E'stato un weekend intenso. E'incredibile come io, l'ultima delle ciniche, testarde ed incredule abbia potuto far cadere in due giorni muri di pregiudizi cementificati nel corso di anni. Sapete, quelle faccende contorniate di indifferenza e false idee, idee non ideali. Quei giudizi di comodo dati per adempiere alle proprie convinzioni, obbedire alle proprie manie, scherzare su determinati atteggiamenti facendosi forti del proprio essere diversi.
Ironico come tutto questo sia capitato proprio a me, la più sorridente delle perenni infelici riguardo ogni faccenda che concerna il divertimento, la routine, gli amici. Io con le mie permanenti tragicomiche lamentele. Io che guardo sempre all'altro con occhio critico e mi struggo quando, subito dopo, mi curo dei miei mille difetti. Io che quando qualcuno mi dice "Sei sempre così triste", la prima cosa che mi viene da dire è: "Prendila pure come una faccenda personale". Perché altrimenti sorrido di tutto, per ovviare al modo in cui mi si potrebbe percepire. Terrorizzata da questo.
Incredibile come mi sia ricreduta su tutto.
Tu, proprio tu, sei eccezionale. ("Ma non montarti la testa per questo")
Innanzitutto, è già la seconda multa che ci arriva per essere passate a Via S.Donato all'uscita del Covo. Al Covo ci siamo andate per circa 3 mesi ogni venerdì e sabato, ciò vuol dire che teoricamente potrebbero arrivarci fino 24 multe, per un totale di 80 euro a multa, tirate voi le somme. Fortunatamente le multe le abbiamo prese nel lato della via che percorriamo per riaccompagnare a casa l'amico napoletano studente del dams (che si incazzerà perché vedrà che ancora una volta l'ho appellato così), ciò vuol dire che ne dovrebbero giungere almeno altre 3. Il che è comunque non fattibile.
Forse il Covo ha firmato un contratto con il comune perché Bologna diventi la città più ricca d'Italia. Se qualuno ora sta leggendo ed ha preso una multa in Via S.Donato all'uscita dal Covo...è pregato di farmelo sapere.
Ieri ho trascorso l'intero pomeriggio a scrivere una relazione sull'Antigone di Sofocle, che è stata argomento di un seminario universitario, maledetti crediti. Per fortuna che adoro quella tragedia. Per fortuna che adoro tutto il teatro greco. Quattro cartelle. Ovvero circa 6000 caratteri. Considerando che ogni cartella ne contiene 1500. Siccome il carattere di scrittura da me usato è stato il classico Times New Roman 12, nonostante i 7000 caratteri non ho riempito più di due pagine. Al professore non sono bastate, ha detto che le cartelle (cioè "i fogli" usando sue testuali parole) avrebbero dovute essere 4. Times new roman, 12, per un totale di 16.263 caratteri. Quasi il triplo di quello che avevo scritto in precedenza. Ed un altro pomeriggio buttato via.
Tu, che so che non leggerai mai, se ti conosco ancora un po', hai persino cancellato il mio nome dalla lista dei contatti skype e questa per me è stata l'ultima batosta di un weekend a dir poco infernale. Insomma, mi hai definitivamente cancellata dalla lista dei personaggi presenti nella tua testa. Come un oggetto vecchio, quel passato di cui proprio non vuoi sapere più niente. Comunque questi giorni per me stanno essendo zeppi di ricordi, che si insediano anche nei miei sogni.
Venerdì vado a questa serata fish n'chips a Roma. Vediamo cosa ne esce di buono (o di tremendamente ironico). Ho decretato che io sono un personaggio pirandelliano. Ma non la vecchia imbellettata del sentimento del contrario. Sono la versione sfigata di Kierkegaard. L'antitesi sorridente di Virginia Woolf. La controfigura di Pessoa. L'ombra di Kafka.
All the bullshits aside.
Ho le mani semiparalizzate dal troppo scrivere e ho due segni sul naso perché studio e sto al pc da due giorni di fila, quindi non ho mai tolto gli occhiali.
Ombri scrive:
a proposito di cose deprimenti
Ombri scrive:
sdolcinate
Ombri scrive:
(deprimenti nel senso che il lieto fine ti fa schifare la tua - cioè la mia - esistenza)
Ombri scrive:
hai mai visto il video bad day di daniel prowter?
·$#993366Lenore·$ scrive:
si certo
Ombri scrive:
chissà se poi quei due si mettono insieme
·$#993366Lenore·$ scrive:
certo che si mettono insieme
·$#993366Lenore·$ scrive:
ma poi si lasciano perché erano troppo entusiasti
·$#993366Lenore·$ scrive:
all'inizio è tutto rose e fiori
·$#993366Lenore·$ scrive:
poi uno dei due diventa paranoico
·$#993366Lenore·$ scrive:
o fa lo stronzo
·$#993366Lenore·$ scrive:
boh
Ombri scrive:
già
Ombri scrive:
sicuro sarà andata così
Ombri scrive:
poverini
Quello che non sopporto di questa vacanza è che sia finita, a parte la delusione cocente di questi ultimi due giorni, per il resto mia sorella mi regala sempre momenti fantastici e cd meravigliosi.
