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venerdì, 22 aprile 2005

Ecco il mio bell'occhio sfocato, prima del concerto dei Cure, l'anno scorso.

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postato da: ombretta alle ore aprile 22, 2005 15:32 | link | commenti (57)
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martedì, 19 aprile 2005

In che modo Murphy dovette prevedere questa giornata od anche: Se qualcosa può andare male, lo farà!

Ho trascorso l'intero pomeriggio del giorno martedì, 18 aprile 2005 a studiare, in vista di una quasi irripetibile, programmata, interrogazione di matematica. Rinunciando al concerto di Patti Smith e mettendo da parte ogni astio nei riguardi dell'ostica disciplina. Disciplina che io amo, con tutta me stessa, ma che non contraccambia i miei sentimenti. Poiché si chiude in sè, diventa ermetica. Come mi sembra di aver più volte accennato. Ebbene, alle ore 8:20 di stamattina ero alla lavagna, insieme a due compagne di martirio. Mani ghiacciate, battito accelerato, colorito funereo, mal di pancia e viscere disciolte nella stessa, nausea, incurabile desiderio di vomitare. La notte prima non è trascorsa piacevolmente. A. è stata parte integrante dei miei incubi.

Digressione:

I cretini sono sempre piu' ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedirgli di nuocere.

Ignorare A. non basta più, ella si insidia nei miei sogni e nelle mie fantasie più nascoste. Recentemente, infatti, sedevamo alla stessa tavola, ella partiva con accuse e frecciatine totalmente inutili. Io iniziavo a difendermi, (e a difendere non solo me stessa) e all'improvviso la mia bocca smetteva di muoversi. Una paralisi mi stava colpendo, sentivo i muscoli tesi e rigidi, non riuscivo più a spiccicare mezza parola. Metafora della mia frustrazione a causa del non poterle confessare il ribrezzo, lo schifo e la ripugnanza che provo nei suoi riguardi? Chissà. Più ignoriamo A., più ella fa danni. Non ci lascia liberi, ci (TI) rende la vita un inferno. Tutto questo avrà fine, un giorno.

Fine digressione.

Chi ben comincia, finisce male. Chi comincia male, finisce peggio. (Legge di Pudder)

Sono stata la seconda a proferire verbo, un verbo scarno e scarso, privo di fondamenta logiche. La mia mente era diventata bianca e candida, una perfetta tabula rasa. Non ricordavo assolutamente NULLA di quanto studiato ieri. Sì, io sono soggetta a vuoti di memoria. Soprattutto, quando sono sotto pressione, soprattutto durante le interrogazioni di fisica e matematica. Con stento sono arrivata alla fine della risposta alla domanda che mi era stata posta. Con sforzo ed incertezza, cercando di ripescare nel cervello nozioni che avevo, tuttavia, assimilato.

Sotto pressione, le cose peggiorano. (Legge di Murphy sulla termodinamica)

Mi sono trasformata, seduta stante, in una pivella dagli occhi gonfi. La mia unica preoccupazione non era più quella di rendere al meglio, ma quella di non dar a vedere la mia vulnerabilità. Ero concentratissima per non scoppiare in un PATETICO, INSULSO, STRIDENTE pianto convulso. Atto solo a provocare pena e compassione e derisione da parte del bastardo seduto al primo banco.

Nelle condizioni piu' rigorosamente controllate di pressione, temperatura, volume, umidita' e altre variabili, l'organismo si comportera' come gli pare e piace. (Legge di Harvard)

Inutile signori, tutto inutile. La nausea si sarebbe trasformata presto in vomito nervoso, se non fossi stata chiamata a rispondere alla seconda e ultima domanda. Sì, due domande, due risposte. A segnare la riga di demarcazione tra il successo e il fallimento. Ormai nella mia mente si alternavano immagini di A., logaritmi, grafici di funzioni esponenziali, limiti e funzioni, in un caos completo e disorganizzato. Precario e sconvolgente. Sicché tutto ciò che potevo continuare a fare era farfugliare, in realtà, fino al suono della campanella.

Non sarebbe forse stato meglio andare a vedere Patti? A che mi è servito lo sforzo? A raggiungere il collasso psicologico?

