Ultimamente ho iniziato a scrivere come un'analfabeta dislessica.
A proposito di dislessia: Mia madre ha sempre sostenuto che io abbia un lieve disturbo dislessico, poiché quando parlo, spesso, mescolo le parole nelle frasi, quando blatero per una giornata in inglese tendo a tradurre in italiano ciò che direi con la becera costruzione anglofona e così via. "Questo è principio di dislessia", ella dice. Mia madre mi tratta una merda quando torno a casa. Ella ha insegnato per 30 anni lettere a dei decerebrati acefali semi-analfabeti a cui sì e no importava (ed importa) di saper apporre la propria firma sul documento di identità. Ella, infatti, avendo palle grandi come grattacieli, ha innanzitutto insegnato nel carcere minorile di Nisida, ove, anche ad Agosto, è preferibile recarsi con persino il collo coperto, per ovvi motivi che non starò qui a spiegare (soprattutto se, come nel caso di mia madre, si è dotati di bellezza non poco invidiabile). Successivamente ha fatto la spola tra varie scuole alla periferia di Napoli (se si esclude il periodo in cui, incinta di me medesima, ha insegnato all'istituto nautico di Procida), istituti per lavoratori, e altri ambienti non proprio raccomandabili. Mia madre è un'insegnante senza frontiere. Il problema è che attualmente ha livelli di stress da manicomio, ma non ha rinunciato a chiedere l'affidamento del figlio di un mio cugino scemo avente per moglie una schizofrenica. Ma non schizofrenica per modo di dire, schizofrenica con tanto di certificato psichiatrico e sdoppiamenti di personalità. Mio cugino è idiota.
Mio padre ha 9 fratelli, di cui 2 sorelle. Costoro hanno messo al mondo le più disparate categorie di individui, dal medico, al professore, all'ingegnere, al bidello, al pianista, al trombettista e chi più ne ha più ne metta. Non sarei in grado di riconoscere la metà del mio parentado, se lo incontrassi per strada. Quello che ricordo (a stento) sono i nomi dei miei zii, giacché (sono ripetitiva?) avendo mio nonno ricoperto il ruolo di prima tromba del teatro S.Carlo, della Scala e della Fenice, per molteplici anni e avendo deciso di avere vita difficile lasciando ogni 12 mesi per circa 15 anni la moglie a letto con le doglie, si ritrovava spesso a suonare una qualche opera mentre la povera ingravida travagliava nel letto domestico. In onore delle opere suonate ai figli venivano dati i nomi dei protagonisti di ciò che il nonno suonava la sera in cui il pargoletto era venuto al mondo. "Lucia" come "Lucia di Lammermoor", Tristano come "Tristano e Isotta", Otello, Sansone, Filiberto e via discorrendo.
Comunque questa digressione è durata anche troppo ed io ho nuovamente perso il filo del discorso. Ah, ecco. Il pargolo. Il pargolo che vive ora con noi ha sette anni. Tace o parla troppo, senza vie di mezzo. I miei genitori non sono più in età da figli da almeno 20 anni e stanno perdendo ogni capacità di raziocinio sulla loro esistenza, grazie a cotanta gioventù in casa 24 ore su 24.
E'chiaro che lo stress accumulato da mia madre (mentre mio padre è un muro di pietra, resta calmo e sereno per millenni, egli è simile ad un automa, a volte, ma in senso positivo eh) non può essere sfogato sulla povera creatura, di ciò si farà invece carico il malcapitato coniuge o l'infausta prole della generosissima genitrice. Sono a casa da tre giorni e mia madre mi sta letteralmente fracassando le palle. Avendo ereditato da mio padre la caratteristica del "sono un muro di gomma", ogni cosa rimbalza su di me e nel rimbalzare mi provoca un qualche disturbo psicosomatico, dalla dermatite seborroica alle infezioni batteriche, dalla gastrite alla diarrea. In questa casa non si può stare tranquilli.
Mia madre mi fracassa le palle premeditatamente, credo che abbia una specie di rancore nei miei confronti, ma non mi è dato intuire da cosa questo rancore scaturisca. Ella è costante è ridondante, ansiosa e "tourettiana". Se non sapete cos'è la sindrome di tourette, fareste meglio a saperlo invece.
Questo era uno sfogo perché fra un po'il mio stomaco si tramuterà in zuppa e pan bagnato, si autodigerirà e sarà defecato in forma di tocchi di marmo.
Comunque oggi sono felice per due motivi: il primo è che ritorna mia sorella, non la vedo da non mi ricordo quanti mesi. Ella è un felice architetto che progetta hotels e altro a Barcellona, sta con un crucco iper figo, raccimola parecchi soldi e non è neanche meritevole di invidia, chi la invidia è personalmente maledetto da me ed è costretto a mesi di inferno burocratico e a settimane di cacca molla e vomito.
Il secondo motivo per cui sono contenta è che ho concluso l'acquisto dei miei piacevolissimi doni natalizi, evitando il collasso nel centro storico di Napoli, il 22 dicembre a mezzogiorno.
Questo è quanto.