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venerdì, 30 dicembre 2005

Bauhaus - Paranoia paranoia

Non vedrò i Bauhaus. Capite. Io mi perderò i Bauhaus. Fino ad un anno e mezzo fa mi sarei cavata gli occhi dalle orbite subito dopo il concerto, pur di assistervi. Adesso con naturalezza e disinvoltura ci metto una pietra sopra.

Non ascolterò crowds live accerchiata da mille individui di nero vestiti. Non mi torneranno in mente mille situazioni a-là-cure live in Napoli e Roma tra i 15 ed i 17 anni.

Nulla di tutto ciò. Il 13 febbraio sarà per me soltanto il primo giorno dei corsi del secondo semestre all'università. Non sarò a Milano quel giorno, bensì in casta terra modenese.

postato da: ombretta alle ore dicembre 30, 2005 17:24 | link | commenti (6)
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mercoledì, 28 dicembre 2005

Il mio film preferito

Il mio film preferito è "I love huckabees".

postato da: ombretta alle ore dicembre 28, 2005 12:06 | link | commenti (6)
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Ovvero: sono asociale.

1) Dovete guardare tutta la filmografia di Kevin Smith, altrimenti è inutile per voi vivere. Sì, anche Jersey Girl, anche se è frocio. Anche se non presenziano Jay&Silent Bob. Nel caso l'aveste già fatto, perché vi sentite speciali? E'dovere di ogni essere umano, è cosa inutile (ed anche discretamente blasfema) continuare a citare Clerks ad ogni buona occasione per dimostrare che sapete usare termini quali "cacca", "cagare", "pisciare" e "scopare". Piuttosto guardatevi Generation x (Mallrats in titolo originale), molto più demenziale, molto più adolescenziale, molto più genuino.

Umberto Galimberti soffre di dissociazione mentale.
All'ultimo anno delle superiori avevo allucinazioni multiple a causa di Umberto Galimberti poiché si era costretti a parafrasare e commentare qualunque cosa l'opinionista dicesse. Già il termine opinionista mi provoca l'orticaria. Hey tu. Non sei uno psicanalista, non sei neanche un vergognoso psicologo (giacché di vergogna la maggior parte degli psicologi sono solo meritevoli), cosa sei? Un filosofo che sta da qualche parte tra Freud e Topolino? Ad ogni modo, la mia professoressa di storia della letteratura italiana amava a dismisura gli articoli "clicheistici" del buon barba bianca e ce li propinava sotto forma di saggio breve ad ogni compito in classe. Galimberti dice cose che già sappiamo e le dice male, in una forma un po'dislessica anche. Del tipo: "Secondo Freud la rifrazione è un fenomeno di proiezione mentale ambivalente derivante dall'occhio, non dalla luce. Ecco perché al buio non avviene, non perché non ci sia luce, ma perché noi non la percepiamo visivamente". Dei ragionamenti empirici che non stanno in cielo nè in terra. Ieri sera c'era Galimberti in televisione di fronte a Maurizio Costanzo ed io provavo compassione per entrambi.

Qualcuno di voi soffre di "ho 30 anni, ma dico sempre cazzo-figa"
Ciò è grave, placatevi, non fate i giovini salmastri che giocano alla igioventù bruciata e che si sentono un po'pasoliniani ed un po'"e chi cazzo è questo Pasolini?". Decidetevi.

Mio padre a 24 anni aveva due lauree. Aka io sono merda. (No, non in scienze della comunicazione e sociologia). Ed anche un po'voi.

Io sono una maniaca in stile Linus. Anzi Linus mi fa un baffo.

Sono asociale.
Io sono asociale, dopo aver frequentato i corsi universitari per tre mesi ed essermi imbevuta gli occhi di maglioncini ralf lorè giallo canarino e dopo aver rivolto la parola a 0,5 persone, questa è la mia conclusione. Ho problemi ad approcciarmi al prossimo. Forse perché sono troppo indubbiamente perfetta e dunque metto in soggezione la plebe comune.
Ovvero mi faccio una giustificazione per non sbrandellarmi la giugulare con un taglierino da primo-anno-di-architettura-taglio-i-fogli-di-carta-semitrasparente-(altresì detta mozzarella)-sul-pavimento-di-casa.

