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venerdì, 23 novembre 2007

Il fisico da flashdance ed altre scemenze

E così non superai l'esame di diritto commerciale, a causa di una domanda bislacca e di una bastarda. Provai l'irrefrenabile desiderio di prendere a testate nei denti l'assistente che decise di mandarmi via dopo circa 4 minuti e 30 secondi di (non) interrogazione. La faccenda arrivò come una doccia fredda.

MA ANIMO! (de che?) la prossima volta potrebbe andare anche nella stessa maniera, oppure peggio! Chi lo sa. Onestamente, non credo che due ore e mezza trascorse seduta su una sedia ad attendere il mio turno in una condizione glaciale (nel senso che il riscaldamento era spento) siano valse la pena di cotanta figura di merda. Ha senso?

Adesso sto seguendo le lezioni. Procedura civile, diritto internazionale, diritto penale. Durante le prime due ore, dalle 8,30 alle 10,30, faccio fatica a tenere gli occhi aperti, riesco a carpire, più o meno, 30 parole di quelle pronunciate dal canutissimo professore ed il resto del tempo mi concentro per non chiudere gli occhi, pensando a cose totalmente fuori luogo tipo la nuova collezione autunno inverno calze di philippe matignon che non ho ancora visto, oppure in che modo trascorrerò il mio ventiduesimo compleanno (n.b sono nata a marzo). Sicché non c'è verso che io riesca, sul serio, a seguire il filo logico della procedura civile, per quanto, alla fin fine, colgo quello che di fondamentale vi è.

(Poco ed inutile, ché se ad un esame pronunci solo le nozioni fondamentali ti bocciano con 3/30 ed imprecano contro di te in aramaico - l'antica lingua dei giuristi - poiché hai fatto perdere tempo all'assistente di turno che ha ancora circa 18880000000000 studenti da esaminare ed una pila di libretti che neanche la torre di Babele).

Dopo le prime due ore è la volta del diritto internazionale, solitamente studio, cioè studio il diritto internazionale invece di seguire la lezione, perché così torno a casa con due ore di studio alle spalle e per lo più il professore segue pedissequamente il manuale. Così a volte mi beffo di chi, assiduamente, si consuma la mano prendendo gli appunti (disse colei a cui verrà chiesto con ghigno sarcastico e compiaciuto: "Scusi, quando ho spiegato questa sentenza del tribunale del burundi per i diritti delle scimmie lei dov'era? Le lezioni vanno seguite!!!").

E poi vi è diritto penale. Il professore di diritto penale è un indottrinatore, mi ricorda terribilmente il mio prof di latino e greco del liceo. Stesso modo di spiegare, si parte dalla nozione fondamentale (cioè superflua) e si fanno digressioni che coprono una serie di argomenti da Kant a Federico Moccia. Tra un'indottrinatura e l'altra (tutte rigorosamente rosse) ci viene ricordato quanto la nostra ignoranza non abbia limiti spazio temporali, il tutto con un sorriso sulle labbra. Come dicevo: sono tornata al liceo.

La mia vita universitaria è ironica (ancora).  Non vi è molto di più di quello che è facilmente deducibile.

Presi la fissa per la corsa, per più di un mese quasi tutti i giorni andai a correre sul lungomare. Ora il freddo tagliagole mi impedisce di farlo e così dovrò trovare un sostitutivo (di cui probabilmente mi annoierò nel giro di una settimana). Ero così tronfia nelle mie scarpette da ginnastica e con quei capelli legati. L'inverno mi precluderà un fisico da flashdance.

E questo è quanto.


postato da: ombretta alle ore novembre 23, 2007 10:52 | link | commenti (3)
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martedì, 13 novembre 2007

Sapete qual è il vero capolavoro? The breakfast club.

postato da: ombretta alle ore novembre 13, 2007 22:09 | link | commenti
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lunedì, 12 novembre 2007

Four days till freedom

Quanti album dei Beatles bisogna ascoltare prima di poter affermare con certezza che non ci piacciono? Io ne ho ascoltati due (uno irrilevante, a detta tua) ed in tutto ho apprezzato  due canzoni (una delle quali è la cover di "twist and shout", conta? E' come se, all'epoca, mi fossero piaciuti i Guns n' Roses per la loro inarrivabile cover di knockin on heaven's doors). La versione di Forever Young degli Alphaville, ovvero la versione originale, è incredibile e nessun Yough Group potrà sovrastarla.

Comunque, ho paura che a me i Beatles non piacciano proprio, ho sempre avuto questo sentore, fin da quando conoscevo solo help, yellow submarine e all you need is love (e vivevo anche discretamente bene, così), però, per non essere estremamente ottusa, decisi di passare all'ascolto di qualche album completo. Certo, riesco a capire da cosa derivi il successo ultraplanetario che supera tempo e spazio che hanno raggiunto e l'alone di mistero che hanno lasciato. But not for me, thank you.

