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domenica, 27 novembre 2005

Gotta gotta be down

Innanzitutto, si sta ascoltando ininterrottamente  (SHAME ON ME) una canzone dei the killers, ma è tutto ok, perché come un tale anonimo dice (ed io "rosico"-"rosicherei"-"rosicherò") se lo faccio io è tutto a posto, perché io sono indubbiamente vicina alla perfezione, se lo fanno gli altri no, perché la perfezione non è neanche lontanamente nei pressi dei loro capelli. (E invece i miei di capelli...eh...non parliamone nemmeno.).

Si perpetua nel frequentare l'Estragon, che sì, sarà anche pieno di "rattusi" e "fancazzisti" (precisando che il ruolo di fancazzista si ben addice anche a me, ma non negli ultimi tempi, perché negli ultimi tempi sto studiando come non mai e sto anche pulendo il bagno di casa mia ripetute volte a settimana, sì, sono l'addetta al gabinetto.), almeno quei fancazzisti, quando non ubriachi, sanno come divertirsi: calpestando i piedi di Anabel o mescendo birra sulla mia gonna, per esempio.

Poi qualche personaggio "normale" vi è, dove per normale si intende "cucinatore" folle di patatine fritte alle 4:30 del mattino con +1 grado fuori. E per non deludere persone e personaggi ci si assume la responsabilità di guidare per un'ora filata da Bologna a Guiglia (paese sperduto tra le montagne dell'alta modenese, vicino Vignola, per chi non sapesse) con: nebbia, ghiaccio, neve, gelo e (tadadà) tergicristalli distrutti. Sì, perché la neve aveva appunto distrutto i tergicristalli ieri sera ed ogni 20 minuti ci si fermava per pulire il vetro e...diciamolo pure: si guidava un po'ad istinto e ad occhio. Ma siccome su quella strada ho guidato soltanto un'altra volta nella mia vita, l'occhio decisamente mancava. (Del tutto). Comunque, raggiunta la dimora di sedente-di-fianco-a-me-Anabel, alle ore 7:30 si è preso sonno e ci si è svegliate alle 16:30, accorgendosi che fuori c'erano almeno 20 centrimetri di roba bianca si è rimaste a casa finora e domani si spera di poter metter piedi fuori da questa baita in legno con le fate nelle palle di vetro ed i brillantini nell'acqua, che quando giri la palla i brillantini fanno shake-shake.

Poi, quest'altra canzone, che non è più Mr Brightside, ma tale Such Great heights di tali "the postal service", pensavo la cantasse una donna, ma ne ero proprio convinta, mentre agitavo le chiappe ieri sera e invece, pensa te, è solo l'ennesimo froscio con la voce meravigliosamente setosa. E sì, tutto in memoria di un po'di sano divertimento, con ogni tanto gente che ti offra dell'acqua, sotto richiesta. Acqua a sua volta offerta dal barista. (La pina colada è una bevanda a molti sconosciuta).

Cristina, ma dov'eri? Non avresti dovuto presenziare? Ci sei mancata.

I fan in delirio.

Ed ora: L'eterna incertezza, indecisione, compassione rode gli stomaci delle persone innocenti.

Per quanto riguarda la mia social life universitaria: perpetuo nella mia condizione di asociale-solinga in stile rebecca di "ghost world" (e non è poi un auto-complimento) però HEY, qualcuno mi ha riconosciuta: trattasi di personaggio visto una sola volta nella mia vita, quattro anni fa, ad una festa, mentre dormivo sul tavolo postuma di una notte insonne trascorsa in treno da Pordenone a Modena. "Ma noi ci siamo già visti o sbaglio?". Ad ogni modo, sono molto fiduciosa, non si sa mai, prima o poi qualcuno per sbaglio potrebbe continuare a rivolgermi la parola (e non solo il venerdì/sabato sera quando shakero i fianchi).

Buon sabato.


postato da: ombretta alle ore novembre 27, 2005 01:08 | link | commenti (11)
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sabato, 12 novembre 2005

Brava

Il primo motivo per cui sto aggiornando è che pensavo di avere lezione stamattina (sì, sabato mattina, dalle 9:30 alle 10:30), ma a quanto pare mi sbagliavo e siccome mi sono conciata in modo alquanto ridicolo. Aka mi sono truccata gli occhi e le labbra ed ho indossato un paio di pantaloni che a distanza di 7 anni accolgono ancora bene tutto ciò che è presente dentro e attorno alle mie gambe (dato per inciso che indossare pantaloni, per me, equivale a farsi un bagno nel mare d' _islanda_ a dicembre), allora ho deciso di fermarmi qui e mettere mano al blog.  Fatto noto che comunque tra poco devo tornare a casa, siccome il bagno è putrido e io sento il bisogno naturale di studiare, di modo da riempire con qualche nozione e con un po'di cultura accademica il vuoto frustrante di queste giornate modenesi intrise di nulla.