Sono così asociale che a 3 anni avevo imparato il teorema di Pitagora e svariate poesie del Leopardi a memoria. C'è una registrazione a testimoniarlo.
Ovvero, piccoli disadattati crescono.

Io sono così asociale che all'asilo non mi facevano giocare perché dicevano che una che legge precocemente non merita di giocare.

E quindi non rompete le palle.

Io soffro di complessi di inferiorità da matematica. Non me ne frega un cazzo se sapete tutta la filologia romanza a memoria, io soffro di complessi di inferiorità da matematica, se siete dei matematici vi sbrodolerò sulle scarpe. Questo complesso deriva da mio padre.

E questo post è per accrescere e distruggere un po'la mia autostima.




postato da: ombretta alle ore dicembre 28, 2005 11:13 | link | commenti (7)
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venerdì, 23 dicembre 2005

Al posto sbagliato al momento sbagliato

Mia sorella: "Al concerto dei Franz Ferdinand era pieno di popperi, che stizza!

Io: Pocché?

Mia sorella: Popperi! Quelli con la frangetta di lato appiccicata alla fronte, mi stizzano troppo.

Io: Ma almeno il concerto ti è piaciuto?

Mia sorella: No, ad ogni canzone mi ripetevo: "Ma questa non l'hanno già suonata?"

postato da: ombretta alle ore dicembre 23, 2005 20:37 | link | commenti (8)
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giovedì, 22 dicembre 2005

Parentado et morbosità

Ultimamente ho iniziato a scrivere come un'analfabeta dislessica.

A proposito di dislessia: Mia madre ha sempre sostenuto che io abbia un lieve disturbo dislessico, poiché quando parlo, spesso, mescolo le parole nelle frasi, quando blatero per una giornata in inglese tendo a tradurre in italiano ciò che direi con la becera costruzione anglofona e così via. "Questo è principio di dislessia", ella dice. Mia madre mi tratta una merda quando torno a casa. Ella ha insegnato per 30 anni lettere a dei decerebrati acefali semi-analfabeti a cui sì e no importava (ed importa) di saper apporre la propria firma sul documento di identità. Ella, infatti, avendo palle grandi come grattacieli, ha innanzitutto insegnato nel carcere minorile di Nisida, ove, anche ad Agosto, è preferibile recarsi con persino il collo coperto, per ovvi motivi che non starò qui a spiegare (soprattutto se, come nel caso di mia madre, si è dotati di bellezza non poco invidiabile). Successivamente ha fatto la spola tra varie scuole alla periferia di Napoli (se si esclude il periodo in cui, incinta di me medesima, ha insegnato all'istituto nautico di Procida), istituti per lavoratori, e altri ambienti non proprio raccomandabili. Mia madre è un'insegnante senza frontiere. Il problema è che attualmente ha livelli di stress da manicomio, ma non ha rinunciato a chiedere l'affidamento del figlio di un mio cugino scemo avente per moglie una schizofrenica. Ma non schizofrenica per modo di dire, schizofrenica con tanto di certificato psichiatrico e sdoppiamenti di personalità. Mio cugino è idiota.

Mio padre ha 9 fratelli, di cui 2 sorelle. Costoro hanno messo al mondo le più disparate categorie di individui, dal medico, al professore, all'ingegnere, al bidello, al pianista, al trombettista e chi più ne ha più ne metta. Non sarei in grado di riconoscere la metà del mio parentado, se lo incontrassi per strada. Quello che ricordo (a stento) sono i nomi dei miei zii, giacché (sono ripetitiva?) avendo mio nonno ricoperto il ruolo di prima tromba del teatro S.Carlo, della Scala e della Fenice, per molteplici anni e avendo deciso di avere vita difficile lasciando ogni 12 mesi per circa 15 anni la moglie a letto con le doglie, si ritrovava spesso a suonare una qualche opera mentre la povera ingravida travagliava nel letto domestico. In onore delle opere suonate ai figli venivano dati i nomi dei protagonisti di ciò che il nonno suonava la sera in cui il pargoletto era venuto al mondo. "Lucia" come "Lucia di Lammermoor", Tristano come "Tristano e Isotta", Otello, Sansone, Filiberto e via discorrendo.

