Sapete che ascoltavo sempre questa canzone circa un anno fa? Mi ricordava delle situazioni non tanto insolite, quando, a 14 anni, in metropolitana, io e Martina montavamo pellicole intere su perfetti sconosciuti che avremmo visto quasi ogni giorno della nostra vita, per gli anni a venire. Non mi è mai neanche passato per la testa che qualcuno potesse fare lo stesso con me, in cinque anni di andirivieni quotidiano in quel mezzo pubblico grondante delle stesse identiche facce ogni mattina (questa devo averla già detta da qualche altra parte).
E' stata un'ottima estate. Io sono innamorata. Certe volte penso che il mio cervello stia lentamente trasformandosi in cioccolato fuso, questo per un solo motivo: i pensieri non mi fanno più male. Lo sapete da quanto tempo non mi fermo più a piangere guardando il muro di fronte sentendomi una perfetta idiota perché neanche conosco il motivo di quelle lacrime? Oppure, perché lo conosco eccome: rimpianti. Patetici rimpianti che è anche solo ridicolo pensare di poter avere, a 20 anni. Nessuno si sognerebbe di rimpiangere, a 20 anni. E' chiaro: la mia adolescenza è uscita dalla porta principale, ha teneramente fatto armi e bagagli ed ha messo piede fuori dalla mia esistenza. E' stato indolore? No. E' stato graduale? Molto.
A 18 anni, come qualcuno potrà ricordare, vedevo, di sovente, uno psicanalista il cui appellativo era Dottor M.,
"Dottore" - gli dissi qualche giorno prima del mio diciottesimo compleanno - "Tra qualche giorno non sarò più un'adolescente"
"E questo cosa comporterà?" Mi rispose lui.
"Beh, io non lo so, ma giuro che mi impegnerò per ternere il mio armadio ordinato".
Ovviamente non feci nulla di tutto ciò. Il mio armadio, letteralmente, ha vomitato vestiti per i due anni a venire, finché un bel giorno, a Modena, ho deciso di fare una foto a quella che era un'accozzaglia informe di capi d'abbigliamento di vario genere e colore (dalle circa MILLEMILA calze che possiedo, fino a mutandine, minigonne, passando per canottiere e maglioni) ed, in circa mezza giornata, ho dato a quell'accozzaglia un ordine preciso che, da allora, è rimasto tale. Due anni. Per raggiungere un obiettivo che non si potrebbe definire con altro termine se non banale.
Però è la metafora della mia vita. Ci metto parecchio, ma alla fine ci arrivo. Tutto gradualmente, non esistono le soluzioni facili. Mai.
Se non sono più bulimica è solo merito mio. Quest'inverno, ritrovandomi da sola, (nel bagno di locali straffollati), mi è capitato un po' di volte di abbassarmi con la testa sulla tazza e di espellere tutto quello che avevo in corpo, con il solo ausilio delle mie dita. Quest'inverno ho capito che ciò è una stronzata. Le minacce non mi sono mai servite a niente. Subito dopo essere cessate ero, infatti, tornata al punto di partenza. Anabel, volendomi bene, una mattina mi disse: "Lo sai che ti fa male". E basta. Non aggiunse altro. Mi toccai lo stomaco e pensai: "Lo so che mi fa male". Quella è stata l'ultima volta che ho consciamente vomitato.
Sabato scorso stavo male, avevo la nausea e lo stomaco mi chiedeva di autodigerirsi, avevo la soluzione a portata di mano: una toilette, nel pub in cui mi trovavo.
Avevo a portata di mano anche dello zucchero, con dell'acqua. E' la soluzione che ho scelto.
Non ho mai ottenuto qualcosa come "tutto e subito". Sono innamorata e questo mi fa avere fiducia in me e nella persona che amo.
Ti amo. Buon compleanno.
Turista a caso americano al compagno seduto di fianco a lui: "Oh my god, she's really beautiful, man!"
Io: What's wrong?