Intanto, ho cambiato facoltà. Questo perché la precedente aveva iniziato a farmi schifo, uno schifo trascendente la buona volontà, così mi sono fatta coraggio e dopo un mese ricco di sbadigli ed evitati colpi di testa (nel senso che dalla noia più volte la testa stava per colpire il banco), ho razionalizzato un po'e mi sono trasferita a scienze giuridiche. Per quanto non mi abbiano ancora restituito tesserino universitario e libretto. Comunque appunto, mi sono gettata in uno studio matto e disperatissimo, perché poi mi piace e tanto.

Sono stata a vienna per il ponte dei morti. Vienna è bellissima, davvero, se non fosse che il centro storico lo visiti tutto in mezzo pomeriggio e che c'è un silenzio che in confronto Modena è Napoli. Mi si perdoni la tautologia italiani-casino, ma l'unico rumore era provocato dallo schiamazzare dei turisti...italiani in comitiva, con accento perlopiù lombardo, se non ricordo male.  A quanto pare la gente a Vienna in realtà non esiste, essi sono fantasmi. Se non che anche lì la mia faccia attira-sciroccati ha riscosso successo, sicché un individuo sui venti e qualcosa (più vicino ai 30 che ai 20) con un mazzo di gladioli in mano si avvicina e con accento fortissimo "Hey, this is the flowers-day, and these flowers are for you, don't throw them away", che poi gettarli via era la prima cosa che mi è passata per la testa, ma Ofi, il biondissimo islandese che mi faceva da guida turistica e altro, aveva deciso che ciò non era equo. Costringendomi a tenerli in mano (di conseguenza a tenere le mani fuori dalle tasche, di conseguenza ad avere mani ghiacciate) per circa un'ora prima che riuscissi a convincerlo a fare scempio di quei rami. Ecco, vedete, in realtà il nome di quest'individuo non mi è dato pronunciarlo e con ciò intendo che non ne sarei assolutamente capace.

Riguardo l'islandese poi, è la lingua degli elfi del signore degli anelli. E' una lingua sussurata, loro quando urlano sussurrano. Poi c'era il coinquilino francese che era più asociale di me, per quanto io mi sforzassi a sorridere e ad essere ultra simpaticissima il massimo che abbia ricevuto in cambio è stata una telefonata di suo fratello desideroso di parlare in italiano,  poiché non lo faceva da tempo. Siddetto fratello è innamorato di Napoli "Napòli è belisìma, è davero la mia seconda scittà". La prima è Parigi.

Volevo anche aggiungere che qui tutto mi va abbastanza schifosamente, e con ciò voglio dire che non ho conosciuto nessuno ed ho trascorso due mesi in quasi totale solitudine il quasi esiste grazie alla presenza di Anabel e Daniele, senza di loro penso che mi sarei già sparata un colpo di testa, o forse la mia testa sarebbe auto esplosa causa silenzio ridondante. Quindi studio, cos' altro potrei fare? Cento pagine di diritto costituzionale lette, rilette e stralette in meno di tre giorni. Già, assimilo.

Ed un cenno (come non farlo) agli usi e costumi locali.

Si riportano i jeans superrrattilllatissimi che per indossarli devi stenderti sul letto, ma come tutte le cose vintage non si ha il coraggio di completarle con ciò che comunemente le accompagnava negli anni  80 (tipo le reebok fuxia o le allstar arancioni) e quindi li si copre con gli stivaletti scamosciati raso terra, che dovrebbero, invece, andare con una gonna di maglina sul ginocchio, invece le allstar le schiaffiano (espressione forte) con i jeans a sigaretta con la piega sotto.

Il venerdì quasi sempre vado all'estragon, fondamentalmente perché è gratis e perché ad Anabel piace molto andarci. L'estragon è pieno di rattusi e di fancazzisti. E questo è il resoconto degli ultimi tempi qui, ah, quante cose ho omesso.

postato da: ombretta alle ore novembre 12, 2005 10:14 | link | commenti (13)
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