaglio, che poi mi resti impresso o meno è questione di soggettività. Non sono una gran fisionomista, a parte alcune situazioni singolari, riguardanti alcuni elementi singolari. Dalla testa ai piedi, soprattutto le sopracciglia e le unghie. Le sopracciglia e le unghie dicono molto di una persona; prendete ad esempio quello smalto bianco, proprio color perla, malmesso su unghie rovinate. Vi farà subito, decisamente, pensare ad un'individua totalmente insicura, una di quelle che lo smalto se lo sgranocchia come passatempo e che non ha mai abbastanza voglia per lavarlo via. Vi sembra poco?

Voglio dire, io sono ossessionata dalle mie sopracciglia, eppure ho sempre avuto il timore e la fobia che potessero diventare così sottili (poiché cadenti) da deturparmi il viso. C'è un amore ed odio, in quanto quando sono nervosa, sovrappensiero, rilassata e tranquilla mi gratto i peli sopraccigliari per interminabili ore. E' una cosa che sto cercando assolutamente di eliminare, sul serio.

Dicevo, io in metropolitana ho proprio l'impressione che chiunque stia lì quasi pronto a puntarmi la pistola alla tempia, questa non è una mania di persecuzione, non raccontiamoci fandonie. E'altro, di ancora non definito. E mi dispiace alquanto il pensiero che qualcun altro possa sentirsi infastidito dal mio sguardo indagatore, ma giacché sono ESTREMAMENTE cauta e non invadente, non vedo perché qualcuno dovrebbe sentirsi seccato dallo stesso.

Ora: ho male al polso destro ed al ginocchio sinistro, che affascinante sincronia.









postato da: ombretta alle ore dicembre 07, 2004 22:55 | link | commenti (7)
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giovedì, 02 dicembre 2004

Sagge perle infantili

Salendo per la strada che porta all'edificio scolastico, dove ogni mattina mi reco, per non imparare nulla di nuovo e spesso anche poco interessante, mi ritrovai ad assistere alla discussione di un padre con un figlio. Il figlio avrà avuto sì e no 7 anni e pronunciava siffatte parole: "Quando andrò alle medie rimpiangerò le elementari, quando andrò alle superiori rimpiangerò le medie...". Ed il padre, tentando di dissuaderlo, rispondeva prontamente ma poco convinto: "Ma no, che dici? Non rimpiangerai nulla, ogni cosa a suo tempo". Lui, tuttavia, ribatteva sempre più inquieto e rassegnato: "No papà, rimpiangerò ogni cosa, è così, per forza".

Quel bambino mi ha tremendamente ricordato me stessa a sette anni. Tutti pretendono di essere introversi durante la propria infanzia, o, almeno, ho notato che a tutti piace ricordarsi come bambini introversi. Io non lo ero. Ovvero: ero introversa solo con i miei coetanei, con loro non ci parlavo mai. All'asilo ero una reclusa sociale, vittima di dispetti e calunnie e non indossavo mai le gonne a pieghe, ciò fu motivo di disprezzo da parte delle allegre compagne, già naviganti nel fiume dell'ipocrisia. Quindi, trascorrendo i miei pomeriggi con mio padre e mio fratello, mentre mia sorella si rompeva la testa su libri di greco e latino, tutto ciò che imparai riguardava, più che altro, Bruce Lee, Sylvester Stallone ed alcune storielle inerenti a certi mostri mangia bambini, dal ciuffo rosso, costante fondamentale dei miei incubi peggiori.

Questo fino ai miei 4 anni. Il quarto anno della mia vita fu caratterizzato dalla presenza di un'amica di mia sorella, la quale studiava all'Accademia delle Belle Arti e divideva una casa con altra gente, vicino la nostra dimora.

Trascorsi interminabili pomeriggi a casa della suddetta, innanzitutto, non so come mi abbia sopportata. Io non ero introversa con le persone più grandi di me, anzi, ero proprio il classico soggetto saputello, voglio dire, il mio discorso medio era: "E come pensi che farò quando avrò 19 anni e vorrò iscrivermi ad una facoltà come ingegneria o medicina e non mi tratteranno bene solo perché sono una femmina?". Ogni tentativo di risposta era inutile, avevo sempre l'ultima parola pronta.

Quel bambino mi ha tremendamente ricordata me stessa, spero che ci sia qualche altro essere pensante della sua stessa età a cui affidare questo mondo, perché non sopporto l'idea che diciottenni alle prese con dipendenze da caffé possano avere qualcosa da insegnarmi.

postato da: ombretta alle ore dicembre 02, 2004 21:54 | link | commenti (6)
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mercoledì, 01 dicembre 2004

http://ombretta.blogspot.com

Prima o poi riprenderò quel blog in inglese...prima o poi.

postato da: ombretta alle ore dicembre 01, 2004 17:08 | link | commenti (2)
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