Comunque questa digressione è durata anche troppo ed io ho nuovamente perso il filo del discorso. Ah, ecco. Il pargolo. Il pargolo che vive ora con noi ha sette anni. Tace o parla troppo, senza vie di mezzo. I miei genitori non sono più in età da figli da almeno 20 anni e stanno perdendo ogni capacità di raziocinio sulla loro esistenza, grazie a cotanta gioventù in casa 24 ore su 24.

E'chiaro che lo stress accumulato da mia madre (mentre mio padre è un muro di pietra, resta calmo e sereno per millenni, egli è simile ad un automa, a volte, ma in senso positivo eh) non può essere sfogato sulla povera creatura, di ciò si farà invece carico il malcapitato coniuge o l'infausta prole della generosissima genitrice. Sono a casa da tre giorni e mia madre mi sta letteralmente fracassando le palle. Avendo ereditato da mio padre la caratteristica del "sono un muro di gomma", ogni cosa rimbalza su di me e nel rimbalzare mi provoca un qualche disturbo psicosomatico, dalla dermatite seborroica alle infezioni batteriche, dalla gastrite alla diarrea. In questa casa non si può stare tranquilli.

Mia madre mi fracassa le palle premeditatamente, credo che abbia una specie di rancore nei miei confronti, ma non mi è dato intuire da cosa questo rancore scaturisca. Ella è costante è ridondante, ansiosa e "tourettiana". Se non sapete cos'è la sindrome di tourette, fareste meglio a saperlo invece.

Questo era uno sfogo perché fra un po'il mio stomaco si tramuterà in zuppa e pan bagnato, si autodigerirà e sarà defecato in forma di tocchi di marmo.

Comunque oggi sono felice per due motivi: il primo è che ritorna mia sorella, non la vedo da non mi ricordo quanti mesi. Ella è un felice architetto che progetta hotels e altro a Barcellona, sta con un crucco iper figo, raccimola parecchi soldi e non è neanche meritevole di invidia, chi la invidia è personalmente maledetto da me ed è costretto a mesi di inferno burocratico e a settimane di cacca molla e vomito.

Il secondo motivo per cui sono contenta è che ho concluso l'acquisto dei miei piacevolissimi doni natalizi, evitando il collasso nel centro storico di Napoli, il 22 dicembre a mezzogiorno.

Questo è quanto.


postato da: ombretta alle ore dicembre 22, 2005 19:43 | link | commenti (7)
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martedì, 20 dicembre 2005

Frocio

Questo blog sta diventando troppo frocio.


postato da: ombretta alle ore dicembre 20, 2005 16:36 | link | commenti (7)
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The more you give the less you get

Come da promesso, ecco l'hot hit di Michael Nyman. The heart asks pleasure first, dalla colonna sonora di Lezioni di Piano. Questo pezzo mi ha mandato in visibilio per anni. L'ho registrato STAMATTINA. Quindi per quanti di voi avessero qualche mia vecchia versione, vi consiglio di riascoltare comunque questa, perché la considero quella suonata un pochino meglio. Mi è stato comunicato che il link dell'altro pezzo non sempre funziona, quindi metto direttamente l'indirizzo qui.

http://www.ombri.altervista.org/The%20heart%20asks%20pleasure%20first.mp3

Dimenticavo, ad un certo punto si sente un "frusc" ed una piccola interruzione. Sono io che volto la pagina.

postato da: ombretta alle ore dicembre 20, 2005 13:45 | link | commenti (1)
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lunedì, 19 dicembre 2005

"E mi raccomando niente sesso per oggi"

Sono uscita di casa alle 8,50 e alle 9 ero a casa di Laura. Le ho dato la rana ranocchia e poi siamo andate in centro.

