Ieri notte ero a letto, priva di sonno, così ho ascoltato Chutes too narrow degli Shins, Oh inverted world! degli Shins, Remember that I love you di Kimya Dawson, Our Ill wills degli Shous out louds, pezzi sparsi dei Belle & Sebastian, e poi alla fine ho deciso di smettere di alzarmi, ristendermi, rigirarmi e di provare seriamente a dormire, sebbene il mestruo non mi lasciasse molto spazio per godermi la fine della giornata. Poiché persistentemente mi provocava mal di pancia. Ho trascorso gli ultimi dieci giorni a casa, stroncata da un'influenza senza precedenti che mi ha costretta a letto con la febbre sfiorante i 40° C e con una reazione allergica alla tachipirina che mi ha impedito di curarmi. Cosicché quei 2/3 giorni usuali si sono trasformati in 8 giorni di imprecazioni dette a mezza voce, perché avevo un mal di gola ustionante (che assolutamente non potevo curare). E poi c'è stato il ciclo, appunto. Adesso non vorrei sembrare lamentosa, perché queste non sono lamentazioni. SONO FATTI. ACCADIMENTI. Non ci si può fare niente, perché così è stato. Ad ogni modo, finalmente avevo iniziato a studiare seriamente l'economia politica, ma dopo dieci giorni di interruzione forzata il tempo rimanente non mi avrebbe permesso neanche di sfiorare un diciotto (secondo i miei calcoli) per cui, ancora una volta, sono passata ad altro. Facciamoci una risata a riguardo.
Ho visto Juno, ed è proprio bellissimo come chiunque abbia visto il trailer su E! si aspetta. Una colonna sonora fenomenale fatta di puro anti folk ed una fotografia tenue ma non moscia e stucchevole. Inoltre Ellen Page è fenomenale. E persino quella tizia di Alias è perfetta nel ruolo che le fanno ricoprire. Ma tanto secondo me per voi sto parlando arabo. Adesso devo farmi la doccia perché mi sento puzzevole.
Ciao.