Turista a caso americano: "Oh nothing nothing."
Turista a caso americano: "OH MY GOD, YOU SPEAK ENGLISH"
Scrivevo il 29 Agosto 2005:
Ombri scrive:
come mai io non mi sono fatta ancora prendere dall'egocentrismo becero del fotolog, nè tantomeno dal postare una foto sul mio blog?
Madness scrive:
perché lo chiedi a me?
Ombri scrive:
magari tu hai la risposta
Madness scrive:
o meglio
Madness scrive:
perché lo chiedi?
Ombri scrive:
perché mi stimo molto per questo.
Ringrazio il 2005 per essere finito,davvero,lo ringrazio. (E tuttavia ricordo con piacere i giorni di quell'agosto trascorsi con Anabel ed Anastasia).

Converrete con me che assumo sempre più le fattezze della sorella scambiata alla nascita di Carl Barat.
Di ritorno da Barcellona da qualche giorno ormai.
Mi sono immersa nuovamente nello studio, questa volta dell'economia politica. Che dire: le prime venticinque pagine mi hanno provocato orticaria in varie parti del corpo, ma non ho via d'uscita.
Sono stati dodici giorni abbastanza surreali, davvero, se li ripercorro con la mente è come se, ancora una volta, non fossi stata io a viverli, ma dal di fuori mi fossi goduta lo spettacolo divertente, commovente e piacevole di una ventenne alle prese con i suoi capelli,con i suoi sbalzi d'umore e con una persona che ai suoi occhi appare come l'incarnazione di tutto ciò che di bello un essere umano possa contenere. E' stato qualcosa di altamente formativo, questa volta.
Innanzitutto: l'indie scene spagnola si sposa bene con il concetto di trash. Trash allo stato puro. Dj sets in cui agli arcade fire si alterna loona (bailando bailando, avete presente?). Si sa che io shakero il mio culetto con praticamente tutto quanto dia un senso alle mie gambe, escludendo poco e quel poco dev'essere veramente estremo per essere escluso, (seppur abbia delle ovvie e note preferenze) ho avuto i miei momenti piacevoli, Gin ha avuto i suoi movimenti di isteria disperata. Ecco un breve resoconto delle serate danzerecce barcellonesi.
Razzmatazz: ero già stata in questo posto tre anni fa con la mia amica Martina, all'epoca il nostro passatempo preferito del sabato sera era recarci a serate dark in cui si attendeva tutto il tempo i Sister of Mercy (che ancora amabilmente adoro, anche se non mi ricordo più da quanto tempo non ascolti un loro disco) e l'ennesimo remix dei VNV Nation. Al razzmatazz ci sono non so più quante sale per un "ce n'è per tutti i gusti", nella cosidetta sala "pop bar" il dj ha usato un i-pod (I-POD!!!) per "regalarci" note che oscillavano tra le Ronettes le...Ronettes...Pipettes...Ettes...un sacco di voci femminili caratterizzate da "Nomeacaso-ettes". Di certo la conclusione con Cindy Lauper e Pulp non è servita a ripagarci dei QUINDICI EURO di ingresso (Quando riapre il Covo???), però ci siamo divertiti, perché io sono un pagliaccio egocentrico quando danzo ed ogni tanto riesco anche ad imporre il divertimento a chi è con me.
Mond Club@Fellini: il dj set era più simile a qualcosa di schizofrenico che di vario, però uno dei due dj (tale "Roger") mi ha offerto da bere, il punto è che io avevo già ingurgitato tre diverse sostanze alcoliche e la quarta avrei potuta risparmiarmela perché mi sono ritrovata a piangere per qualunque cosa mi fosse detta o fatta notare, "lacrima facile" era un eufemismo pallidissimo per me quella sera. I cocktails spagnoli: tre quarti di alcol ed uno di succo. Non sto esagerando.