Così ho deciso di passare alla visione ed all'ascolto (e, magari, dopo l'esame, alla lettura) di tutte quelle inezie che vengono considerate universalmente geniali, stupende, fantastiche, memorabili e senza precedenti. Visionai i 400 colpi. Che. Schifo. Sul serio, che bello schifo, noioso, pedante e da boccheggio. Ma qui vi parla una che non è neanche mai arrivata in fondo a La dolce vita, figuriamoci cosa potrebbe pensare di un pretenzioso polpettone francese. Comunque, trovai adorabile, invece, la Lolita di Kubrick, già è qualcosa. Passerò in rassegna tanti altri mattoni cinematografici e vi farò sapere. (Intanto, dovrò asserire che oltre a La dolce vita, non andai oltre i venti minuti de Il cielo sopra Berlino, a proposito di sconfitte). In compenso, però, mi innamorai di quella simpatica pellicola del 1945, la vie de boheme, di tale L'Herbier. Anni fa la trovai poetica e stilosa, senza mai essere pomposa. (E come si poteva? Si era nel 1945). Ma nessuno sembra conoscere quello di cui parlo e sapete perché? Perché un po' tutti voi infarcite le vostre meningi di stronzate pseudo conosciute per poter discutere davanti ad un caffè di quanto avete apprezzato l'ultima cartastraccia di Stefano Benni e quindi non meritate rispetto. Un minimo di ricerca vi è impossibile, data la vostra incapacità di provare curiosità. Troppo impegnati a godere dell'ultima parodia-di-se-stesso di qualche italiano debellatore di immagini in movimento, assassino del buon gusto e privo di sceneggiatura. Oppure di Gondry. Che fa schifo. Oh mio Dio. Quanto ha fatto schifo l'ultima "opera" di Gondry? Eppure avevo apprezzato così tanto "Eternal sunshine" (film che annovererò tra il lungo filone dei "bagna passera" che mi fanno impazzire, quali Say Anything, Amami se hai coraggio e Generazione x aka Mallrats). La maggior parte delle cose che vi piacciono a me fa schifo, la maggior parte delle cose che mi piacciono neanche le conoscete.

I am an outkast.

P.S Bunuel al rogo.

postato da: ombretta alle ore novembre 12, 2007 09:47 | link | commenti (6)
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domenica, 11 novembre 2007

Ormai sono troppo vecchia per sfottere i popperi. Ormai non me ne frega più niente di sfotterli, deriderli, biasimarli, insultarli e chiamarli "poppèri maledetti". Popperi, potete vivere tranquilli, perché me ne tiro fuori. (Almeno fino alla prossima serata)

postato da: ombretta alle ore novembre 11, 2007 14:44 | link | commenti
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domenica, 04 novembre 2007

Voglio dirvi una cosa: se nel 2004/05 mi trovavate insopportabile, saccente, autoreferenziale e pretenziosa: VI CAPISCO. Però io non ero così sul serio, era tutta una maschera adolescenziale, ero la più cretina delle mosciosette, sul serio. Cioè, mi sto odiando pure io rileggendo quei post...

postato da: ombretta alle ore novembre 04, 2007 21:38 | link | commenti (4)
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Come ho fatto a vivere per 21 anni senza Suzanne Vega?

postato da: ombretta alle ore novembre 04, 2007 17:40 | link | commenti
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Back for good*

Esatto, questa sono io, l'unica sfigata che alle 10 di una domenica mattina, dopo essere andata a letto alle 4 ed aver impiegato dall'una alle venticinque ore per prendere sonno (tra mal di stomaco, tosse, crisi isteriche e tutto il resto) poi si ritrova sveglia. Tirata giù dal letto da un padre impaziente per il ritorno della madre dalle lande britanniche, ma, soprattutto, impaziente di recarsi allo stadio per assistere allo spettacolo di degrado che, se non si anticipa (che fretta c'è, per tutta questa idiozia?), allora è d'obbligo la domenica. Sentite, ha squillato il telefono, l'aereo farà ritardo: tragedia e tumulto, si rischia addirittura il posticipo!

Ho mal di testa, davvero, credo di star per ricevere ciò che ci si aspetta in questo periodo: un'influenza senza precedenti ad una settimana dall'esame più incasinato del mio corso di laurea. Alla povera madre non hanno fatto imbarcare il bagaglio a mano, questi inglesi sono proprio pignoli. A me scoppia la testa e qui non si beve alcool, neanche un goccio, perché "domani si studia", ma oggi è domani e domani non si è ancora iniziato a studiare, perché mi scoppia la testa. Non scrivo da un sacco, ma ne ho avuta sempre voglia. Sono campionessa nella repressione dei miei istinti, tranne quelli più bassi. Signori, in questo momento mi sto stretta come una converse numero 36. Prima che ci fosse tutta quest'ondata post strokes (ma sarà vero) e le converse non erano ancora tornate in auge, le trovai a 15 mila lire in un negozio di Corso Vittorio Emanuele, ed ancora mi durano, ma chi le indossa più. Questa è la digressione inutile che caratterizza ogni post, ogni mia giornata ed in generale tutta la mia esistenza. A volte la digressione può durare pure due anni, due anni e mezzo, tre anni d'asilo, una prima elementare, un tre anni di medie, vabbè, diciamo i primi due, l'ultimo fu davvero piacevole: tra cd dei nirvana, gonne su jeans a zampa d'elefante e stampe di mirò.



*sto citando i take that.

postato da: ombretta alle ore novembre 04, 2007 11:04 | link | commenti (2)
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