Questo post serve solo a sentirmi pura e a liberarmi da cattivi pensieri. Mi sto compiangendo? Probabilmente.




postato da: ombretta alle ore aprile 19, 2005 13:54 | link | commenti (11)
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lunedì, 18 aprile 2005

Suicidio premeditato

Mettiamola così: sto ascoltando Patti Smith. Adesso, a casa, tramite supporto auricolare. Quando potrei stare tranquillamente godendomela dal vivo, ad un quarto d'ora da casa mia, "aggratise". Sì, avete capito bene. Tutto ciò per andare a scuola, domani, a fare il mio dovere: essere interrogata in matematica. Sono o no un kamikaze? E poi mi dicono che per me la scuola viene all'ultimo posto. Ma fatemi il piacere.

postato da: ombretta alle ore aprile 18, 2005 22:04 | link | commenti (3)
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domenica, 03 aprile 2005

Il capovolgimento di un fine settimana

Il giorno in cui sono finite le vacanze di pasqua ed io sono tornata a scuola, una terribile influenza si è abbattuta sulla mia persona. Costringendomi a due giorni di letto con la febbre a 39. Caso o necessità? Tuttavia, la temperatura elevata non mi ha permesso di partire. I miei piani per il week end sono completamente saltati e mi sono ritrovata a inveire contro la scuola, i massimi sistemi, le vacanze, alcuni elementi sospetti ed il mondo. Innanzitutto mi convinsi, in preda ad una crisi di superstizione, che qualcuno mi avesse maledetta per impedirmi di essere in un umore di gaudio almeno nel periodo successivo alla pasqua. Visto che avevo trascorso, la suddetta, non nel migliore dei modi. Tra i maggiori indiziati vi furono: A., alcuni miei compagni di routine quotidiana, il destino. Quest'ultimo fu scartato a priori. Con il Papa moribondo, un nuovo terremoto abbastanza allarmante, la guerra e le vittime dello tsunami, il destino, aveva già fatto abbastanza per preoccuparsi della mia misera condizione. Inoltre, prontamente, mi ricordai di non credere fermamente in esso e, che non è possibile appellarsi ad esso solo negli istanti di isteria o incremento nevrotico. Gli unici miei compagni di routine quotidiana ad essere a conoscenza dei miei progetti post-paquali erano individui che non avrebbero avuto nessuna motivazione per desiderare questa piccola sciagura domestica. Scartata anche la seconda ipotesi, rimaneva A. A. è inscartabile. Ma, presumibilmente, quando giunsi ad analizzare le possibilità che essa (reifichiamola pure quanto più possibile) fosse l'artefice di una maledizione, mi sovvenne in mente che non è dotata di facoltà intellettive tali da poterle consentire di essere così telepaticamente potente. In secondo luogo, rinsavii dall'occultamento momentaneo della ragione e decisi che le uniche realistiche alternative alla sfortuna potevano essere:

-Attacco psicosomatico dovuto al rientro a scuola

-Gli sbalzi di temperatura primaverili

Fatto sta che all'ultima ora di quel mercoledì, la mia gola cominciò ad infiammarsi, tanto che, arrivata a casa, proferii: "Ho come un fastidio alla gola". La sera stessa, essa era ostruita dalle tonsille gonfie e non mi permetteva di degludire, nè di lamentarmi con caparbietà, nè di respirare per il tramite del cavo orale. Quella notte dormii con le labbra aperte, sognando di vomitare, uno alla volta, i miei vari organi interni. Ogni tanto mi svegliavo, bevevo dalla bottiglia che avevo di fianco al mio giaciglio e tornavo a sibilare un suono simile a "Mhmhmh, sss, mh". La mattina seguente, con una temperatura di 39.8, implorai mia madre di non andare a lavorare e di accompagnarmi, piuttosto, a fare pipì. Imparato a memoria tutto il palinsesto televisivo, che, da uno mattina, passando per "una mamma per amica", si concludeva con il telegiornale, mi preoccupai della matematica.

Le preoccupazioni avevano ragione di esistere, poiché, l'ingrato professore, aveva deciso di procrastinare le sue infauste spiegazioni. Ciò vuol dire solo una cosa: le mie lacune stanno diventando oceani. Davanti agli occhi mi apparve la visione di quell'uomo, intento a cercare di far entrare, nei cervelli stanchi di 20 adolescenti, nozioni assolutamente inconcluse. Preso, ritmicamente, da sbalzi d'umore e da accessi di schizofrenia, perché, il suo odi&amo, verso di noi,
non gli permette di giudicare lucidamente ogni nostro umano comportamento. Sicché, ad una dolcezza smisurata, si alternano urla demoniache atte a proclamare l'ignoranza enciclopedica che ci connota. Citando il mio professore di latino e greco, sì, enciclopedica, giacché abbraccia tutti i rami del sapere. Dopo che il miraggio fu sparito, scelsi, saggiamente e prontamente, di trascorrere il resto del tempo a me concesso, a curarmi della mia guarigione, ad imbottirmi di antibiotico e ad avere rimpianti per il week end rimandato. Questo provvedimento si è rivelato, fin'ora, ottimo. Il tutto è accompagnato dalla colonna sonora degli Adicts e di Yann Tiersen, di cui, tra l'altro, sto cercando di imparare un nuovo componimento. (Comptine d'ete n°3). Mi sembrava più semplice.

postato da: ombretta alle ore aprile 03, 2005 19:05 | link | commenti (11)
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