Avevo pensato di cancellare il blog e ricominciarne uno da capo. Che fosse pulito, lindo, curato. Leggendo alcuni dei vecchi post (a volte mi capita di farlo, se ho tempo/voglia), infatti, ne ho trovati di veramente vergognosi. Masse informi, senza capo nè coda, privi di un concetto basilare e fondamentale che li rendesse succosi e organici. Qualcosa da cui poter trarre spunti, su cui poter fare affermazioni o di cui poter discutere successivamente. Non mi è parso che tutto ciò sia evidenziato. Ed, anche quando, ho tentato di dar vita a piccoli pezzi di pensieri buttati giù con una meticolosità quasi osessiva, quel che ne è nato è stato una flebile miriade di idee personali, ricolme, tuttavia, di citazioni e di pseudo-intellettualismo a tratti isterico e a tratti pomposo. Tutte cose che io odio, insomma: citazioni, pseudo-intellettualismo e foggia kitsch di argomenti di cui non si ha la piena conoscenza/consapevolezza. Comunque, sarebbe troppo comodo cancellare e ricominciare da capo, l'ho già fatto una volta, ripeterlo non sarebbe consono. Certo, qualche inizio carino c'è. C'è qualche riflessione interessante, non ampiamente particolareggiata però, nè sufficientemente sviscerata, sicché il prodotto finale appare alquanto insipido, sebbene scritto in un italiano corretto e scorrevole.
Ora vi farò leggere ciò che avevo ideato mesi fa, qualcosa di inventato chiaramente, che però può risultare assai noioso, se non ridondante e mal assortito. Ad ogni modo:
"02/09/2004
Non mi rendo conto. Corre l'anno 2004 ed io vivo in un mondo di cui non mi capacito più. Accendo il televisore e mi ritrovo sommersa da gente che non conosco e che pretende di entrarmi in casa ed attirare il mio interesse. Con che ardire? Dio mio, è già così complicato riuscire ad essere attratti dalla realtà, perché mai dovrei spendere il mio tempo a cercare un'imitazione malriuscita di essa? Sembra tanto una teoria del buon vecchio Platone, ma scommetto che egli, a quest'ora, si sarebbe messo le mani nei capelli: non solo tutto ciò che è vero sta diventando fasullo, ma fra poco non riusciremo più a distinguerlo da quello che è fasullo per davvero. Voglio dire, esco di casa la mattina e nessuno mi chiede quante docce faccio oppure qual è stata l'ultima cosa a cui ho pensato mentre mi limavo le unghie. Cinque perfetti sconosciuti sono rinchiusi in un circuito di qualche metro quadrato ed il tutto ha più successo della notte degli oscar. Attualmente la faccenda sta diventando preoccupante. Persino il mio psicanalista sogna di andare nella casa. L' altra sera mi ha telefonata, nel bel mezzo della notte, per chiedermi un parere. Mi ha detto: "Dammi un parere da paziente a medico". Mi sembrava di rivivere una scena di Manatthan e mi sentivo, anche, piuttosto in imbarazzo, per la situazione. "E'grave, secondo te, che l'unico pensiero che mi assilli durante questa settimana è il dubbio sull'eliminazione dei due ultimi concorrenti del grande fratello?". Se George Orwell avesse saputo quale incredibile danno socio culturale avrebbe ispirato con il suo capolavoro, 1984, sono certa che si sarebbe risparmiato di scriverlo. Previa la rinuncia alla fama. Nessuno desidererebbe un tale scempio, nessun sano di mente, almeno.
03/09/2004
Ieri, presa dalla curiosità decisi di assistire ad una puntata del grande fratello, dopo tutto, se il mio psicanalista sta avendo pericolosi dissidi interiori a casa di quella trasmissione, dev'esserci un buon motivo. Ho fiducia in lui.
04/09/2004
La puntata non era niente male, sono impaziente di sapere se A. riuscirà ad avere il controllo su B. entro la fine di questo mese e temo che B., a sua volta, faccia di tutto per entrare nelle grazie di C., il triangolo no, non l'avevo considerato, tuttavia mi sforzerò di prestare attenzione alle vicende di questi baldi giovani. La loro esistenza sembra piuttosto interessante. Mi chiedo dove abbiano trovato il coraggio di disinibirsi sotto la doccia. Devono avere una personalità di ferro.
11/09/2004
Ho fatto l'abbonamento satellitare, sto sempre più appassionandomi alle situazioni di quei simpatici ragazzi, sono così sinceri. Non c'è dubbio, nulla di tutto quello è stato preparato a tavolino, sono schietti fin dal profondo della loro anima. E'una settimana che non metto piede fuori di casa, fortunatamente ho trovato un buon negozio online di alimentari ed ho architettato uno splendido metodo per lavarmi i denti ed andare in bagno senza alzarmi dalla poltrona. Ho smontato la vasca da bagno e l'ho portata in salotto, mi sono fatta costruire un impianto idraulico apposta e, così, da lì dentro ho tutti i confort di cui chiunque vorrebbe disporre. Ho anche staccato il telefono e ho smesso di controllare la posta, credo di aver raggiunto una condizione di imperturbabilità stoica. Seneca sarebbe fiero di me.
19/09/2004
Non capisco come facessi a vivere senza quella trasmissione, ormai conosco a memoria ogni hobby, interesse e tic dei personaggi della casa. Ho intenzione di scrivere ad ognuno di loro e, perché no, magari abbandonare il mio psicanalista, credo che una ricca corrispondenza potrebbe degnamente sostituirlo. Mi vergogno di me stessa per tutti quei pregiudizi che avevo, dovrò ricordarmi di ringraziare il dottore, per avermi indotto a conoscere il vero scopo della mia vita. Sento uno strano rumore provenire dal bagno, è come se l'aria fosse umida, per fortuna che ci sono quei teneri pulzelli a tenermi compagnia, senza di loro, ormai, non avrei più ragione di esistere.