Oggi sono andata a vedere la sdolcineria più melensa dell'ultimo secolo "Just like heaven" ("Se solo fosse vero"). La cosa che mi ha fatto più tristezza è che nella sala, gremita di tamarri, probabilmente fossi l'unica a sapere a cosa si riferisse il titolo del film e chi cantasse la canzone della sigla di chiusura.
Questo è ciò che un tal poppèro mi ha chiesto ieri al Covo. Voglio dire, cos'è? Una barzelletta? E come si è sparsa la voce? E perché se così tanta gente sostiene di averci viste inzuppate fuoriuscire dalla suddetta fontana nessuno si è fermato ad aiutarci? Ma sarà che la gente è proprio stronza?
Sì.
Bene. Una volta stavo raccontando la storia della mia bulimia, poi ho smesso perché mi arrivavano i commenti stronzissimi. Infatti non riprenderò, ultimamente ho un deficit di autostima non indifferente, per cui meglio evitare di tirarsi della merda addosso da soli. A parte che credo che il mio povero stomaco si stia autodigerendo, ma questo è solo un dettaglio. Fatto sta che ho in mente questa lezione di biologia in cui la prof ci spiegava che il rivestimento interno delle pareti delle stomaco è formato dalla stessa sostanza che riveste le unghie, scena che di per sè è disgustosa e difficile a credersi. Potrei anche starmi ricordardo male, in realtà, perché durante le ore di biologia io svolgevo attività ben più proficue:
- guardavo il muro di fronte a me cercando di notare le sfumature che differenziavano lo sporco da una parte all'altra della parete - mi chiedevo quale fosse il metodo più comune per eliminare la melanina dal viso.
A dire il vero non mi limitavo a chiedermelo, ma lo chiedevo anche agli altri. Anche alla prof. di biologia, infatti, che mi assicurò che il metodo migliore per eliminare la melanina dal viso era lavarselo con il limone (ora c'è da domandarsi quale idiota consiglierebbe ad una sedicenne affetta da anemia, vari disturbi alimentari e pallore mortale di "detergersi" il volto con dell'acidissimo limone. Non lo dico per farmi compatire, è un dato di fatto. Adesso se ci ripenso mi viene da ridere e da ridicolizzarmi al contempo).
Ed adesso vi svelerò le differenze fondamentali tra uno psicoterapeuta, uno psicanalista giovine ed un neuropsichiatra stagionato (sapevate - ecco cosa imparo durante le ore di filosofia del diritto - che quando abbiamo tre termini di paragone gli elementi per differenziarli sono sempre due? E' la logica!):
L'allarmismo e le diagnosi. Tra l'altro imprescindibilmente legati tra loro. Del tipo che se sei affetto da una lieve depressione adolescenziale lo psicoterapeuta ti diagnosticherà come soggetto borderlino, lo psicanalista giovine (con il fascino del tennista, od anche con il fascino del: ti succhio 120 euro per ognuna delle tre sedute preliminari di diagnosi e 70 per ogni seduta successiva per tutto il resto dell'analisi, che mediamente si svolgerà tre volte alla settimana. Questo è il motivo per cui tutti (cioè io) vorremmo essere degli psicanalisti, con tre pazienti ti sei assicurato l'esistenza) ti guarderà con sguardo enigmatico e ti dirà: "credo che lei abbia estremo bisogno ("c'hai grossa crisi") di essere aiutata (ovvero: io ti succhio pure l'anima), la sua lieve depressione potrebbe tramutarsi in crisi maniaco depressive suicide nel giro di sei mesi e lei si ritroverebbe ad espellere anche le sue budella" (Non proprio così, ma quasi, il senso è quello). Invece, ah che sollazzo, il neuropsichiatra ti guarderà con occhio docile, ti metterà a tuo agio e ti dirà di non preoccuparti, mentre ride e ti prende per il culo, poi intanto scrive sul suo taccuino che hai un futuro da serial killer, ma almeno tu sei rilassato. Morale: andate dai neuropsichiatri se proprio dovete farvi ciucciare del danaro.
Minchia, se è deprimente questo post.
Devo smetterla di andare a dire in giro che sono infelice con quest'aria da pseudo intellettualoide del cazzo, sto diventando l'ombra di me stessa.
Osservate quanto è bella l'immagine dell'ombra di se stessi. "Sei l'ombra di te stessa". Che per una che si chiama Ombretta è proprio paradossale ed anche ironico.
Mi sto trasformando nell'ombra di me stessa ed il mio stomaco si sta digerendo ed io forse cancellerò tutto ciò nei prossimi quindici minuti, perché è senza capo nè coda. Come me.