Oggi ho donato il sangue per la prima volta. Non avrei mai immaginato di poterlo fare siccome ho sempre avuto i valori sballati e la pressione bassa. Ma il test ha detto che potevo.

Dopo mi è venuta la nausea e stavo per vomitare.

Comunque ho un bel lividone sul braccio sinistro.

Io sono mancina eh.

postato da: ombretta alle ore dicembre 19, 2005 19:37 | link | commenti (3)
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domenica, 18 dicembre 2005

Orecchio tappato*

Allora, dopo aver messo su le foto fiche languide degli occhi. Auto-tristemente-scattate, dopo essermi pianta addosso per innumerevoli giorni, dopo aver postato pure l'oltraggio musicale in risoluzione a dir poco oscena ["L'arte non può essere oscena perché ciò che osceno non è arte", che paradigma d'effetto eh.] e dopo aver suonato il pianoforte per ore, essermi distrutta gli occhi davanti all'aggeggio infernale computer, dopo aver capito che ormai le mie mani erano atrofizzate, con le dita incriccate e lo stress a livelli altissimi, ma comunque - fancazzismo permettendo - sempre una buona scusa per crogiolare nell'assoluto nulla, ho fatto la cronaca mentale dei primi due giorni in casa mia a napule-mille-culure.

Sono arrivata con un treno partito da Carpi alle 6,32, 7 ore di viaggio, scomodità incredibile dell'intercity, la gente che inizia a chiacchierare proprio quando decidi di aprire il mattone di diritto costituzionale, tutta giuliva, una volta alla stazione, scendo e mi taglio il polpastrello sinistro con la busta che stavo tenendo in mano. Smaniavo da mesi per risuonare il pianoforte perché a Modena non c'è la rinascente col pianoforte dentro che ti siedi e suonazzi quel che vuoi, tra l'altro, mi sa che l'hanno rimosso anche dalla rinascente a via Roma, perché l'ultima volta che ci sono andata, con mente anglofona, alberto privo di pudore, martina pre-estiva, non c'era. Avevo dei bei ricordi legati a quel pianoforte, se si escludono le volte in cui mi hanno intimata di andarmene previo calci in culo, perché non potevo piazzarmi là tutto il pomeriggio a suonare Michael Nyman (a me Michael Nyman piace perché fa le hot hit sempiterne dell'estate e perché è commerciale come pochi ma comunque meraviglioso - un giorno posterò come secondo regalo di natale la mia esecuzione di heart asks pleasure first aka lezioni di piano soundtrack - live dal mio pianoforte scordato) quando c'erano medio borghesi a fare lo shopping alle 5 del pomeriggio in piena estate. Suvvia. Comunque, smaniavo e mi sono tagliata il dito. Chi troppo vuole nulla stringe. Ho perso il filo del discorso.

Ah sì, scendo dal treno, aspetto Anastasia 20 minuti in ritardo mentre guardo i volti loschi attorno a me. In dieci minuti alla stazione di piazza garibaldi si avvicinano 45 tossici e 82 marocchini, questo solitamente. L'altro giorno solo tossici, sbiascicano qualcosa tipo "schusa c'hai qualche spicciolo". Poi c'è il tizio che ogni giorno gira con una ragazza ed un biglietto in mano dicendo che gli manca qualche euro per pagare il supplemento per bologna (o qualsiasi altra città) e la gente cogliona gli dà i soldi. Ed io una volta ho aspettato che un tizio gli desse i soldi per poi dirgli "Guarda che lo fa tutti i giorni" ed un'altra volta ho rischiato la vita dicendogli ad alta voce, davanti a tutti: "Senti, tu questa cosa la fai tutti i giorni, piantala" e poi ho gioito perché non ha alzato neanche mezzo euro. Piccole gioie quotidiane.