La terza serata danzereccia è stata in un locale dove non si aveva alcuna aspettativa, quando abbiamo chiesto al dj cosa avrebbe suonato ci ha risposto "house, rock, r'n'b e SHAKIRA". (Perché Shakira è stata menzionata a parte?). Il risultato sono stati Madness meet Madonna (Like a prayer, Music) meet Shakira meet Rihanna (???) meet Cornershop meet Chemical Brothers etc.etc.
Le nostre mattine.
Non abbiamo visitato moltissimo, ho rivisto per la terza volta Sagrada Familia e Milà e Batlò ed è stato come sempre emozionante. MA, mai avevo speso così tanto tempo nella "strada dei vinili". Dicesi "strada dei vinili" il carrer dove sono locati tre (3?) negozi di dischi uno di seguito all'altro, tutti abbastanza ben forniti e dove io (che non sono una fanatica vinilesca) mi sono appropriata lecitamente di soli tre cd, mentre Gin ha press'a poco svaligiato il negozio (sì, sto essendo iperbolica). Si è camminato davvero tanto però, sotto un sole cocente che nella prima settimana, che è coincisa anche con quella del mio ciclo mestruale, ha rischiato di stroncarmi, però ho tenuto a bada le lamentele (soprattutto per i piedi ed il ventre dolenti). Come ho fatto non me lo si chieda. Ultimamente sto improvando la mia pazienza nei confronti del mio fisico. Va bene, va bene, probabilmente ciò che per me è stato un lamentarsi pari a 2 per chi mi era di fianco è corrisposto a 500, però...mi si prenda in parola quando dico che ho fatto del mio meglio per essere il meno whiner possibile! A volte si è rimasti a letto fino a tardi a godersi dei momenti che sapevamo non sarebbero ritornati facilmente con il sopraggiungere di agosto. Un agosto di fuoco, letteralmente e non. Questo è l'agosto in cui la mia mente più che mai ha bisogno di funzionare e se la mia deve limitarsi a funzionare, quella di Gin dovrà compiere delle peripezie. Per quanto mi riguarda, quest'anno, Napoli, mi sembra più annoiata che mai, stressata e annoiata.
I nostri pomeriggi sono scivolati via alla Barceloneta. Distesi al sole. Chi è a conoscenza della mia vento-fobia? Io ho paura del vento, la barceloneta è stata molto ventilata quest'anno, ma anche in quest'occasione ho mantenuto i nervi saldi, davvero, neanche una crisi di panico, neanche un isterismo! La spiaggia di Barcelona quest'anno ospitava molti seni nudi, in definitiva: ho visto più tette al vento in questi 12 giorni che negli ultimi cinque anni della mia vita. Dico cinque, perché degli ultimi cinque ho vividi ricordi...
Poi sono tornata.
Mi sono tagliata ancora una volta i capelli. Sto avendo delle crisi d'identità. Nel senso che non sempre mi riconosco allo specchio, saranno anche gli occhiali. Non lo so.
Ebbene, mia madre mi ha chiesto seria seria se per caso faccia uso di qualche sostanza stupefacente o se mi ubriachi abitualmente. Le ho risposto che "sì, ultimamente uso del crack" e lei tra una risata ed uno schioccare di lingua mi ha detto che non se ne meraviglierebbe perché il mio livello di storditaggine ultimamente raggiunge vette mai toccate prima. Io sostengo che mi ponga le domande sbagliate al momento sbagliato ed è per questo che le passo il bicchiere quando mi chiede di passarle il piatto e le rispondo di sì quando mi chiede se le ho passato il bicchiere invece del piatto perché sono assetata e devo rifletterci prima di dire "sì, sono assetata" e decido di dire "sì, sono assetata" solo per non dargliela vinta e confermare le sue teorie sul mio essere sull'orlo del rincoglionimento. Credo che sia normale rispondere a caso o cose che non c'entrano assolutamente nulla quando mi vengono poste domande mentre sto pensando o facendo altro. E non lo dico ironicamente.
Per me è come se l'estate fosse già finita, la mia mente è già ad ottobre.