Innanzitutto, si sta ascoltando ininterrottamente (SHAME ON ME) una canzone dei the killers, ma è tutto ok, perché come un tale anonimo dice (ed io "rosico"-"rosicherei"-"rosicherò") se lo faccio io è tutto a posto, perché io sono indubbiamente vicina alla perfezione, se lo fanno gli altri no, perché la perfezione non è neanche lontanamente nei pressi dei loro capelli. (E invece i miei di capelli...eh...non parliamone nemmeno.).
Si perpetua nel frequentare l'Estragon, che sì, sarà anche pieno di "rattusi" e "fancazzisti" (precisando che il ruolo di fancazzista si ben addice anche a me, ma non negli ultimi tempi, perché negli ultimi tempi sto studiando come non mai e sto anche pulendo il bagno di casa mia ripetute volte a settimana, sì, sono l'addetta al gabinetto.), almeno quei fancazzisti, quando non ubriachi, sanno come divertirsi: calpestando i piedi di Anabel o mescendo birra sulla mia gonna, per esempio.
Poi qualche personaggio "normale" vi è, dove per normale si intende "cucinatore" folle di patatine fritte alle 4:30 del mattino con +1 grado fuori. E per non deludere persone e personaggi ci si assume la responsabilità di guidare per un'ora filata da Bologna a Guiglia (paese sperduto tra le montagne dell'alta modenese, vicino Vignola, per chi non sapesse) con: nebbia, ghiaccio, neve, gelo e (tadadà) tergicristalli distrutti. Sì, perché la neve aveva appunto distrutto i tergicristalli ieri sera ed ogni 20 minuti ci si fermava per pulire il vetro e...diciamolo pure: si guidava un po'ad istinto e ad occhio. Ma siccome su quella strada ho guidato soltanto un'altra volta nella mia vita, l'occhio decisamente mancava. (Del tutto). Comunque, raggiunta la dimora di sedente-di-fianco-a-me-Anabel, alle ore 7:30 si è preso sonno e ci si è svegliate alle 16:30, accorgendosi che fuori c'erano almeno 20 centrimetri di roba bianca si è rimaste a casa finora e domani si spera di poter metter piedi fuori da questa baita in legno con le fate nelle palle di vetro ed i brillantini nell'acqua, che quando giri la palla i brillantini fanno shake-shake.
Poi, quest'altra canzone, che non è più Mr Brightside, ma tale Such Great heights di tali "the postal service", pensavo la cantasse una donna, ma ne ero proprio convinta, mentre agitavo le chiappe ieri sera e invece, pensa te, è solo l'ennesimo froscio con la voce meravigliosamente setosa. E sì, tutto in memoria di un po'di sano divertimento, con ogni tanto gente che ti offra dell'acqua, sotto richiesta. Acqua a sua volta offerta dal barista. (La pina colada è una bevanda a molti sconosciuta).
Cristina, ma dov'eri? Non avresti dovuto presenziare? Ci sei mancata.
I fan in delirio.
Ed ora: L'eterna incertezza, indecisione, compassione rode gli stomaci delle persone innocenti.
Per quanto riguarda la mia social life universitaria: perpetuo nella mia condizione di asociale-solinga in stile rebecca di "ghost world" (e non è poi un auto-complimento) però HEY, qualcuno mi ha riconosciuta: trattasi di personaggio visto una sola volta nella mia vita, quattro anni fa, ad una festa, mentre dormivo sul tavolo postuma di una notte insonne trascorsa in treno da Pordenone a Modena. "Ma noi ci siamo già visti o sbaglio?". Ad ogni modo, sono molto fiduciosa, non si sa mai, prima o poi qualcuno per sbaglio potrebbe continuare a rivolgermi la parola (e non solo il venerdì/sabato sera quando shakero i fianchi).
Buon sabato.