Andiamo a prendere la metropolitana e c'è un tanfo di alcool che manco a varsavia a febbraio, la metro è strasuperaffollata con tutta la gente accalcata alla porta. Ci facciamo largo a pugni, un sacco di persone scendono a piazza cavour e montesanto, come al solito. Tutto attorno è sporco di acqua infangata perché piove e fa caldo. (Freddo, ma dato che a casa a Modena si sono rotti i termosifoni, dopo essermi ammalata 4 volte in 3 mesi il mio fisico si è temprato e fra poco sarò una perfetta spartana napoletana).

Arrivo a casa e dopo avermi baciato sulle guance mia madre mi fa notare che sono ingrassata. Prima con un "Ma che hai combinato?" e poi con un più dolce "Vabbè ma è tutto nel sedere". Mi immagino proprio come tora birch in ghost world, sformata/sfornata al punto giusto. Ma per fortuna la bilancia non mi tradisce. Due kiletti in più, da smaltire nelle vacanze di natale.

Mi metto a scaricare canzoni idiote, mentre parlo di niente con Anastasia.


Vado a letto presto e dormo qualcosa come 12 ore, ultimamente la mia media è 14 ore al giorno. Mangio poco e mi lamento assai e attendo domani per uscire per la prima volta.

Ho paura di imbattermi nei tamarri, ma anche soprattutto nelle tamar-vrenzole-volanti le quali potrebbero ritrascinarmi per la chioma fluente, che detto in linguaggio locale è: potrebbero farmi "o'strascino", perché indosso un paio di calze a righe ed io sarò pure saccente, ma il mio metro e sessantatre è niente rispetto a 150 kili di lardo persistente.

continua...

è la chiave più usata per accedere a questo blog degli ultimi mesi.

postato da: ombretta alle ore dicembre 18, 2005 23:57 | link | commenti (3)
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Led dem nò iz crismas taim

Vi faccio i regali di Natale senza troppe pippe mentali, perché io sono brava e voi non me li meritate.

Yann Tiersen non è uno di quei virtuosi e non esce mai fuori dai gangheri, per questo mi piace ascoltarlo e deturparlo riproducendolo col mio pianoforte SCORDATO. Infatti il mio pianoforte è scordato.

Questa è Comptine d'ete n°2









postato da: ombretta alle ore dicembre 18, 2005 13:20 | link | commenti (3)
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sabato, 17 dicembre 2005

Eyes

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postato da: ombretta alle ore dicembre 17, 2005 19:25 | link | commenti (4)
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domenica, 11 dicembre 2005

Reality bites

I capelli mi puzzano di fumo e legno affumicato. La cosa più stomachevole del mondo.

Dovrei dirlo a coloro che si ostinano a fumare nei luoghi al coperto.

"Azione universitaria" (il nome è tutto un programma) manda in giro il foglio raccolta firme per dedicare la nuova sede di giurisprudenza a Falcone e Borsellino. Le due laccatissime sedute dietro di me sbottano con un: "E si dovrebbe chiamare come questi due tizi? Noi non firmiamo mica, è troppo antiestetico". Ripeto, non proprio tra me e me, istintivamente "Questi due tizi...", mentre mi domando come mai l'aula sia così affollata, dal momento che qualcuno ha chiaramente scritto negli occhi: "Di ciò non mi interessa un benemerito cazzo". Mi rispondo dopo pochi secondi: "I soldi, my darling, i soldi". Forse qualcuno avrà ripiegato, come me, però dai, non voglio dar libero sfogo al mio cinismo e mi inganno asserendo che qualcuno di davvero convinto dev'esserci. La vocazione. La vocazione.