23/09/2004
Temo che l'acqua sia arrivata fino alla cucina, io, comunque sono in salotto, dovrei avere almeno altri tre giorni a disposizione, prima che tutto sia completamente allagato. Lo strano rumore era dovuto ad una perdita, la mancanza della vasca da bagno deve aver lasciato qualche falla nei condotti. Ho anche l'impressione che il mio colorito stia diventando verdastro, col passare dei giorni, effettivamente, da quando non mi alzo più per recarmi al computer ed ordinare cibo, sto nutrendomi della scatolette del gatto, il quale, a sua volta, ha ucciso e divorato il criceto. Non importa, fra cinque giorni il programma sarà terminato ed io ho altro a cui pensare.
28/09/2004
Caro diario,
sono in ospedale, mi hanno ricoverato per una dissenteria, inoltre l'acqua ha sfondato il pavimento, provoncando un lieve dissenso da parte dell'inquilino del piano di sotto. Il mio psicanalista è stato ricoverato in un centro specializzato nella dipendenza da televisione, iniziava a soffrire di disturbi dissociativi, in particolare, non distingueva più la sua immagine nello specchio da quella in carne ed ossa. Parlava da solo ed implorava iddio di renderlo famoso. Per quanto riguarda me, non so cosa fare quando uscirò da qui. Non vedo l'ora che abbia inizio una nuova stagione della casa. Nel frattempo mi consolerò con l'isola dei famosi, anche se non è la stessa cosa."
Il mio desiderio iniziale era quello di dar vita ad una serie di racconti di filone umoristico/saggistico/satirico. Questo fu il primo esperimento. Alcuni ne furono divertiti, altri rimasero profondamente indifferenti. Ciò che mi colpì maggiormente fu che le opinioni critiche che mi arrivarono, apparvero TOTALMENTE discordanti. Un bianco e un nero. Da lì ha avuto inizio una specie di dissidio: ma io perché scrivo? Logicamente, oltre alla mera ricerca interiore e conoscenza di me medesima (Svevo insegnò), volevo qualcos'altro.
Adesso aprirò una parentesi, per poi riprendere da dove ho interrotto. Diciamo pure che io mi reputo narcisista, psicanaliticamente parlando. Durante la mia infanzia ero riccamente adulata, ero imballata di nevrosi e stavo dietro a tremila attività, che mi lasciavano comunque il tempo di giocare. Questo tra alti e bassi, periodi di pigrizia totale e di diligenza assidua ed ostentata. Ancora oggi mi sono accorta di proiettare l'ideale della mia infanzia nella mia persona attuale. Seguo un modello che ormai si è partito da me. Che è giusto non faccia più parte di me. Questo è il narcisismo vero. Il contrasto interiore tra il voler essere perfetti come ci facevano pensare che fossimo durante l'infanzia e la consapevolezza razionale di essere cose pensanti con mille pregi e mille difetti (scusate l'ovvietà). Alcuni individui chiedono troppo da se stessi, ne consegue un senso di frustrazione, anche se la cosa ha caratteristiche positive: infatti credo che l'ambizione tenda a a portarci a migliorare noi stessi, con ogni sforzo.
Chiusa la parentesi.
Io non mi accontento di scrivere come un americano medio che va dallo psicanalista per "chiacchierare", ma senza alcuno scopo terapeutico. Nè posso dire che fin'ora la scrittura sia stata, per me, qualcosa di veramente terapeutico. Nè, d'altronde voglio che lo sia. Non voglio dipendere da essa. Prima di tutto per me stessa scrivo, ma anche per gli altri, senza false ipocrisie, per piacere.
Per esempio, questo post è stato uno dei pochi prodotti densi di questi ultimi mesi.
Sono iniziate la vacanze di pasqua, quelle che non hai neanche il tempo di abituarti all'idea di dormire 3-4 ore in più la mattina, che sono già finite. Intanto mi sono accumulata milioni di pagine di letteratura italiana ed argomenti di matematica che con tutto l'impegno del mondo...non capirò mai. Ma, in compenso, mi sono riappassionata al buon vecchio Kevin Smith e via di Mallrats, Chasing Amy, Jersey Girl, Jay and Silent Bob strike back, con annesse colonne sonore. (Goops - Build me up buttercup, la consiglio a tutti, è un'ottima cover). Siccome il ciclo e la primavera mi mandano al manicomio, situazioni irrilevanti e telefonate senza senso mi provocano crisi isteriche. Bla bla bla, voglio dire, queste cose che scrivo qui, le persone di cui mi interessa già le conoscono e quelle di cui non mi frega un cazzo, dubito le leggano. O perdano anche 5 minuti a preoccuparsi del perché e del per come. Ad ogni modo, vado avanti. Non si sa mai.
Un mese e mezzo alla fine, direi. Mi sembra equo esultare per questo. Allo stesso tempo mettersi le mani tra i capelli e ripetere: "Come cazzo farò a resistere?". In alcune circostanze la cosa è insostenibile, ma poi è d'obbligo ricordare che è solo una stronzata e che l'unica preoccupazione fondamentale è quella di riuscire a raggiungere un punteggio tale da riuscire ad ottenere la borsa di studio. Attualmente sono ottimista in merito.
Ho uno spropositato bisogno di ridere.