Ripenso all'anno che va concludendosi e mi ritornano in mente le sveglie alle 6:20 o alle 5:30 quando si era troppo pigri per farsi la doccia la sera prima e si preferiva svegliarsi con quasi un'ora d'anticipo. Alle lamentele perpetue, a Laura interessata alle speculazioni di letteratura e Gabriella che alla domanda "Chi ha letto per intero il Decamerone?" alzò la mano, perché in effetti è la più grande divoratrice di volumi di cui io abbia mai sentito parlare. E ripenso anche al periodo natalizio in cui tutte le ipocrisie divennero ritulantemente scarlatte e gente di cui non si conosceva nè si sapeva sorrideva tra i corridoi, avendo venduto la possibilità di qualche giorno di vacanza in più (che qualcuno osa chiamare ancora """okkupazione""") in cambio di 5 giorni all'estero, a febbraio o forse marzo. Con tutte le complicazioni del ma e del se. Ripenso alla mia professoressa di filosofia e al suo metodo impeccabile per cui a tutt'oggi l'aristotelismo e Platone sono nitidi nel mio cervello come se li avessi studiati ieri e alle ore interminabili tra la trigonometria, l'astronomia ed il greco in prossimità di "ansioferici" compiti in classe e alle versioni di "tutto rispetto" da 4 e mezzo. Alle critiche mosse fugaci nei "saggi" d'italiano di opinioni un po'scontate e un po'"così ho sentito in giro". Ed anche al periodo più gioioso, il quarto ginnasio di qualche tiro qua e là, il lucchetto al collo, in perfetto stile "ho 14 anni, so poco o nulla di tutto e vado fiera di ciò" ed il fascino delle parole in un libro di Sartre.

Gli Skid Row, i Guns n'Roses, i Doors e gli interminabili innegabili Cure. I pomeriggi da Fonoteca e le passeggiate tra Via Roma, San Sebastiano, Piazza Dante e Piazza del Gesù, i guanti di lana tagliati sulle dita, e le calze a righe introvabili nei negozi. 3 paia 5 euro sulla bancarella in Pignasecca. (Ti ricordi, Anastasia?). La metropolitana delle 23:05 che puntualmente si perdeva (o saltava la corsa) ed i capelli instabili e perfettamente naturalmente lisci. (Che un giorno decisero che così non gli andava più bene, si stizzirono e si attorcigliarono su se stessi per sempre).

Al fatto che a 5 mesi dalla fine di tutto, tutti sono svaniti. Le lettere di Laura e le musicassette degli Angelic Upstarts e degli Sham69, a questo ripenso.

Le lacrime che si è smesso di versare e le lamentele metropolitane. I discorsi della gente di cui ormai si sapeva tutto, tranne il nome. Le pellicole montate attorno agli sconosciuti da me e Martina, di nero vestita.

[Il messaggio che mi è appena arrivato da Laura: "Ho provato a leggere Destroy della Santacroce per farne una critica, ma non ho resistito oltre le sei pagine. Mio Dio". E quello è il migliore, penso io. Il mio ce l'ha un personaggio del passato prossimo. O forse non più tanto prossimo. Immeritevole di tutto.]

Non avrò la faccia per darla vinta ai coloro che non credevano in me, e forse per questo ritenterò. Non è da me gettare la spugna al primo intoppo. Aggrapparsi ad un'illusione a volte è un buon metodo per andare avanti. Dico io.

I tamarri del sabato sera, il degenero degli ultimi anni ed il "Tu non vuoi essere felice" dei mesi sprecati incessantemente davanti ad uno schermo, trascurando tutto ciò che ero e che sarei potuta essere. Nel bene e nel male. Il vomito autoindotto nel tentativo becero di raccogliere consensi (solo ora me ne rendo conto? o a mente lucida è tutto così fottutamente semplice).

Perché dei cinque anni appena passati, i ricordi positivi sono fermi al primo dei cinque anni, del resto non si vuole ricordare. In alcun modo. Ed ancora io mi ricordo e mi ricorderò così per sempre. Suppongo.

Il cambiamento radicale. Sono proiettata nel futuro? Sono bloccata in cazzate nostalgiche.

"You say you want your story to remain untold".








postato da: ombretta alle ore dicembre 11, 2005 15:56 | link | commenti (5)
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